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Rubrica: CULTURA


La pietra del mese di settembre

Zaffiro
sabato 3 settembre 2011 di Odino Grubessi

Argomenti: Scienza


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“......là dove le singalesi agitano dolcemente con la punta delle loro dita gli steli dei giovani fiori di iris, caddero i due occhi di Daitja di un profondo color azzurro......”

Gli Indiani molto spesso alla cultura abbinano la leggenda.

Nel lapidario “Ratnapariska “ a proposito dello zaffiro si legge:

“ ..là dove le singalesi agitano dolcemente con la punta delle loro dita gli steli dei giovani fiori di iris, caddero i due occhi di Daitja di un profondo color azzurro, di uno splendore che era simile a quello di un loto fiorito. Per questa ragione la terra che si stende ai bordi dei ruscelli, con una interrotta linea di foreste di plumerie in fiore, abbonda di sontuosi zaffiri che sono la sua gloria.”

La pietra del mese di settembre

Lo zaffiro

Si perde nella notte dei tempi la credenza che Gioielli e Pietre Preziose abbiano un’origine divina, e che quindi siano dotati di misteriosi e prodigiosi poteri, trasformino la vita di chi li porta con sé, dispensando gioie, salute, fortuna, oltre che eleganza e seduzione. Secondo una vecchia credenza popolare che risale ai tempi dell’antica Babilonia, il fatto di portare ogni mese una pietra differente permetteva alla persona di possedere le virtù di ognuna di queste.

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Fig. 1
Le pietre zodiacali

Ad ogni segno zodiacale e ad ogni mese [Fig. 1] sono associate delle pietre, le quali servono per allontanare le negatività create da situazioni della vita comune.

Gennaio - Granato Febbraio - Ametista
Marzo - Acquamarina Aprile - Diamante
Maggio - Smeraldo Giugno - Perla
Luglio - Rubino Agosto - Peridoto
Settembre - Zaffiro Ottobre - Opale - Tormalina
Novembre - Topazio Dicembre - Turchese

Zaffiro - Pietra del mese di settembre

Simbolo di purezza e forza luminosa, questa gemma deve essere indossata da una persona fedele in amore, e per questo viene donata spesso come anello di fidanzamento.

Favorisce la devozione e il raccoglimento, eleva l’animo, porta fortuna, protegge dall’invidia e attira il favore divino.

La sua forza magnetica aiuta a conservare a lungo una buona vista.

1 – Introduzione

Il termine zaffiro, identifica la varietà azzurra del corindone Al2O3, anche se, erroneamente, tutti corindoni che non sono rossi vengono chiamati zaffiri.

Esistono quindi, in commercio, zaffiri incolori, rosa, gialli, verdi, viola, bicolori ecc [Fig. 2].

Quello arancione è chiamato padparacha e possiede una vivacità di luce eccezionale.

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Fig. 2
Zaffiri multicolori

Gli zaffiri, propriamente detti, mostrano tutte le sfumature dell’azzurro, dall’azzurro chiaro al blu cupo in relazione alla quantità di ferro e di titanio, che in piccole percentuali sostituiscono l’alluminio nell’edificio cristallino.

La colorazione è sovente distribuita in modo irregolare: anche una sola macchia di colore, all’apice inferiore del padiglione, basta a dare una bella tinta all’intera pietra.

La colorazione, contrariamente a quanto succede per i rubini, risulta labile al riscaldamento. Gli esemplari di maggior pregio sono quelli dotati di un colore azzurro fiordaliso intenso, molto rari e di costo elevato

La durezza è inferiore solamente a quella del diamante ed è una gemma molto resistente. I cristalli hanno abito prismatico esagonale con terminazioni piramidale o appiattite.

2 – Zaffiri Asteria

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Fig. 3
Zaffiro asteria

Con questo nome vengono indicate le varietà di zaffiro che presentano il fenomeno dell’asterismo.

