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Un evento misterioso


mercoledì 8 giugno 2005



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Prefazione Non vorrei che si definisse questo racconto solamente usando il termine “giallo”, non che sia riduttivo intendiamoci, è solamente che sono accadute determinate cose in questa lunga pausa di riflessione, le quali con molta probabilità hanno finito per condizionare il modo di raccontare una storia ; perché sappiate c’è modo e modo di narrare una vicenda e a parer mio buona parte del fascino di quest’ultima lo gioca proprio lo scrittore. Il lettore è estremamente attento, ma chi sta dalla parte della penna lo è altrettanto in furbizia, fa del gioco delle parole la sua arma vincente. Devo ammettere tuttavia che l’emozione per conto mio l’ho già assaporata toccando un tema a me caro ; quello dell’amicizia, il quale si sposa inevitabilmente con il ricordo. Per me è stato come rivivere alcuni momenti della mia vita indimenticabili e credo non vi sia potuta essere occasione migliore di questa, per trattare certi argomenti. Non ho particolari suggerimenti da dare, se non quello di prendere questa storia per quello che è, senza cercare di sforzarsi di leggerla in una chiave diversa da quella che appare.

Quella città non sarebbe mai cambiata...era ciò che mi ripetevo ormai da anni ogni volta guardando dal mio attico fuori dalla finestra e provavo sempre la stessa sensazione.

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Helen interruppe quel pacifico momento di relax, proponendomi di andare a cena fuori quella stessa sera ; diedi il mio assenso senza neppure capire cosa mi avesse chiesto. Era un momento della mia vita in cui pochissime cose riuscivano ad affascinarmi. Helen era un ottima compagna, la amavo ancora come il primo giorno, lei ricambiava il mio affetto in un modo passionale tutto suo.A letto la trovavo irresistibile ed era proprio questo il cardine della nostra relazione; dopo molti anni di matrimonio riuscivamo ancora a guardarci con quel singolare velo di malizia. Le mie riflessioni furono turbate dal suono del campanello della porta....era il postino che ci recapitava un telegramma, Helen lo prese e lo lesse; seguii tutta l’azione con gli occhi e mi accorsi che qualcosa di particolare era accaduto, nel momento in cui ella mi fissò sbalordita ; “Che cosa c’è amore ?” chiesi.. “Jesper... Frank ! “ “Frank cosa amore ?” e le sfilai la carta dalle mani per leggerla. Lessi il telegramma che mi cadde dalle mani subito dopo, era la notizia peggiore che un tipo come me poteva ricevere, Helen corse tra le mie braccia piangendo, per conto mio ero stordito, non volevo crederci ciò che era accaduto aveva dell’incredibile, il mio più caro amico Frank era deceduto. Il telegramma ci invitava a raggiungere la villa di quest’ultimo, il prima possibile. “Cosa può essere successo ?” domandò Helen, “Frank godeva di ottima salute ed ultimamente è sembrato in gran forma !” Quella considerazione di Helen non scosse per niente i miei pensieri, forse perché prima di riflettere sulle cause che avessero portato a quell’evento, cercavo di convincermi nell’inconscio che poteva esistere la remota possibilità di una verità diversa. Frank probabilmente era il mio migliore amico, forse perché era la persona con la quale avevo trascorso gli anni più belli della mia vita di adolescente ; il vecchio compagno di scuola, lo studente del banco accanto, insomma colui al quale avevo confidato le mie cose più intime, il mio primo bacio, la mia prima volta con una donna... Chiesi cortesemente ad Helen di lasciarmi solo per un po’e lei acconsentì. Così uscì e, con l’occasione, avrebbe fatto delle spese prima di partire. Provavo una particolare impressione all’idea di dover andare alla villa di