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BUON NATALE, NONNA ADA!

Una donna del tempo che fu
sabato 7 dicembre 2013 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Ricordi
Argomenti: Personaggi famosi/storici


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Ho esitato a lungo prima di scrivere qualcosa su mia madre: troppi pensieri, immagini, ricordi, emozioni irrompevano ogni volta nella mia mente chiedendo imperiosamente spazio e luce. Da quali incominciare il racconto? Quali scegliere? E soprattutto era giusto parlarne in un articolo? Poi ho pensato che ci sono esempi positivi e valori di cui è giusto parlare. E allora ho deciso di scrivere cominciando dall’epilogo, dal 12 Maggio 2013.

Era la Festa della Mamma ed eravamo là tutti in chiesa per dare l’estremo saluto a nostra madre, proprio in quel giorno in cui eravamo stati insieme per festeggiarla ogni anno: così ancora una volta ci aveva chiamati a sé per un ultimo abbraccio, “tutti insieme”, uniti dall’affetto nel bene e nel male, come ella aveva sempre voluto.

Ormai la chiamavano tutti “Nonna Ada” come se il ruolo di nonna si fosse sovrapposto a quello di mamma per la grande tenerezza riversata sui nipoti, anche sull’ultimo arrivato, Alessandro, che l’aveva resa bisnonna. E benché fosse da quattro anni sulla sedia a rotelle per la rottura di un femore, tormentata da vari mali e sofferenze, amava la vita e lottava per restare con noi, per non lasciarci.

Mia madre era una donna del tempo che fu, che amava vivere in un “piccolo mondo antico” tutto suo, fatto di casa, famiglia, buoni cibi da mettere in tavola, sempre “all’ovre femminili intenta” come la Silvia del Leopardi e, come tutte le signore di buona famiglia, suonava il pianoforte e cantava con voce da soprano, inondando la casa di gorgheggi armoniosi e musiche immortali: così “sonavan le quiete stanze e le vie d’intorno al suo perpetuo canto”, come nella famosa poesia. Spesso ci mettevamo intorno al pianoforte in salotto per ascoltarla da vicino e Bobby, un piccolo pechinese, accanto a lei ululava con foga accompagnando i suoi acuti e suscitando la nostra ilarità.

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Intelligente e sempre desiderosa di apprendere e di sapere, amava leggere buoni libri, giornali e riviste e parimenti non trascurava mai il lavoro con aghi, ferri e uncinetti, seguendo le istruzioni su “Mani di Fata”, un giornale di cui possedeva tutti i numeri, conservati con cura per eventuali consultazioni. Dalle sue mani operose come per incanto si materializzavano favolosi oggetti di vestiario: i nostri vecchi abiti uscivano rinnovati e si accorciavano o si allungavano, si stringevano o si allargavano, passando da una figlia all’altra per evitare sprechi, meravigliosi pullover ci tenevano caldi d’inverno mentre avvolgenti eleganti scialli ci riparavano dall’umidità nelle eleganti serate estive.

Nelle lunghe giornate invernali era bello fare i compiti sul tavolo della cucina mentre lei preparava la cena e di tanto intanto dava uno sguardo ai quaderni per seguirci negli studi, per correggere qualcosa, per darci una spiegazione. Si rivolgeva a papà solo per la matematica, per il resto era capace di aiutarci in tutto, perfino nel disegno geometrico o nel cosiddetto “ornato”.

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Un giorno mamma ci regalò “Piccole Donne” di L. Alcott e si divertiva a cercare qualche somiglianza tra Meg, Jo, Beth, Amy e noi, le sue quattro figlie, le” sue quattro piccole donne”. Ci sfidava ad un confronto con loro, forse per conoscerci meglio, per capire le nostre attitudini. Ricordo che anche allora la sottoscritta si sentiva molto vicina a Jo, per un’uguale passione verso lettura e scrittura. Ora a pensarci bene dopo tanti anni, forse noi quattro avevamo tutte nell’anima un po’ di quelle piccole donne del libro, tutte molto impegnate in famiglia, come Meg, un po’ “artiste” come Jo e Amy e purtroppo una di noi, Lucia, scomparsa troppo presto, come Beth.

Riportando il discorso su mia mamma, mi piace ricordare che era fine ed elegante, dolce e paziente, ma talvolta anche chiusa e testarda. Quando diceva “ NO” con forza e decisione, perfino il nostro autoritario padre era costretto a capitolare. Spesso ho pensato che agisse così per un bisogno inconscio di ribellione contro un’educazione che imponeva alle donne dell’ epoca di essere sottomesse e arrendevoli per il bene della famiglia. Così disse “NO” all’uso del bastone e si ruppe il femore. Che peccato! Pensare che solo quattro anni fa stava bene ed era tanto felice al matrimonio di mia figlia Paola.

