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Il rispetto per chi soffre
venerdì 1 giugno 2012 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Avevo sempre sentito parlare del “Giuramento d’Ippocrate”, ma confesso che non l’avevo mai letto fino ad oggi. Ho scoperto così tutta la bellezza sia del testo antico (attribuito da molti ad Ippocrate e da altri invece ai Pitagorici) e sia del testo moderno, entrambi fondati sul profondo rispetto del medico verso l’ammalato e formulati secondo i più alti principi etici.

Oggi si parla molto di malasanità, una triste realtà non solo italiana in verità, che quasi tutti almeno una volta nella vita prima o poi sono costretti a sperimentare direttamente oppure indirettamente, attraverso il racconto di parenti, amici e conoscenti.

100000000000009D000000C8410E011AQuello che colpisce maggiormente è la perdita di umanità, sensibilità e valori etici dai quali invece un tempo scaturivano cure appropriate basate sulla conoscenza del paziente che in passato il cosiddetto “medico di famiglia” riusciva a risanare facendo diagnosi “azzeccate” senza nemmeno tanti test clinici e analisi di laboratorio. Ricordo il compianto dott. Danese che prontamente accorreva in nostro aiuto per curarci e che soleva trattenersi con noi per un caffè e quattro chiacchiere.

Oggi tutto questo è finito oppure è diventato molto raro nell’attuale società. Ora guai ad ammalarsi durante weekend e festività! Da ospedali e cliniche private spariscono i primari e tutti i medici più competenti che abbandonano il campo a quelli più giovani ed inesperti.

Naturalmente esistono anche tanti bravi medici che si prodigano fino allo stremo delle forze, medici molto umani che si avvalgono anche della collaborazione di infermieri capaci, umili e sensibili. Ma ciò non basta, poiché quando si tratta della nostra salute o di quella dei nostri cari non possiamo affidarci al caso, pregando Dio che non ci capiti un accidente durante i weekend e augurandoci soprattutto di non finire nelle mani di feroci speculatori che si arricchiscono sulla pelle di chi soffre. Di tutto ciò parla ampiamente Paolo Cornaglia Ferraris, medico, giornalista e saggista, nel suo libro” La Casta Bianca-Viaggio nei Mali della Sanità”( Mondadori Editore).

100000000000009C00000142305E5B1FSpesso ho pensato che la figura del medico e quella dell’ insegnante presentino delle analogie nell’esercizio della professione, poiché Scuola e Sanità non solo richiedono grande serietà, onestà e professionalità come gli altri tipi di lavoro, ma esigono qualcosa in più, un quid più spirituale che definirei “ totale dedizione” unita ad immenso rispetto verso coloro che sono affidati alle nostre cure.

Ho sempre amato i miei alunni e ho cercato di fare bene il mio dovere tutti i giorni, eppure quante volte sono stata presa in giro con frasi ricorrenti, come “Credi che ti daranno una medaglia al valore?” oppure “Pensi che ti faranno una statua d’oro?” e così via. Medaglie no, statue nemmeno, ma buoni risultati sì, ne ho avuti tanti per fortuna (o meglio, per serietà d’impegno). 10000000000000B600000116A424F143

”Luci ed ombre” avvolgono sia Scuola che Sanità, poiché come ho già detto, ci sono tanti medici e anche tanti insegnanti che si prodigano incessantemente per coprire le inefficienze del sistema o di colleghi superficiali, menefreghisti e assenteisti: le persone oneste insomma sono costrette a lavorare il doppio proprio per colmare “i vuoti” creati da altri.

Nel corso della mia vita ho potuto sperimentare le suddette “luci ed ombre” non solo nella scuola, ma anche in ospedali e cliniche private. Tuttavia mi posso considerare fortunata rispetto ad altri, poiché tra i miei amici ci sono sempre stati dei bravi medici che mi hanno guidata con affetto nella giungla del sistema sanitario, anche in questo momento, per me davvero drammatico, in cui mia madre sta molto male e non si sa per quanto tempo vivrà. Un ringraziamento in particolare va al dott. A. Ruocco che ha curato per anni mia madre ed è considerato da lei come un figlio. Ma quanti possono affermare di essere altrettanto fortunati?

Una raccomandazione va fatta anche ai parenti degli ammalati che spesso fanno una gran bagarre nel prendere le decisioni più appropriate al caso, spinti in buona fede dall’affetto o in malafede da un eccesso di protagonismo. Le persone che soffrono hanno bisogno innanzitutto di tranquillità e serenità, poiché anche se in stato comatoso, spesso sentono tutto e talvolta percepiscono perfino i pensieri degli astanti. Posso darne testimonianza io stessa: diversi anni fa, ridotta quasi in coma per una diagnosi errata, in uno stato alterato di coscienza “sentivo” telepaticamente i pensieri dei miei familiari.

10000000000000AE000000B5F093762DSarebbe opportuno pertanto che si esprimessero le proprie volontà per iscritto con il cosiddetto “testamento biologico”, in modo che se ne tenga conto nel caso di perdita delle capacità di intendere e di volere. Bisogna senz’altro alleviare le sofferenze dei malati, ma senza accanimento terapeutico e soprattutto rispettando la loro volontà.

Scuola e Sanità sono settori delicati, non solo legati a concrete necessità, ma in qualche modo connessi alla sfera “spirituale” di ogni essere umano. Allora che aspettiamo a buttar via tutte le “le ombre” e a far posto solo alla “Luce”?

Vi invito a leggere il “Giuramento di Ippocrate” cliccando sul seguente sito: http://www.unicz.it/didattica/corsi/anatomia_umana/giuramento_di_ippocrate_testo.htm