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Rubrica: EVENTI


Università degli Studi di Macerata

Laurea honoris causa a Pier Luigi Pizzi

Un significativo omaggio alla lunghissima carriera di regista, scenografo, costumista
mercoledì 26 marzo 2008 di Renzo Caldarelli

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari
Argomenti: Letteratura e filosofia
Argomenti: Società


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La splendida lectio doctoralis sul tema “L’impazienza” ha affascinato e commosso le numerosissime persone intervenute all’evento.

Nell’affollatissimo Auditorium San Paolo, alla presenza del Corpo Accademico, delle Autorità civili, religiose e militari, di una significativa rappresentanza di studenti e di un foltissimo pubblico, il 12 marzo, è stata conferita a Pier Luigi Pizzi la laurea honoris causa in Scienze dello Spettacolo – Discipline della performance.

Regista, scenografo, costumista, Pier Luigi Pizzi, nel corso della sua lunghissima carriera, ha messo in scena circa cinquecento spettacoli, nei più importanti teatri e festival del mondo, ed è considerato una “firma” tra le maggiori a livello internazionale nel settore dell’opera lirica. Ha lavorato con i più grandi direttori d’orchestra ed i più acclamati cantanti, ricevendo numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra i quali: la “Légion d’Honneur” ed il titolo di “Officier des Arts et des Lettres” in Francia e di “Commandeur de l’Ordre du Mérite Culturel” nel Principato di Monaco. In Italia ha ottenuto otto volte il “Premio Abbiati”, il premio “Una vita nella musica 2005” dall’Associazione culturale Arthur Rubistein, oltre all’onorificenza di “grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana”. Dal 2006 è anche direttore artistico della stagione lirica di Macerata, da lui trasformata in Sferisterio Opera Festival, che sta riscuotendo un sempre maggiore rilievo ed è un punto di riferimento nel panorama operistico nazionale ed internazionale.

Il Magnifico Rettore, professor Roberto Sani, nel suo saluto ha evidenziato che il conferimento della laurea honoris causa a Pier Luigi Pizzi “E’ un riconoscimento al genio del Maestro ed un segno di gratitudine per quanto egli fa per la crescita culturale della città di Macerata. Era stato incoronato Maestro delle Discipline di cui, ora, diventa Accademico”.

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Laurea Onoris Causa
Cerimonia di consegna all’Università di Macerata

Dopo la laudatio di Diego Poli, Professore Ordinario di Glottologia e Linguistica, che definisce Pizzi “ Un uomo rinascimentale in tutte le sue manifestazioni”, il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, professor Gianfranco Paci, ha quindi letto la motivazione ufficiale con la quale il Senato Accademico ha deciso di assegnare il prestigioso riconoscimento a Pier Luigi Pizzi “Perché è riuscito a dimostrare la capacità di intervenire criticamente sul codice espressivo che egli è andato creando, nel corso della sua attività, apportandovi costantemente riflessioni innovative atte a rendere nel linguaggio contemporaneo le complesse relazioni tra le forme liriche e rappresentazioni sceniche”. E mentre il Magnifico Rettore consegna la pergamena al neo dottore, dall’Auditorium si leva un caloroso e prolungato applauso, che tutti i presenti tributano al grande Maestro, visibilmente commosso e sopraffatto da una sincera emozione.

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Pizzi e il Vescovo Giuliodori

A questo punto la parola passa a Pier Luigi Pizzi per la lectio doctoralis sul tema “L’impazienza”. E Pizzi si manifesta quel grande Artista che è, offrendo alla platea una fantastica scenografia della sua vita, rivelandosi uomo di profonda umanità, di grande e decisa determinazione d’intenti, con un velato senso di nostalgia per la sua famiglia, dovuta lasciare per seguire la sua aspirazione artistica. “Come in confidenza e tra amici”, egli narra della sua nascita all’insegna dell’impazienza e di un trauma, conosciuto solo per caso quando aveva quarant’anni: la morte del fratello gemello al momento di venire al mondo.

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Pier Luigi Pizzi e il Rettore Sani

La seduzione del teatro arriva immediata, da bambino: “Con il suo senso dell’effimero mi ha convinto che non mi sarei mai annoiato. Attraverso il teatro potevo costruire un mondo esaltante, tutto mio. Inoltre esso rappresentava un modo forte per lanciare un messaggio e ricevere risposte. Il teatro è una terra di avventure e di fermenti”. A diciassette anni l’iscrizione al Politecnico di Milano per il corso di laurea in architettura ma, già un anno dopo, inizia a formarsi a teatro accanto a Giorgio Strehler. Quando lo chiamano a lavorare a Genova, il padre “Buono e parsimonioso, di grandi principi morali e poche distrazioni” è intransigente: “Mi disse o la laurea o fuori di casa. Non avevo altra scelta. Sono partito per Genova con pochi soldi e con quello che avevo addosso. Ho giocato le mie carte ed ho avuto ragione”. La riconciliazione con il padre avviene dopo i primi successi, tuttavia “Per la laurea non avevo tempo. Quella rinuncia è stata per mio padre una spina dolorosa, oggi, a trent’anni dalla sua morte, sono felice di toglierla”. Alla scomparsa del padre, Pizzi trova una commovente testimonianza di affetto: un grande album con tutte le locandine e le recensioni dei suoi spettacoli “Quanto amore tenuto nascosto dietro ad un estremo pudore”.

L’unico rimedio all’inquietudine del Maestro, la stessa di un’intera generazione che rinasceva dopo la seconda guerra mondiale, è l’amore per il lavoro e per il bello “Come categoria etica, che attraverso i sensi conduce alla passione, alla saggezza ed alla conoscenza anelata dai filosofi contro la mancanza di valori, l’indifferenza, l’intolleranza e la volgarità”. Inoltre “L’impazienza ha fatto di me un lavoratore accanito: non saprei dire con precisione quante opere ho realizzato. Sono però riuscito a portare avanti contemporaneamente più progetti, senza mai perdere di vista la qualità”. Una costante ricerca per ritrovare quel fratello perso alla nascita “Penso che quel fratello debba avermi affidato il suo spirito, per raddoppiare la mia energia, la curiosità e la voglia di fare. Quando lo ritroverò, forse lui saprà spiegarmi cosa sia la pazienza”.

Con queste parole Pizzi conclude la sua magistrale lectio doctoralis ed il pubblico esplode in uno strepitoso ed interminabile applauso, che sorge spontaneo dal profondo del cuore, trasformandosi in una standing ovation, che vuol essere anche una manifestazione di affetto e di ringraziamento per il lavoro e per “il bello” che Pizzi ha saputo donare a Macerata.

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Pier Luigi Pizzi

Durante la cerimonia il Coro dell’Ateneo, diretto dal Maestro Aldo Cicconofri, ha eseguito brani di repertorio e da opere liriche. Alla sera, in onore del Maestro, l’Università di Macerata e Banca Marche hanno offerto, nel Teatro Lauro Rossi, un concerto dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, viola solista e direttore il maestro Roberto Molinelli, che ha eseguito le arie più celebri dalla Tosca di Puccini, dalla Carmen di Bizet, e dall’Attila di Verdi, opere che andranno in scena allo Sferisterio Opera Festival 2008, dal 24 luglio al 12 agosto.