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La Gorgone MEDUSA

La mitologia dei nostri giorni

Eroi e muse reincarnate negli idoli contemporanei
mercoledì 9 maggio 2012 di Achille della Ragione

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Società


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La mitologia antica, creata dalla fertile fantasia dei nostri antenati rivive con prepotenza nell’immaginario popolare dei nostri contemporanei.

Le muse sono oramai a portata di mouse e non vivono più nei racconti dei cantastorie che le diffondevano dai villaggi alle città, ma trionfano sui settimanali patinati ed irrompono dallo schermo dei nostri computer, creando un mirabile corto circuito tra passato e presente in un mirabile spazio tempo, a cui tutti gli abitanti del villaggio globale possono accedere liberamente.

Oramai tra l’Olimpo e lo Star System non esiste più alcuna barriera temporale. Le monumentali statue di Fidia e di Mirone, che ci proponevano atleti leggendari, si sono reincarnate nelle piroette di Messi e nello scultoreo corpo della Pellegrini mentre le divinità sono divenute dive, gli eroi si sono trasformati in campioni olimpici, le vezzose quanto seducenti ninfe sono degnamente rappresentate da graziose veline o maliziose escort, i virulenti satiri hanno trovato un degno erede nelle incredibili cavalcate erotiche dell’immarcescibile cavaliere.

Eris, la poco nota dea della zizzania, rivive negli effetti devastanti del prorompente posteriore di Pippa Middleton, che distoglie i flashes dei fotografi dall’abito nuziale della sorella Kate e turba i desideri lascivi dei maschi di tutte le età. Una pedissequa ripetizione della famosa discordia scatenata dalla perfida mela che turbò il matrimonio tra Peleo e Teti, scatenando dissapori tra le dee come in una eccitante puntata di un reality show.

I suoni delle band e la suadenti melodie delle cantanti vorrebbero ammaliarci, come le sirene cercarono di incantare l’astuto Ulisse.

Le miss e le longilinee top model ricalcano un mito del trucco e della bellezza. Che vede Cleopatra come illustre capostipite.

L’antica mitologia ci proponeva divinità umanizzate con pregi e difetti: da Giove a Venere, da Ercole ad Achille, da Paride ad Elena; antichi archetipi, pedissequamente riproposti da calciatori, ballerine, pop star ed attori del cinema e della televisione in una girandola multiforme e con uno scambio di ruoli, da inorridire sia Kafka che Pirandello.