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Giancarlo Mancori

PAESAGGIO IN MOVIMENTO

In mostra dal 14 al 29 ottobre 2006 Abbazia di San Nilo a Grottaferrata
sabato 21 ottobre 2006 di Luciano De Vita

Argomenti: Arte, artisti


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In una passeggiata del tutto casuale a Grottaferrata nell’Abbazia cattolica di rito greco-bizantino di San Nilo che commemora in questi anni il suo millenario (1004 - 2004), mi sono imbattuto per un piacevolissimo scherzo del destino nella scoperta di un simpaticissimo personaggio Giancarlo Mancori. Ci siamo subito trovati

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Abbazia di San Nilo

a parlare amichevolmente, come vecchi amici di una conferenza in corso nei locali adiacenti ed ho scoperto che è fotografo e in questi giorni espone in una sala dell’abbazia le sue opere, che ho visitato con grande piacere da lui stesso guidato.

Si tratta di una mostra decisamente particolare, infatti pur essendo fotografica è in realtà una esposizione di quadri impressionisti e astratti con il contorno di alcune vibranti foto della natura. C’è una ricerca del movimento nelle immagini della natura che è il tema preferito dal Mancori, ma il risultato è estremamente poetico e toccante. Personalmente è stata una scoperta interessante su cosa si può ottenere tramite una macchina fotografica in mano ad un artista.

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L.De Vita e G.Mancori

Poiché non sono un critico d’arte, riporto qui sotto un testo di Vito Riviello che illustra con maggiore competenza la materia.

Nel frattempo ho il piacere di presentare su la nostra Scena Illustrata una rassegna dei lavori che mi hanno più colpito e invito chi è interessato a visitare la mostra fino al 29 ottobre.

Altre informazioni ed un catalogo delle opere esposte in varie esposizioni possono trovarsi nel sito personale del fotografo ciccare qui

P.S.

Vito Riviello scrive per la mostra antologica di Giancarlo MANCORI. Grottaferrata 2006

Giancarlo Mancori, romano, classe 1937: appartiene dunque alla prima generazione, postbellica, democratica e repubblicana. Un dato biografico che subito evidenza una storia di una generazione che finalmente rompe con una cultura "chiusa e autarchica" e si apre all’Europa. Infatti nelle sue poche ma importanti mostre le immagini esprimono un mondo, quello della natura, che si scopre ad un occhio attento alle mutazioni "logiche" del creato ma anche denso di capacità critiche delle visioni, sorrette da una forte sensibilità della cultura novecentesca della civiltà dell’immagine.

Dall’impressionismo all’informale, la passione per la natura di Mancori, si rivela educata da una forte ascendenza dell’avanguardia del primo novecento e fino ad oggi dalle neoavanguardie americana ed europea.

Senza che l’artista appesantisca mai la "fertilità del cosmo". Il suo "regard" rigoroso riesce perfino a cogliere le venature malinconiche e idilliache d’una natura che, come ha detto Bacone, va non solo capita ma alla quale bisogna obbedire.

E’ un messaggio artistico ed ecologico che nelle recenti "prove" di Mancori si va sempre più manifestando. Il "mirino" dell’artista romano non ha bisogno di rivestimenti tecnologici, è veramente un "occhio di luce" guidato dall’autore, il quale si affida alla tradizione introspettiva della photo affidandosi al fondamentale "tran-tran" degli scatti. In questo modo Mancori coglie della realtà naturale la genesi mutevole e varia delle contraddizioni.

Una sorta magica di proposizione artistica e necessità biologica. i colori plurimi, le forme in continuo movimento, le produzioni genetiche costituiscono per Giancarlo una rappresentazione unica nella storia dell’uomo. Ci rivela un mondo straordinariamente "unitario", microcosmo e macro, che nutre la terra e l’arreda. Da far esclamare agli abitanti del pianeta che la Natura nutre ed esalta un codice di bellezza, originale e tipica, diffusa sia a livello cosmico che a livello minimale. Anche nelle devastanti "esplosioni" non v’è volontà di offendere la "fragilità" della vita umana: se pure distrugge, ricrea subito dopo l’incanto dell’opera d’arte universale.

Mancori, questo è il suo prodigio, nel rispetto "baconiano" per la natura, ne riporta i molteplici aspetti con la delicatezza laboratoriale dell’entomologo e la passione "creativa" del poeta.

In definitiva Mancori ci rivela non solo la complessità della natura terrena attraverso una minuziosa, accurata indagine da orafo, ma stabilisce una "prassi" tra bellezza infinita e destino evolutivo. E’ la Natura, oggi, sembra avvertire Giancarlo, che vuole salvare se stessa e gli esseri viventi, umani e animali, offrendo le "garanzie" d’ogni tipo attraverso una "spoliazione" conoscitiva delle immagini infinitesimali di se stessa. Quasi presuntuosamente la Natura diventa Ragione Divina, proclamandosi più vicina a Dio, di quanto non lo sia l’Uomo con la sua Retorica. Ma mentre l’uomo vuole "assoggettare" per le sue presuntuose "utopie" perfino l’intero Universo, il Cosmo, la Natura, più modestamente, ripropone il discorso del metodo dell’equilibrio, il discorso "contemporaneo" della fertilità del Creato.

Vito Riviello