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AMAZZONE IN TEMPO REALE

L’esperienza in Amazzonia di Loretta Emiri
domenica 6 ottobre 2019 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Ricordi


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Giovedì 2 ottobre presso la sede di Energia per i Diritti Umani onlus in Via dei Latini 12 a Roma, si è tenuto un incontro-viaggio nella profondità dell’Umanità condotto da Loretta Emiri, indigenista e scrittrice.

Loretta Emiri è nata in Umbria nel 1947. Nel 1977 si è stabilita nell’Amazzonia brasiliana, più esattamente nello Stato di Roraima, dove ha vissuto per anni con gli indios Yanomami.

Attivista infaticabile ci ha raccontato la sua esperienza internazionale in Amazzonia dove per molti anni si è messa a disposizione per preparare e aiutare i popoli indigeni al passaggio della strada costruita per attraversare tutta l’Amazzonia da Brasilia fino al cuore della foresta. Strade senza fine e senza senso se non di esporre alle malattie gli indigeni che avevano pochissimi contatti con l’uomo bianco e quindi privi di autodifese immunitarie. Da quel passaggio villaggi interi sono praticamente scomparsi e solo vaccinazioni a tappeto negli ambulatori sorti nella foresta salvarono alcune etnie dall’estinzione.

Loretta ci ha raccontato la sua storia singolare, la sua scelta di partire per l’Amazzonia e abbandonare il suo lavoro in Italia. Infatti, aveva un impiego come assicuratrice e una vita pressoché normale, volta a costruirsi benessere personale e un futuro.

Qualcosa accade e come ci ha confessato, decise di assecondare il suo sogno di bambina di raccontare e raccontarsi, perché ormai non riusciva più trovare un senso nell’accumulare cose, nel vivere in funzione dei suoi bisogni, l’unico desiderio che sentiva di voler perseguire era quello di scrivere. Che cosa raccontare se non ci si è mai allontanati da casa?

Decide di partire per l’Amazzonia, l’idea è di fare un’esperienza di sei mesi, un anno.

Ci resterà quasi per venti anni durante i quali si spende per aiutare gli indigeni Yanomami.

Tante le sue pubblicazioni tra cui il Dicionário Yãnomamè-Português , il primo dizionario indigeno portoghese diventato di straordinaria importanza, tant’è che è tuttora utilizzato da chi lavora e si confronta con quell’ambiente.

Organizzando incontri e corsi di formazione per maestri indigeni, Loretta ha avuto contatti con varie etnie e i loro leader. Il libro Amazzone in tempo reale è frutto di questa esperienza. I ventitré capitoli di cui è composto il libro, portano il nome di ventitré differenti popoli indigeni brasiliani. L’opera ha ottenuto il premio speciale della giuria per la Saggistica, del Premio Franz Kafka Italia 2013.

La vita degli Yanomami raccontata dalle sue parole è intrisa di riconoscenza, affetto, riconoscimento di valori comuni nel loro sistema circolare di intendere la vita, della loro filosofia che ripudia ogni forma di accaparramento, del rispetto naturale ed equilibrato della foresta, madre di tutti gli esseri. Uno spaccato per conoscere quella realtà, quel sistema di vita, non inquinato dal capitalismo occidentale, intriso di valori come: comunità, credenze spirituali animistiche profonde, rispetto dell’ambiente, valorizzazione delle capacità del singolo all’interno di un sistema circolare comunitario.

Loretta Emiri ha pubblicato inoltre: un libro etno-fotografico Yanomami para brasileiro ver, la raccolta poetica Mulher entre três culturas, i libri di racconti Amazzonia portatile, Amazzone in tempo reale. A passo di tartaruga – Storie di una latinoamericana per scelta, Discriminati, questi ultimi due presentati al Salone Internazionale del Libro di Torino rispettivamente nel 2017 e 2019.

I suoi testi appaiono in blogs e riviste on-line, tra cui Sagarana, La macchina sognante, Fili d’aquilone, El ghibli, I giorni e le notti, AMAZZONIA – fratelli indios, Euterpe, Pressenza, La bottega del Barbieri.

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Presentazione Loretta Emiri

Alla vigilia dell’apertura del Sinodo per l’Amazzonia convocato da Papa Francesco che dal 6 e fino al 27 ottobre si svolgerà a Roma, ascoltare dalla viva voce di Loretta i piccoli passi avanti compiuti in questi anni, come l’inserimento nella Costituzione Brasiliana del 1988 di due articoli a difesa e riconoscimento del diritto di questi popoli originari di usufruire del territorio che occupano e la salvaguardia dei loro costumi, usi, lingue ci mostra la strada per la difesa contro uno sfruttamento cieco e bieco che certa politica brasiliana sta cercando di far passare come sviluppo.

I popoli indigeni, grazie alla tecnologia, oggi sono in grado di restare in contatto con chi è lontano dal Brasile e possono inviare loro rappresentanti. Infatti, è nato un Movimento Indigeno sostenuto da scrittori, cantanti, pittori, scultori, artisti che risiedono nelle città di Brasilia, Rio, San Paolo, Manaus che non nascondono più le loro origini indigene, ma anzi se ne fregiano accompagnandolo al loro nome brasiliano. Movimento Indigeno che nelle ultime elezioni di ottobre 2018 ha eletto una rappresentante scelta dal Consiglio del Movimento.

FOTO di LORETTA EMIRI