Frank; chissà quanti ricordi sarebbero riaffiorati, sicuramente mi sarei incontrato con gli altri. Dopo mezzogiorno, partimmo per raggiungere Preston ; dopo poco più di tre ore giungemmo ai piedi della scogliera in cima della quale abitava Frank. Ero sempre stato innamorato della casa del mio amico.Era un posto decisamente affascinante: quando si stava su in cima, si aveva la sensazione che le potenti onde del mare si infrangessero ai tuoi piedi come se chiedessero perdono e tu eri al di sopra di tutto e di tutti e dominavi lo spazio e il mare, fino a quando il tramonto all’orizzonte non dava il limite alla tua grandezza . La casa aveva uno stupendo giardino, una grande piscina e un viottolo alberato di pioppi che conducevano giù verso il mare. Ci accolse la cameriera, la quale ci condusse nel soggiorno dove trovammo alcuni degli amici più cari di Frank e anche miei, visto che eravamo tutti vecchi compagni di scuola. Tommy fu il primo a venirmi a salutare; con lui c’erano anche Tracy sua moglie, anch’ella dei nostri al liceo, e Victor. Ad occhio e croce erano presenti gli amici più cari al defunto, quelli che ultimamente gli erano stati più vicini, fatta eccezione per Charly che non vedevo. “Cosa è accaduto a Frank ?” chiesi a Tommy ; “Purtroppo caro Jesper le cose sono più complicate di quanto si possa pensare..” “Cosa vuoi dire ?” “Voglio dire che il nostro amico sembra che non sia morto in un modo del tutto accidentale... La governante ci ha riferito che Frank è uscito di strada su quella brutta curva che porta ai piedi di questa scogliera”; ”Ma come è potuto succedere !” disse Victor “Frank conosceva sin troppo bene quella curva..” “E’ vero “ continuò Tommy “ma sembra, stando a quanto ha detto la sua governante, che qualcuno abbia manomesso una vite sull’avantreno dell’auto dalla parte dell’anteriore sinistra e che per questo motivo non abbia girato”. “Hanno fatto una perizia sulla macchina ed e trapelato tutto ciò” disse Tracy. Quello che avevo ascoltato mi sembrava assurdo, non certo l’incidente in sè per sè, ma il fatto che qualcuno avesse voluto far del male a Frank.Proprio per questo motivo chiesi se era possibile che la vite si fosse accidentalmente svitata e gli altri mi risposero che poteva essere, ma, oggettivamente era difficile. In quell’istante arrivò Charly che si mostrò costernato come tutti e chiese spiegazioni. Gli raccontammo la vicenda, rimase stupito ;”Mio Dio ragazzi! Deve essere stata una morte terribile, precipitare in fondo a quella scarpata ed incendiarsi nell’auto...” Eravamo lì a chiedere spiegazioni al destino, l’unica ‘persona’ che fa le cose senza spigarle, ti toglie le persone più care lasciandoti piangere sui loro ricordi. Tommy disse che ultimamente aveva frequentato Frank per lavoro e che in tutta sincerità non lo aveva visto turbato per qualcosa ; in effetti, i due si vedevano spesso, Tommy era il suo consulente finanziario. Entrò la governante per servirci il tè, parlammo un po’ con lei per saperne di più ; ci disse che il signor Cole era un uomo del tutto particolare. Alcuni giorni era di ottimo umore ed allora parlava volentieri con lei di ogni cosa gli passasse per la mente, altri giorni invece si chiudeva nel suo studio dalla mattina alla sera e non voleva essere disturbato nemmeno per il pranzo. A volte partiva e se ne andava fuori per giorni senza lasciare alcun recapito. Mentre la signora ci stava parlando, lo sguardo mi andò fuori in giardino, dove riconobbi il vecchio giardiniere di Frank, il quale era stato al suo servizio da tutta una vita.Notai qualcosa di strano in lui: era seduto su una roccia in giardino e fissava il mare. La governante accorgendosi che la mia attenzione era andata su quell’uomo, si avvicinò a me e disse : “Povero Mavis... la morte del suo padrone l’ha distrutto, gli