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CA FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 13


domenica 26 marzo 2023 di Comunicato Stampa

Argomenti: CINEMA, Film


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Allo Short 13 trionfano le tematiche sociali e i diritti umani: dall’Austria al Messico, dall’Iran alla Corea s’innalza un unico inno sulla necessità di riconoscersi prima di tutto come esseri umani

INVISIBLE BORDER di Mark Gerstorfer (Austria) è il vincitore del Concorso Internazionale del Ca’ Foscari Short Film Festival 2023

L’animazione italiana FLY HIGH dal CSC del Piemonte vince la Menzione speciale “WeShort” per l’opera che offre la migliore sperimentazione nei linguaggi cinematografici, mentre quella del “Museo Nazionale del Cinema” va a RETURNING SOUTH di Sofia Ayala

BLOODY GRAVEL vince per la miglior sceneggiatura, il coreano REMEMBER OUR SISTER per la fotografia e WINTER BLOOM per la colonna sonora. Il premio per la multiculturalità va invece al turco FOOTPRINTS OF ANTS

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Invisible border

CONCORSI COLLATERALI: L’australiano Jack James Parry trionfa al Music Video Competition con Object of Life The Anxieties di Anežka Kozlová e Matyáš Lada (Rep. Ceca) è il vincitore del decimo Concorso Scuole Superiori

GLI INCONTRI CON AMOS GITAI E MANUELE FIOR: Il regista israeliano: “Mi preoccupa la deriva autoritaria del mio Paese, è impossibile negare la natura cosmopolita del mondo in cui viviamo

L’autore del manifesto di quest’anno: “Venezia città unica, lo Short contribuisce a rivelarne la vera anima”

Venezia. 26 marzo 2023. Il cortometraggio Die Unsichtbare Grenze – Invisible Border (Austria, 26’40’’) di Mark Siegfried Gerstorfer, prodotto dalla Filmakademie Wien, è il vincitore del Concorso Internazionale della tredicesima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa interamente organizzato e gestito da un’università, che si è sviluppato anche quest’anno in forma “diffusa” per tutta Venezia, con proiezioni che si sono svolte, oltre che allo storico Auditorium Santa Margherita, anche in altre sedi partner tra musei e istituzioni culturali. Il Festival è realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e al supporto di NH Venezia Rio Novo, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la piattaforma italiana di cinema on demand’breve’ WeShort, la più antica azienda produttrice di prosecco Carpenè-Malvolti, Cinit - Cineforum Italiano, la Municipalità di Venezia – Murano – Burano, il Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza e le Giornate della Luce di Spilimbergo, festival dedicato ai maestri della fotografia del cinema italiano.

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Mark Gerstorfer 1= premio

Insieme alle premiazioni, la cerimonia di chiusura del Festival è stata impreziosita dalla performance musicale di Giovanni Dell’Olivo che si è accompagnato con una chitarra flamenca esibendosi in trio con Alvise Seggi al violoncello e Serena Catullo alla voce. I tre hanno eseguito alcuni brani del repertorio tradizionale veneziano mentre sullo schermo scorrevano immagini di film ambientati in laguna, creando un’atmosfera molto suggestiva.

La Giuria Internazionale, composta dall’artista multimediale e regista Mika Johnson, dall’animatore statunitense Robb Pratt e dall’attore Roberto Citran, ha assegnato i principali premi del Concorso Internazionale. I primi tre premi sono stati realizzati in prestigioso vetro di Murano dai mastri vetrai del consorzio PROMOVETRO – Vetro Artistico di Murano. In aggiunta, il regista vincitore del primo premio ha ricevuto un’opera d’arte in vetro realizzata dagli artisti Cosima Montavoci e Lorenzo Passi. Il Primo premio al miglior corto del Concorso, consegnato dal giurato Robetro Citran al regista stesso, è andato a Die Unsichtbare Grenze – Invisible Border di Mark Siegfried Gerstorfer, con la seguente motivazione: Con una regia sapiente, una sceneggiatura pressoché perfetta e un’interpretazione impeccabile (straordinaria la protagonista Temiloluwa Obiyem nel ruolo della poliziotta) il film ci racconta come uno Stato, attraverso le fredde regole della burocrazia, possa esercitare la sua disumanità. Il fatto che l’agente che deve eseguire la deportazione di una famiglia d’immigrati abbia a sua volta un’esperienza d’immigrazione, rende ancora più drammatica la vicenda.

