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IL RESTAURO DELL’ANNUNCIAZIONE

DI CASPERIA DEL SASSOFERRATO
venerdì 3 dicembre 2021 di Nica Fiori

Argomenti: Arte, artisti


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A Casperia, un suggestivo borgo in provincia di Rieti, il restauro dell’Annunciazione di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609-1685), nella Chiesa della Ss. Annunziata, ha riportato all’originario splendore un dipinto che rappresenta uno dei momenti più alti della produzione artistica del grande pittore marchigiano.

Per quest’opera (cm 186 x 266), attestata nell’attuale collocazione sull’altare maggiore fin dal tardo Seicento, giustamente possiamo parlare di bellezza dell’arte sacra, perché il suo raffinato autore è riuscito a coniugare la straordinaria abilità tecnica con una intensa spiritualità. Non a caso è stato chiamato dai contemporanei “Pictor Virginum” per la sua predilezione verso la Madonna, che ha ritratto con o senza Bambino, nei suoi molteplici titoli, ovvero come Madonna Orante, Immacolata, Addolorata, Madonna del Divino Amore e così via. La tela di Casperia è una delle sue tre opere pubbliche eseguite a Roma, insieme alla pala della Madonna del Rosario a Santa Sabina e a un dipinto nella Sacrestia di San Francesco di Paola.

Il volume “Sassoferrato. L’Annunciazione di Casperia. Vicende storiche e restauro”, edito da Campisano nel 2020 nella collana Sabina Nova e curato da Chiara Arrighi e Giuseppe Cassio, rispettivamente funzionario restauratore e funzionario storico dell’arte, dà conto del recente intervento sull’opera e approfondisce alcuni aspetti inediti che riguardano la nascita della tela, le tecniche esecutive e i materiali usati.

Nel corso del restauro, eseguito tra il 28 novembre 2019 e il 25 marzo 2020, la cappella ospitante è stata trasformata in un “cantiere aperto”, ovvero accessibile a tutti con visite guidate gratuite, per rivelare al pubblico le diverse fasi di recupero del dipinto. L’intervento rientrava nell’ambito della programmazione ordinaria dell’attività di tutela dell’allora Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, diretta all’epoca da Paola Refice, la quale aveva a suo tempo precisato che l’opera non era stata danneggiata dal sisma del 2016, che pure ha colpito la provincia di Rieti e ha causato danni nella stessa Casperia, ma che necessitava di una serie di indagini diagnostiche e del successivo restauro, al fine di acquisire tutte quelle notizie di approfondimento che sono state ora esposte nel libro.

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Particolare della Vergine

Il restauro, diretto da Chiara Arrighi, è stato eseguito dal Consorzio Le Arti, con la direzione scientifica di Giuseppe Cassio.

La presentazione del volume, moderata dalla funzionaria della Soprintendenza Francesca Licordari, si è svolta il 12 novembre 2021 nella chiesa dell’Annunziata, dando così modo a tutti i presenti di ammirare il capolavoro nella sua rinnovata bellezza. La prof.ssa Ileana Tozzi, Ispettore onorario per il patrimonio artistico, storico ed etnoantropologico, ha ricordato che il dipinto è stato esposto nel 2017 nella mostra “La devota bellezza. Il Sassoferrato”, tenutasi nell’omonima cittadina marchigiana che ha dato i natali all’artista. Ed è da quest’ultima esposizione che è nata l’idea del restauro dell’opera, finalizzato non solo alla riscoperta dei suoi valori estetici, ma anche alla conoscenza più profonda della materia di cui è composta. All’epoca, infatti, la tela rivelava uno stato conservativo non proprio brillante.

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Copertina del libro

Già vittima di un incendio nel 1898, che ha consumato alcune porzioni pittoriche, integrate da un intervento di recupero nel 1904 e nuovamente restaurata nel 1954, la tela appariva offuscata nei timbri pittorici originali da sedimenti atmosferici accumulatisi negli ultimi decenni, accompagnati da alterazioni cromatiche a danno delle vernici impiegate nei restauri precedenti.

Come ha precisato nel suo intervento Chiara Arrighi, “l’intento di quest’ultimo restauro è stato anche quello di conservare gli interventi conservativi effettuati in passato dai colleghi predecessori, perché anche le integrazioni successive all’incendio potessero entrare a far parte della vita dell’opera”. Quello che ha stimolato maggiormente l’attenzione dei restauratori è stato lo studio dei processi esecutivi messi in atto da Sassoferrato e in particolare il disegno preparatorio al di sotto della pellicola pittorica, evidenziato con luce infrarossa, che ha confermato la preparazione diligente del disegno da parte del pittore. Inoltre l’analisi dei pigmenti del manto blu oltremare, ottenuto dal lapislazzuli, che i pittori utilizzavano solo se il committente era disposto a pagare, essendo costosissimo, dimostra che si tratta di un’opera di committenza alta.