era troppo affezionato, in questi giorni non ha voluto parlare con nessuno, se ne sta seduto lì a guardare il mare, come se il signor Cole fosse partito con una nave e stesse aspettando il suo ritorno. Charly richiamò l’attenzione di tutti con una domanda che ci colse impreparati :”Ragazzi anche voi come me siete venuti a conoscenza dell’accaduto tramite un telegramma ?, “ tutti rispondemmo di si ; “Sei stato forse tu Jesper a spedirli ?”, esitai un istante poi dissi :”Certo che no ! sicuramente sarà stata la signorina Lowell... “ “E dove ha preso i nostri indirizzi ?” fece Tracy . La faccenda aveva realmente dell’incredibile. Chiedemmo ulteriori chiarimenti alla governante la quale negò di aver provveduto ad informarci ; ma se lei non era stata, nessuno di noi idem, chi poteva aver mandato quei telegrammi ? Era ciò a cui stavamo meditando tutti e Victor aiutando le nostre riflessioni, fece una considerazione del tutto veritiera :”Ragazzi non c’è alcun dubbio che sia stato uno di noi ad informare gli altri, per il semplice motivo che tra tutti i conoscenti del povero Frank solo uno di noi poteva avere gli indirizzi di tutti..” Tommy non era d’accordo. Per quale motivo, secondo lui, qualcuno doveva avere delle riserve nel confessare di essere stato il primo a venire a conoscenza della notizia? A quel punto mia moglie Helen si rivolse alla signorina Lowell, chiedendole chi fosse stata l’ultima persona che aveva visto venire alla villa oppure telefonare al signor Cole. La donna rimase qualche istante turbata dalla cosa, come se credesse di essere sotto interrogatorio della polizia :”Qualche giorno fa non è venuto lei Victor ?... ma s,i per quella faccenda dell’appuntamento con il giornalista di Manchester !” Victor mostrò la faccia di quello caduto dalle nuvole, cercava di ricordare facendo sembrare che era stato un episodio del tutto insignificante :”Ma si forse è così... credo tuttavia debba trattarsi di molto tempo fa...comunque se state pensando che sia stato io a spedire quei telegrammi, vi sbagliate di grosso !” Fece quest’ultima affermazione con tono molto deciso come se avessimo cercato di insinuare qualcosa. Le ore trascorrevano e noi ci trovavamo ancora lì, a discutere di un evento forse più grande di noi, al quale non eravamo preparati o non eravamo in grado di dare una risposta, per paura di scoprire qualche dolorosa verità ; tutto ciò ci avrebbe distrutto una profonda amicizia che era nata sui banchi di scuola e che si era inebriata di noi stessi, di ciò che eravamo, di come intendevamo la vita. Mentre riflettevo su queste cose, non potevo esimermi dall’osservare quel vecchio Mavis. Avevo l’impressione che i nostri stati d’animo in quel momento avessero qualcosa in comune; anch’io, nonostante la presenza dei miei più cari amici, mi sentivo solo. Il vuoto che Frank aveva lasciato dentro di me lo impersonava quel giardiniere. Avevo voglia di andargli a parlare, così feci... “Ciao Mavis” dissi. Lui mi guardò sorridendo, poi rivolse di nuovo lo sguardo verso il mare. “C’è una veduta stupenda da qua su !” esclamai. Lui rispose :”Vedi caro Jesper, la vita è come il mare, durante il giorno lo senti rumoreggiare, vedi le sue onde infrangersi su queste rocce, muoversi impetuose, ma la sera durante il tramonto il sole calando su di esso, è come se gli mettesse una coperta e lo addormentasse per sempre.” “Immagino che è così che ti senti tu ora...” gli dissi e lui :”Frank era come un figlio per me, mi sento in colpa come l’assassino per aver permesso che qualcuno gli facesse del male....” “Quindi tu credi che non possa essere stato un banale incidente ?” “No amico mio...” Era convinto come mai di quello che diceva; glielo si poteva leggere negli occhi. Il vecchio Mavis aveva sempre avuto una grossa stima per il suo padrone, tutti