Una famiglia albanese viene svegliata dalla polizia austriaca per essere sfrattata dall’appartamento in cui ha messo radici e deportata in Kosovo nel cuore della notte, a causa di un’irregolarità nei documenti. Le due polarità che si contrappongono nel film sono separate da un confine invisibile, limite che però viene sistematicamente sorpassato dalla poliziotta Nancy, combattuta tra il dovere che la divisa le impone e la tenerezza che la piccola della famiglia le suscita.

La Giuria ha assegnato inoltre la Menzione speciale “WeShort”, per l’opera che offre la migliore sperimentazione nei linguaggi cinematografici, all’unico italiano in concorso, il cortometraggio d’animazione Fly High (Italia, 6’39”) di Giuseppina Fais, Lorenzo Pappa Monteforte, Kevin Rosso e Yagiz Tunceli dal Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte. L’opera è stata premiata con la motivazione: C’è un modo di dire nel mondo del cinema: per le opere in live action, prima si dirige il film, poi lo si monta. Nell’animazione, prima si monta il film, poi lo si dirige. Per il suo ritmo serrato e la narrazione chiara che esprime in modo efficace i temi della mentalità di branco, dell’isteria di massa e il pericolo di saltare alle conclusioni sbagliate. Questo corto rappresenta un’ulteriore prova delle grandi potenzialità narrative che l’animazione offre. Fly High è una satira sociale dai colori sgargianti.

La Menzione speciale “Museo Nazionale del Cinema”, per l’opera che offre il miglior contributo al cinema come espressione artistica, è andata a Volver al Sur - Returning South di Sofia Ayala (Germania/Messico, 14’53”), realizzato per la German Film and TV Academy Berlin. Il premio, consegnato dal membro della giuria Mika Johnson a una regista visibilmente emozionata, consiste in un prestigioso libro fotografico sul cinema e una targa. L’opera è stata premiata con la motivazione: Poiché molti dei film in concorso sono caratterizzati da regie fortemente artistiche, premiare il miglior film d’arte non è stato facile. Abbiamo scelto quest’opera per la sua padronanza della messa in scena, che include ottimi costumi, make-up, fotografia, stile recitativo, location e molto altro. Al tempo stesso l’uso della musica e del sound design è altrettanto artistico, poiché contribuisce a mantenere l’unità di tutti gli altri elementi che compongono il film. Sofia Ayala Volver al Sur è il cortometraggio di Sofia Ayala che racconta il viaggio di un fratello e di una sorella che trascinano il cadavere del padre per attraversare il confine messicano e seppellirlo nel luogo che era la loro casa.

Il nuovo premio per la miglior sceneggiatura del Concorso è invece stato assegnato da una giuria specifica, composta da Domenico Scimone, Eduardo Fernando Varela, Roberto Tiraboschi e Alessandro Loprieno che ha deciso di premiare con la Menzione speciale “Storie di Vitae” Carpenè-Malvolti il cortometraggio Bloody Gravel (Iran, 18’14”) del regista iraniano Hojat Hosseini, studente della Tarbiat Modares University di Teheran. La motivazione del premio, consegnato dal CEO di Carpenè Malvolti Domenico Scimone, è la seguente: Per la tensione del racconto ben equilibrato e senza cedimenti, per la costruzione dei personaggi e dei dialoghi e la descrizione di un confine che è anche metafora di quello mentale. Un viaggio stremante verso l’ignoto caratterizzato dall’incapacità di scegliere. La narrazione di una fuga da tradizioni culturali opprimenti. L’unica drammatica possibilità di sopravvivenza è offerta dai trafficanti, coloro che vivono mercificando la disperazione di un popolo in fuga.