Un piccolo mondo antico se n’è andato con lei, ma resterà sempre vivo nei nostri ricordi. L’immagine che ci resterà della nostra cara madre sarà quella di una donna coraggiosa, piena di forza, un’immagine che mi fa pensare al libro di J. Hillman “La Forza del Carattere” nel quale si legge che “la vecchiaia può diventare una forma d’arte, un’occasione unica per creare una struttura estetica possente e memorabile che incarni il ruolo archetipico dell’avo, custode non bigotto della memoria e della tradizione”. Tale resterà per noi nostra madre… sempre.

In tutti quelli che la conobbero ha lasciato una significativa traccia come dimostrano alcune frasi e perfino versi di una poesia, estrapolati dalle numerose mail, lettere e sms ricevuti dopo la sua scomparsa. Eccone alcuni:

- Tristezza e tenerezza insieme….. Un altro fotogramma delle nostre estati sabaudiane che sgrana piano i contorni; ma resta nell’immaginario personale, però: la Signora riservata e discreta, impeccabile sempre, coi capelli ’fatti’, un’ombra di trucco, le mani e l’abbigliamento curati. Composta nel saluto cortese, ma subito pronta a ritirarsi nel suo mondo segreto... Eliana

- Vedo ancora Mamma Ada venire giù dai gradini della vostra casa a Via Bellaria, giovane, bella piena sempre di tanta energia positiva, e cosi la ricorderò sempre. Ti scrivo dei versi c

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Anni ’40
Mamma e Papà

he dedicai a mia Madre e che ora voglio dedicare a Mamma Ada a cui ho voluto sempre tanto bene:

Al buio della notte più oscura, fa sempre seguito
il meraviglioso sorgere del sole…..
Tutto finisce, è vero
ma tutto ricomincia, sempre.
Nulla può davvero morire,
è solo un perenne divenire..
E l’immagine tua e il pensiero di Te
sono sempre più per noi l’ispirazione
ad una vita migliore, più degna
e scevra da ogni paura e meschinità…

Vittoria

- Lei sarà sempre in te. Se tu sei diventata una bella persona è anche grazie a Lei che ti ha inculcato gli stessi sani principi che poi tu hai passato ai tuoi figli. E i tuoi figli li passeranno ai loro figli. E’ un legame ininterrotto d’Amore. Non c’è niente di più bello nella vita. Per me, è l’essenza della vita…Antonella, Peter e mamma Pierina.

- Aver goduto della presenza della mamma fino alla nostra età matura è un privilegio. Ciò nonostante adesso siamo orfani! E così ci sentiamo. Ci manca quel riferimento psicologico che abbiamo goduto fino al loro ultimo respiro, anche se ormai, molto spesso, erano loro ad essere in qualche modo dipendenti da noi…. Luciano

- Non è un caso che se ne sia andata proprio per la festa della mamma. La ricorderemo tutti o per lo meno quelli che l’hanno conosciuta e amata per la sua gentilezza e discrezione. Per me era un piacere abbracciarla quando venivo da te. Io che la mia mamma non l’avevo più.…. Elvira

Ed ecco alcuni sms dei giovani:

Nonna Ada è stata una super Nonna a cui rimarrò sempre molto legato.. tanta saggezza, simpatia e grande tifosa del Napoli!" Paolo.

Se ne va un mito della nostra giovinezza. Grazie Nonna Ada". Luigi
Una donnina fantastica!". Roberta
Ricordo il suo infinito affetto..". Francesco
Ciao Nonna Ada, sarai sempre con noi". Luca.

Marco, suo nipote, così ha scritto: “Era una Nonna così pura d’animo con un’immensa gioia di vivere e una capacità di sopportare il dolore fuori dal comune. Ho avuto tanti esempi positivi nella mia vita, ma quando penso all’amore tra due persone e ad un legame eterno, penso a Nonno Salvatore e Nonna Ada, penso al loro incontro in una strada affollata del centro di Napoli alla Vigilia di Natale: è bastato un attimo e non si sono più separati…Marco”.

E allora “BUON NATALE”, cara Nonna Ada, e ovunque tu sia speriamo che Nonno Salvatore sia con te, come in quel Natale di tanti anni fa.