volevano bene a Frank che era una persona veramente speciale, di quelle che ti rimangono in mente fin dal primo giorno che lo vedi. Ricordo la prima volta che lo incontrai.Ero andato a stare dai miei nonni dopo la morte di mia madre ed il primo giorno che mi presentai alla nuova scuola arrivai in ritardo.Quando entrai in aula, inciampai sul portaombrelli vicino alla porta cadendo a terra. Tutta la classe scoppiò a ridere.La maestra mi presentò ai compagni e mi invitò a cercarmi un posto ; ricordo che nessuno voleva che mi sedessi accanto a lui, quando una voce in fondo l’aula mi disse :”Puoi sederti vicino a me se vuoi !”. Era la prima volta che vedevo quella faccia e non mi risultò difficile capire che era diverso da tutti gli altri. Da quel momento siamo diventati grandi amici. Avevo l’impressione che Mavis sapesse più di quello che dava a capire, sembrava come se qualcosa di veramente strano e misterioso l’avesse turbato, aveva quel particolare comportamento di chi ha paura di affrontare la realtà. Forse si trovava solo con una verità difficile da accettare, ed era proprio il limite a cui io volevo giungere senza spingermi oltre il suo stato d’animo. “Mavis, per me Frank era come un fratello, un sapore del tutto particolare che sapeva di amicizia raccontava la nostra storia....Vedi quello che sto cercando di dirti è che....Ma no niente !” “Ma no continua....” fece lui fermando quel mio gesto di voltargli le spalle e di lasciar correre ; “No.. è che mi chiedevo se tu magari avessi scoperto qualcosa sulla morte e per qualche motivo non volessi parlarne...” Vidi l’uomo che avevo di fronte toccato per via di quella mia esternazione; in effetti avevo recitato bene la commedia di quello che non voleva andare a fondo per non essere troppo indiscreto, ma che in realtà aveva una voglia matta di scoprire tutto. Cominciò a parlarmi come un padre al proprio figlio :”Vedi Jesper.. so quanto tu volessi bene a Frank, ed è per questo che mi duole raccontarti la verità.... ciò che ho visto è quello che so e quello che so è che l’incidente non è stato un brutto scherzo del destino, ma un omicidio con tanto di premeditazione e soprattutto che l’autore di tutto in questo momento si trova in questa villa !!!!” Quelle parole pronunciate ebbero su di me, l’effetto di una pugnalata ; mi lasciarono senza fiato. Avevo mille domande nella mia mente le quali si riassumevano in una sola :”Chi ?” Il vecchio si mise a ridere, si alzò dalla pietra su cui era seduto da ore ed incamminandosi per il viale alberato, iniziò a suonare con un piffero una strana canzone. Spontaneamente non mi venne il desiderio di seguirlo; rimasi fermo a guardarlo con un sottile velo di meraviglia.

Rientrai in casa ed appena giunsi alla porta un fatto strano turbò i miei pensieri ; nel soggiorno c’era rimasta soltanto Tracy la quale aveva una foto di Frank in mano ed una strana espressione sul viso, che mi sembrò significare qualcosa in più della semplice afflizione per la morte di un amico. Cercai di non disturbarla in modo da osservarla il più possibile, ma il sopraggiungere di Victor destò entrambi :”Che fate amici?” e subito Tracy mostrandosi spaventata ripose la foto sul tavolo :”Ah....siete voi ragazzi.Dove eravate ?” Risposi che ero stato in giardino a parlare con Mavis, Victor disse che era sceso giù in spiaggia per una passeggiata. Non ero sicuro di voler parlare agli altri circa il contenuto della chiacchierata col giardiniere ; Forse volevo confidarmi prima con Helen ; la trovai nello studio di Frank che fumava una sigaretta. “Dove eri finito ?” Mi chiese. “In giardino cara... Ho avuto un interessante colloquio con Mavis” dissi, “Riguardo a cosa ?” mi chiese, “Beh... Su quello che è accaduto.. Su tutta questa storia che ha dell’incredibile” “Perché la trovi incredibile ?” fece Tracy, “Non lo so amore...I fatti hanno avuto un andamento del tutto particolare, non trovi ?” “Non capisco cosa tu voglia dire..” “Quello che sto per dirti ti lascerà sicuramente senza parole, francamente a me ha fatto questo effetto....Stando a quanto mi ha detto quel vecchio la scomparsa di Frank non è dovuta ad un evento del tutto casuale, ma ad un vero e proprio omicidio ! !E per di più l’assassino è oggi stesso in questa villa”. La mia confessione non ebbe su Helen l’effetto che mi aspettavo :”Ma caro non capisco cosa tu possa trovarci di strano, è vero è un duro colpo per tutti... Ma se analizziamo bene i fatti non ci sono moltissime attenuanti a favore nostro..... Quello che voglio dire è che mi sembra molto più probabile che centri qualcuno di noi in tutta questa storia, piuttosto che un estraneo. Non ti nascondo amore che da qualche ora a questa parte mi sia venuto il desiderio di andare più a fondo per scoprire qualcosa..” La constatazione di Helen mi colpì moltissimo. Non che la trovassi inverosimile, ma mi stupì il modo con cui aveva reagito, con la determinazione di chi si sia messa al lavoro seriamente per ottenere dei risultati. In questo tuttavia eravamo diversi, io con la mia ingenuità, con il mio sognare anche di giorno ero certamente meno intraprendente, mentre Helen nella vita aveva sempre mostrato una certa verve nell’andare a fondo sulle cose. “Poco fa sono venuta in questo studio e curiosando qua e là ho scoperto qualcosa di interessante... Tu sapevi che Tommy era in affari con Frank ?” “Si...in un certo senso, sapevo che Tommy era il suo consulente finanziario” risposi, “Da’ un occhiata a questa lettera...” Me la porse mostrando uno strano compiacimento. Frank non ho più intenzione di aspettare i tuoi comodi ! ! C’era una scadenza e tu avevi il preciso dovere di rispettarla.. Questo tuo modo di fare ha finito per farmi perdere la pazienza sappi che non ho più intenzione di assecondare i tuoi capricci... Tommy

Non nascondo che quella lettera mi colse di sorpresa; mi chiedevo se realmente avesse potuto voler dire qualcosa, visto che ormai non ci restava altro che metterci a giocare a fare i Poirot della situazione. Quello di cui ero sicuro, comunque, era che non mi piaceva affatto la piega che aveva preso tutta la vicenda,insomma tutto mi sembrava troppo diverso, troppo strano. Feci partecipe Helen della mia riflessione, lei era d’accordo con me.

Raggiungemmo gli altri in soggiorno, eravamo tutti molto stanchi, ci guardavamo in faccia aspettando....Si aspettando come se solamente il tempo potesse aiutarci a capire, fosse in grado solamente lui di rispondere alle nostre innumerevoli domande. Mi convinsi tuttavia che era giunto il momento di mettere le carte in tavola. Decisi di far sapere a tutti quello che il giardiniere mi aveva confidato, pronto a scrutare i volti di ognuno di loro per coglierne ogni singola capacità espressiva. Ero deciso più che mai, contro il mio consueto atteggiamento, di andare in fondo a questa storia. Accompagnato da un velo di presunzione, propria di chi ha fatto un’importante scoperta, rivelai ai miei amici la confessione di Mavis.La prima reazione fu di Charly, il quale in maniera molto risentita, replicò dicendo :”Cosa vuoi dire Jesper... Che in questo momento l’assassino è qui in mezzo a noi ? E che magari tu sai chi è ?” Prima che rispondessi, fui anticipato da Helen :”Capisco che la cosa può sembrare assurda, ma ragionandoci a mente fredda non puoi negare che sia un ipotesi attendibile, se non altro per il semplice motivo che sono estremamente limitate le tracce da seguire...” Tommy rimase in silenzio, non potevo fare a meno di notare il suo atteggiamento, condizionato com’ero dalla lettera che mi fece leggere Helen. “Preoccupato” era l’aggettivo che gli si addiceva