Questo si manifesta in modo netto se la pietra è tagliata a cabochon. Appare così una vera e propria stella, che, muovendo la pietra, si muove a sua volta producendo un bellissimo effetto [Fig. 3].

3 – Breve Storia

L’etimologia della parola zaffiro proviene dal termine ebraico sappir che significa qualcosa di bello. Gli antichi esegeti della Scrittura scrivendo sopra il libro dell’Esodo la chiamarono la gemma delle gemme.

Di zaffiro erano le porte della città di Dio descritta nell’Apocalisse. I popoli classici simbolizzarono nello zaffiro la loro maggiore divinità e consacrarono a Giove questa pietra.

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Fig. 4
Intaglio di Giove Serapide - II-III sec d.C., Glittica Romana Iimperiale.

Molte volte, per rafforzare la virtù della pietra, si usava incidervi la figura dell’animale di cui si voleva evitare il morso o anche vi si scolpiva l’immagine di Saturno per prolungare la vita del portatore.

4 – Provenienza

Lo zaffiro, meno raro del rubino, si trova nelle rocce ignee e metamorfiche o in depositi alluvionali.

Molto importanti sono i depositi di Botta Kha Cha, Chantaburi e Bo Ploi, Kanchanaburi entrambi in Thailandia; a Pailin 70 km WSW di Battambang, Cambogia e a Ban Houei Sai, Laos.

Ugualmente importante é il placers ad Inverell e nel Glenn Innes district, entrambi nel New South Wales, e ad Anakie, Queensland, Australia.

Dicchi di lamprofiro alterato sono fonte di zaffiri economicamente interessanti nel Missouri, Lewis and Clark Co., and at Rock Creek, SE of Missoula, Granite Co., Montana. [Fig. 5]

Da almeno duemila anni si stanno estraendo tutte le varietà di corindone gemmifero nel sud dello Sri Lanka: le aree più importanti sono Ratnapura dist., Rakwana, Embilipitiya ed Elahera; non sono conosciute le rocce madri, ma molto probabilmente provengono da sedimenti estremamente metamorfosati.

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Fig. 5
Zaffiri tagliati ed in matrice

Depositi alluvionali di zaffiro molto simili a quelli dello Sri Lanka, sono scavati recentemente nelle regioni di Songea e Tunduru, entrambe nel sud della Tanzania, e nei grandi depositi a llakaka, vicino al Parco Nazionale dell l’Isalo Nazionale, a ovest di di lhosy, Madagascar.

Dai marmi hanno origine i depositi alluvionali di rubino e zaffiro a Mogok, Myanmar ed anche il piccolo placers di zaffiro in Sanarka R., vicino a Troitsk nella parte meridionale dei Monti Urali., Russia.

5 – Gli zaffiri celebri

Fra i più importanti zaffiri facenti parte dei Gioielli della Corona

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Fig, 6
Stuart Sapphire - 104 ct

d’Inghilterra vi sono lo “Stuart Sapphire” 104 ct [fig. 6] e lo “Sapphire of St. Edward”.

Altri zaffiri celebri sono quelli asteria, quali lo “Star of India” di circa 536 ct (conservato nel Museum of Natural History di New York), il “Logan Sapphire” di 423 ct, lo “Star of Asia” di 330 ct, lo “Star of Artaban” di 316 ct, il “Bismark Sapphire” di 98,6 ct (tutti e quattro conservati nella Smithsonian Institution di Washington).

6 – Gli zaffiri creati

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Fig. 7
Auguste Verneuil

La storia degli zaffiri creati è iniziata ne XIX secolo e procede parallelamente a quella del rubino [vedi rubino], ma da molti anni si produce lo zaffiro creato quasi esclusivamente con il metodo Verneuil di fusione alla fiamma.

7 - Trattamenti

Il colore di alcuni zaffi blu può essere intensificato tramite trattamento termico. Si può anche indurre una colorazione solo superficiale per diffusione di una sostanza colorante, ad esempio TiO2, nella pietra.

Da: “Le gemme Create” di Alberto e Luisa Molossi –

info@moissaniteitalia.com