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Particolare della Vergine

Giuseppe Cassio, da parte sua, ha presentato Sassoferrato come un pittore misterioso. “La Roma barocca carica di trionfalismi e teatralità non fa per lui, che punta all’essenzialità. … La poetica del pittore si può comprendere solo se entriamo nel mistero, perché Sassoferrato scrive teologia nel suo dipinto”, afferma Cassio.

L’Annunciazione rappresenta il momento dell’accettazione della volontà di Dio da parte di Maria: in quel momento avviene il concepimento e lei si chiude il grembo con le mani, come per proteggere lo scrigno che deve accogliere il Figlio di Dio. Maria ha il volto di una ragazzina, contemporanea a Sassoferrato, ancora pura e di una bellezza perfetta, che si volta a guardare l’angelo che ha interrotto la sua lettura.

L’opera va osservata in silenzio, perché si entra in un contesto silenzioso, una camera dalla cui finestra si intravede un paesaggio che probabilmente è quello della Sabina Tiberina, che vuole richiamare Casperia. Ispirata al primo Rinascimento, questa pala d’altare segna uno dei momenti più alti della carriera del pittore, consapevolmente svincolato nelle scelte formali dai suoi contemporanei, pur rimanendo protagonista di primo piano del clima culturale e artistico della Roma secentesca.

Alla luce del rinnovato valore sacrale attribuito alle icone mariane dopo il Concilio di Trento (1545-1563), egli si distingue proprio come “vero maestro dell’immagine devota del Seicento cattolico”, come lo ha definito Federico Zeri, per quel celestiale candore dei volti, quella capacità di proporre immagini idealizzate ma comprensibili da tutti, ultraterrene e umane allo stesso tempo.

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Presentazione invito

Il volume è stato realizzato secondo un modello interdisciplinare che consente di avere una lettura a tutto campo dell’opera d’arte. Dopo la prefazione di Paola Refice e l’introduzione dei curatori, un saggio di Lorenzo Capanna, basato su fonti d’archivio, dà una visione non campanilistica sulla vita di Casperia nel XVI e XVII secolo. Ricordiamo che all’epoca il borgo si chiamava Aspra Sabina e ha cambiato nel 1947 il nome con quello di Casperia, citato da Virgilio nell’Eneide, perché si riteneva che il sito antico coincidesse con quello attuale, ma non è così.

Uno degli aspresi del Seicento viene analizzato in maniera più dettagliata nel saggio di Elena Onori. Si tratta di Girolamo Saraceni, cui si deve la Chiesa della Ss. Annunziata (realizzata con i fondi lasciati in eredità per la sua costruzione), e probabile committente (post mortem) anche della tela del Sassoferrato. Saraceni era un ricco argentiere di origine asprese, che abitava a Roma: era anche lui un artista, seppure di arte minore, e operava in una comunità vivace dal punto di vista culturale, ma purtroppo molti suoi lavori sono andati perduti, perché, come si sa, nei momenti di necessità l’oro e l’argento vengono fusi per ricavare denaro.

Segue il saggio di Giuseppe Cassio intitolato “L’annunciazione di Casperia. Un capolavoro di Giovanni Battista Salvi in terra sabina”, quindi quello di don Fabrizio Gioiosi sulla lettura iconoteologica dell’opera. Al restauro vero e proprio sono dedicati due saggi, uno di Chiara Arrighi e l’altro di Antonella Amoroso, Elisabetta Biscarini e Silvia Pissagroia. Le indagini diagnostiche (analisi di fluorescenza UV, riflettografia infrarossa, fluorescenza X e spettrofotometria FT-IR) sono firmate da Claudio Falcucci e l’allestimento del cantiere-museo da Lorenzo Mattone.

La scrittura è sempre rigorosamente scientifica, ma di chiara e piacevole lettura e l’apparato iconografico è ricco di immagini a colori e in bianco e nero.

“Sassoferrato. L’Annunciazione di Casperia. Vicende storiche e restauro” a cura di Chiara Arrighi e Giuseppe Cassio Campisano editore ISBN 978-88-85795-69-3 € 40,00