di più, forse perché sapeva che tutti erano a conoscenza della sua vicinanza alla vittima. Victor, come da copione, rifiutava di credere alle mie parole.Certamente anche lui doveva difendere la scomoda posizione in cui l’aveva messo la governante, affermando che molto probabilmente era l’ultimo di noi ad aver fatto visita a Frank. Dunque era rimasta Tracy, la quale si mostrò quasi disinteressata della cosa. Lo sguardo perso era il medesimo che avevo notato prima, quando la sorpresi con la foto di Frank in mano, non so... Mi sembrava come se in quel momento fosse presente fisicamente, ma mentalmente si trovasse in un altro mondo. Si stava facendo sera, il sole tramontava sul mare quietandone le onde. Per un attimo ripensai al vecchio ed al suo strano modo di vedere le cose.Era trascorsa una mezzora dall’ultima conversazione; tutti ci staccammo dagli altri sentendo il bisogno di rasserenarci in quel momento della sera che sopra quella scogliera appariva inebriante. Era sicuramente il più bel tramonto che avevo visto in vita mia... Un’ ombra di quelle lunghissime, caratteristiche dell’imbrunire si avvicinò alla mia.Prima di voltarmi, mi resi conto dai capelli che si trattava di una donna. Era Tracy. I suoi occhi luccicavano ed una lacrima scendeva lungo la sua graziosa guancia.Ebbi l’impressione che mi volesse dire qualcosa; in effetti non mi sbagliavo :”Non riesco a darmi pace... Perché, Jesper, il destino ha voluto portare via proprio Frank ?” “Non lo so Tracy...” risposi. “Devo confidarti qualcosa ! !” “Cosa ?” ; “Ero innamorata di Frank.. Ormai da moltissimi anni avevamo una relazione... Ed ora ho un forte presentimento: che Tommy avesse scoperto tutto e magari commesso quella enorme sciocchezza che stai pensando...” Scoppiò a piangere. Francamente non sapevo più che pensare; mi chiedevo per quale motivo ero proprio io quello al quale tutti si confidavano, per quale motivo non mi ero mai accorto che tra Frank e Tracy c’era qualcosa.Era possibile che Frank avesse scoperto tutto, che per vendetta avesse fatto fuori Frank...E soprattutto cosa dovevo fare ? A quel punto ritenni giusto far presente a Tracy della lettera scovata da Helen e che riguardava suo marito ; lei mi disse che raramente si occupava degli affari di Tommy, nonostante ciò, ultimamente le era capitato di ascoltare qualche conversazione telefonica che lui aveva avuto con Frank e da ciò le era sembrato che le cose non andassero molto bene, per via di un brutto affare. Aggiunse che, a suo parere, non poteva credere Tommy capace di una cosa simile. Le donai il mio conforto mostrandomi della stessa opinione. Tracy mi sembrò sollevata dopo lo sfogo, starnutì... Forse il calar della sera... O forse la semplice reazione alla conversazione, mi tolsi la giacca e gliela posi sulle spalle regalandole un sorriso rasserenante. Lei mi fissò negli occhi e mi disse :”Siete molto simili tu e Frank.... Ho sempre creduto che foste diversi da tutti gli altri, ciò che vi accomuna è quel sentimento di bontà, di profondo senso della vita.. Una capacità di distinguervi sempre e comunque anche nei comportamenti più banali... Capisci ora cosa c’era tra me e Frank, perché lo amavo ?”. “E’ meglio ora che tu rientri in casa a prenderti una tazza di caffè caldo... Fra un attimo vi raggiungo.” Mi fece un segno d’assenso con la testa incamminandosi verso la villa.Mi colpirono le ultime parole di Tracy, mi colpì il ritratto che aveva fatto di noi forse perché rappresentava il ricordo che conservavo dentro di me: era il Frank che avevo ammirato sin dal primo giorno, quello che mi aveva invitato a sedermi vicino a lui, una persona straordinaria. Il suono di un piffero destò i miei pensieri, era il vecchio Mavis che sedutosi di nuovo sul grosso masso in giardino, aveva ricominciato a suonare....

P.S.

