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Ritratto di Clemente XI
Attribuito a Giovanni B. Pozzi

CLEMENTE XI collezionista e mecenate

Nel Complesso di San Salvatore in Lauro, una grande mostra gratuita evidenzia il gusto artistico del papa Albani
martedì 12 dicembre 2017 di Nica Fiori

Argomenti: Mostre, musei, arch.
Argomenti: Storia
Argomenti: Personaggi famosi/storici


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Fu indubbiamente un uomo di cultura e un grande mecenate, più che un abile politico, il papa eletto all’unanimità nell’anno santo 1700, in un periodo in cui la Chiesa vedeva diminuire il proprio potere di fronte alle grandi potenze europee. Occorreva un pontefice neutrale e così fu eletto il cardinale Giovanni Francesco Albani, che sembrava tale pur essendo in realtà vicino al re francese Luigi XIV e allo spagnolo Filippo V.

Di carattere timido e schivo, egli accettò la nomina con una certa riluttanza e l’8 dicembre fu incoronato papa con il nome di Clemente XI. Aveva allora 51 anni, essendo nato a Urbino nel 1649 da una famiglia molto facoltosa e prestigiosa.

La mostra che gli viene dedicata a Roma nel Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, “Clemente XI collezionista e mecenate illuminato”, non poteva avere una collocazione migliore, perché in quella che era a Roma la sede della “nazione picena” (con la chiesa dedicata alla Madonna di Loreto), il sodalizio porta avanti con il suo operato il mecenatismo e l’interesse dimostrato da questo papa e da altri illustri marchigiani per la tutela e l’incremento delle arti.

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L’Abate Zosimo comunica S. Maria Egiziaca, 1709
di M. Franceschini

L’evento, a ingresso gratuito, rientra nell’iniziativa “Il Pio Sodalizio dei Piceni per le Marche colpite dal sisma”, nell’intento di tenere viva l’attenzione sul dramma che ha colpito la Regione nel 2016.

Clemente XI era talmente illuminato che, appena eletto papa, emanò un editto a tutela delle antichità e nel 1704 con un altro editto estese il concetto di “bene culturale” anche al patrimonio cartaceo, ovvero libri scritti a mano o a stampa, in volgare, in latino o in greco, interi o divisi in fogli, lettere e documenti. La sua passione per la cultura lo ha portato alla raccolta di manoscritti orientali, poi donata alla Biblioteca Vaticana. Ha cercato poi di non disperdere le collezioni che rischiavano di essere smembrate ed esportate all’estero, anticipando il moderno concetto di prelazione da parte dello stato.

Nei venti anni del suo papato (1700-1721), pur coinvolto in complesse questioni politiche (la guerra di successione di Spagna, un difficile problema relativo all’Oriente e la difesa della fede dagli attacchi dei giansenisti), si dedicò con generosità e intuizione alla formazione dei giovani delinquenti e alla loro redenzione. A tale scopo mise mano alla riforma carceraria, promuovendo il recupero umano e spirituale dei condannati mediante il lavoro.

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Veduta e prospetto della città di Urbino, di Gaetano Piccini.
Collezione Paolo Volponi

A Roma il complesso monumentale del San Michele, nato come ospizio per i ragazzi abbandonati, fu ampliato dal pontefice divenendo “una cittadella pubblica dei commerci e della produzione”, sede della manifattura della lana e dei tessuti, oltre che di un’importante arazzeria in grado di competere perfino con quella francese dei Gobelins.

La mostra che gli viene dedicata a Roma, a cura di Claudio Maggini in collaborazione con Stefano Papetti, è incentrata sul mecenatismo e testimonia il grande gusto artistico del pontefice che stimolò e favorì diversi talenti, per lo più marchigiani.

Partendo dal cospicuo fondo Albani del 1818, che documenta tutti i beni della famiglia, viene raccontato il percorso collezionistico di Clemente XI attraverso 40 opere suddivise in quattro sezioni. Si tratta di ritratti su tela e busti marmorei, opere pittoriche (alcune grandissime), disegni, stampe e oreficerie che illustrano le arti della fine del Seicento (quando l’Albani era cardinale) e del primo Settecento (sotto il suo papato).

Considerevoli sono i nomi degli artisti che fecero parte del suo entourage, che vanno da Carlo Maratta ad Andrea Procaccini, da Pier Leone Ghezzi a Francesco Mancini, da Giovanni Anastasi ad Alessio De Marchis e altri, ma troviamo anche un grande astronomo come Francesco Bianchini con il suo Contributo alla riforma del Calendario di Clemente XI (un disegno su pergamena e un olio e foglia d’oro su tavola). A Roma dobbiamo proprio a Bianchini la famosa meridiana di Santa Maria degli Angeli, detta linea Clementina, perché voluta da Papa Albani.

Lo stemma del papa in pietra introduce alla prima sala dedicata ai ritratti di famiglia. Inedita è la presenza della madre del papa, Elena Mosca, una nobile pesarese che in una precedente mostra romana, tenuta nel Complesso del San Michele nel 2001, non era stata presa in considerazione, perché si riteneva, a torto, che fosse morta subito dopo la nascita di Giovanni Francesco. Vi è pure il fratello Orazio Albani e i nipoti Alessandro e Annibale, figli di Orazio ed entrambi cardinali.

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Ritratto di Orazio Albani, seconda metà sec. XVIII, bronzo.
Urbino, Palazzo Comunale

Segue l’iconografia di Clemente XI in vari ritratti (eccellente quello di Maratta, che lo ha ritratto pure da cardinale) e in un’incisione di Pietro Nelli, che lo ritrae da vecchio. Un certo spazio è dato anche al cardinale Annibale Albani, ritratto da Pier Leone Ghezzi, accanto al quale è un disegno a inchiostro e acquerello di Gaetano Piccini con “Veduta e prospetto di Urbino in occasione della visita dell’Abate Annibale Albani”, datato 1703.

Numerosi sono i quadri di argomento sacro di forte impatto, tra i quali voglio ricordare “Il transito di San Giuseppe” di Francesco Trevisani, “San Pietro battezza il centurione Cornelio”, di Maratta e Procaccini e “L’educazione della Vergine” di Mancini.

Del bolognese Marcantonio Franceschini è un vivido bozzetto di un grande dipinto (attualmente al Metropolitan Museum of Art a New York), raffigurante “L’abate Zosimo comunica Santa Maria Egiziaca”.

Spettacolari per la loro sequenza quasi cinematografica sono due lunghissimi dipinti a olio di Giovanni Anastasi, del 1703, tra cui “S. Gregorio chiamato al soglio pontificio con il ritratto di Annibale Albani”.

Nella sezione dedicata all’attività del papa, appare emblematico il rilievo di Pierre Legros, che lo ritrae davanti alle Arti, mentre ha un interesse storico e artistico allo stesso tempo il grande dipinto di Pier Leone Ghezzi, che lo ritrae in San Giovanni in Laterano mentre distribuisce l’eucarestia.

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Una sala espositiva

P.S.

CLEMENTE XI collezionista e mecenate illuminato

Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni Piazza di San Salvatore in Lauro, 15 - Roma
7 dicembre 2017 – 25 febbraio 2018
Orari: Dal lunedì al sabato: 9 – 13 e 16 – 19; domenica 9 – 12; chiuso nei festivi
Ingresso gratuito
info: Artifex International Srls, tel: +39 06 68193064, info@artifexarte.it