EPILOGO

... Più ascoltavo quella musica e più mi convincevo che in essa era celata la soluzione del mistero, Mavis non mi avrebbe mai rivelato l’inesplicabile, nè era mia intenzione chiederglielo, ma ero convinto che, osservandolo, avrei capito molte cose.Innanzi tutto, dovevo fare pulizia nella mia mente dei mille pensieri che certamente non mi avrebbero aiutato a mettere le cose in ordine. Dovevo rispondere a tanti interrogativi; il più importante riguardava la situazione Frank-Tommy. Quanto era determinante in tutta questa storia ? Poi c’era la storia d’amore tra Tracy e Il mio migliore amico. Potevo credere a tutto ciò mi aveva detto la donna ? E’ vero che si è capaci di uccidere per amore ? Come mai la governante si ricordava sin troppo bene che Victor era stato l’ultimo di noi a vedere Frank, voglio dire c’è stato un evento preciso in particolare, un occasione che le abbia fatto passare non inosservata la cosa ? Ed infine ma non meno importante, chi aveva scritto quei telegrammi e soprattutto, Charly aveva fatto quella domanda per caso.... Oppure ? Non ero certamente bravo a fare il detective, ma avevo la ferma convinzione che il mistero lo si sarebbe svelato non andando dietro al piccolo indizio, ma considerando l’avvenimento nel suo insieme, nella sua globalità ed in questa collocando tutti i personaggi, i loro atteggiamenti, la parte che avevano interpretato e via dicendo. Mi avvicinai di nuovo al vecchio osservandolo in silenzio; egli, accortosi di me, smise di suonare e disse :”Perché mi stai fissando ? Non è guardandomi che scoprirai l’assassino... Vedi, è dentro quella villa dove ora sono i tuoi amici che troverai le tante risposte alle tue innumerevoli domande...” Non esitai nemmeno un istante, mi allontanai da lui e rientrai in casa....

... Più mi avvicinavo e più mi rendevo conto che qualcosa stava accadendo, sentivo delle grida di litigio, in effetti non mi sbagliavo, Tommy in preda allo sdegno, accusava sua moglie di essere una puttana; capii subito che aveva scoperto l’amore che c’era tra lei e Frank. La questione peggiorò nel momento in cui Tommy estrasse una pistola dalla tasca; era completamente in preda all’ira. Tracy per conto suo, cercava di farlo ragionare; nel frattempo accorsero gli altri.. “Oh mio dio Frank ! dove hai preso quella pistola?...” fece Victor, “E’ di quel porco bastardo che si è fatto per tutti questi anni a mia insaputa questa puttana... Ma ora lui ha avuto la fine che meritava, è bruciato all’inferno ! non mi resta che mandargli anche la sua adorata amichetta...” Dovevo agire prima che fosse stato troppo tardi.Così mi frapporsi tra i due provando a far ragionare Tommy. “Togliti Jesper ! altrimenti farò fuori anche te..” “Cerca di ragionare ! in questo modo non risolverai niente, farai solamente del male a te stesso, la gelosia ti ha accecato...” Erano le prime parole che mi vennero in mente e per giunta sembravano pure banali.Non mi ero mai trovato in una situazione del genere, ma non ci misi poi tanto ad accorgermi che avevano avuto il suo effetto. L’uomo che mi era davanti lasciò scivolare la rivoltella che aveva tra le mani a terra e crollando ai miei piedi mi abbracciò. “Jesper ho paura !” disse, “stavo per commettere l’irreparabile, e se non ci fossi stato tu forse ora sarei stato un pazzo omicida...” Cercai di consolarlo :”Dai.. Ora è tutto finito”. Tracy non aveva smesso di piangere, Charly consigliò che fosse meglio per tutti lasciare quel posto, ormai era buio e probabilmente non avevamo più niente da dirci. Fummo tutti d’accordo con lui e con un laconico stato d’animo abbandonammo la villa... Io ed Helen fummo gli ultimi ad andarcene, prima di salire in macchina, gettai un’occhiata su quella casa.Lo sguardo istintivamente si spostò sulla grande roccia dove ancora era seduto il vecchio. Mi guardava; forse sul mio viso si leggeva un velo di insoddisfazione e di sconfitta. Avrei voluto saperne di più; magari non avevo avuto lo spirito giusto per andare a fondo sul significato delle parole di Mavis... Entrai in macchina e me ne andai.

Trascorse qualche mese dopo quel giorno e quasi avevo smesso di pensare a quella storia, quando mi recapitarono una lettera da Preston. Non avevo la più pallida idea di chi potesse essere il mittente, cosi la aprii ed incominciai a leggerla : Caro Jesper, da quel giorno che ci siamo lasciati con quello sguardo, non ho smesso di pensarti neanche un istante. Ho riflettuto sul tuo ruolo in tutta quella vicenda, eri certamente il migliore amico di Frank e sono certo che questa tua posizione abbia reso più difficile le cose ; voglio dire che non ti ha permesso di osservare in modo lucido e distaccato tutti gli eventi. Sei una persona estremamente profonda, che non rimane insensibile a certi momenti della vita, forse hai badato più a ricordare ciò che ha rappresentato Frank nella tua esistenza, piuttosto che analizzare la realtà di quell’episodio. Mi piacerebbe sapere cosa pensavi quando ti dicevo che la verità l’avresti conosciuta considerando attentamente voi stessi, che era più vicina di quanto pensassi. Ti starai certamente chiedendo per quale motivo io non ti abbia aiutato, ma credimi, l’ho fatto... Credo di aver agito per il tuo bene. La situazione che avresti dovuto approfondire maggiormente, era la confessione che ti ha fatto Tracy. Non ti nascondo che in quel momento vi ho ascoltato con molto interesse. Quella donna ti ha parlato di amore e questo ha innumerevoli risvolti, primo fra tutti quello della gelosia. Ma la gelosia non apparteneva ad un uomo... No, la gelosia è femmina ed ha un nome ben preciso, si chiama Helen. Il giorno della morte di Frank, la tua dolce metà è venuta alla villa, mi duole dirtelo, ma tra lei ed il mio padrone stava nascendo qualcosa ; per una fatale coincidenza,sorpresi dalla finestra a loro insaputa, Frank e Tracy che si scambiavano dolci effusioni d’amore... Ricordo benissimo quel giorno; seguii tutta la scena dal giardino in cui mi trovavo. Ciò che è accaduto dopo posso solamente immaginarlo, probabilmente la vendetta di Helen doveva consumarsi nei confronti di Tracy, magari aveva sentito che quest’ultima sarebbe andata via dalla villa con la macchina del suo amante ; ma il destino non ha voluto che ciò accadesse. Capisci ora il perché non ho voluto che in quella circostanza tu conoscessi la verità ? Quello che ti prego di fare Jesper, è di lasciare il velo di mistero che si è posato su questo evento, per il semplice motivo che tanto niente può far tornare tutto come prima.... Vivi di ricordi amico mio... Vivi di ricordi, come solo tu sai fare. Mavis La lettera era terminata ed io ero letteralmente attonito; non mi capacitavo delle tante cose mi erano passate davanti agli occhi e delle quali non mi ero minimamente accorto. Mavis aveva ragione, la verità era più vicina di quanto pensassi, mi convinsi che avesse ragione anche quando diceva di non dare una conclusione alla storia, di scrivere la parola fine proprio nel momento in cui quella sera ci lasciammo con i nostri dubbi e i nostri ricordi..... “Che cosa c’è amore ?” La voce di Helen che proveniva dalla camera da letto mi persuase, “Non è nulla cara... Dormi.” “Sei sicuro di star bene ?” “Perché ?” “No niente... E’ solo che parlavi nel sonno, hai fatto un brutto sogno ?” “Si... Credo sia stato un brutto sogno..” “Allora vai o non vai ad aprire la porta ?” “Perché, hanno suonato ?” Mi alzai dal letto ed andai alla porta. “C’è una raccomandata per lei da Preston” disse il postino ; riguardava il mio amico Frank il quale ci invitava a trascorrere il week-end nella sua stupenda villa sul mare.