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Importanza del portiere condominiale

Le famiglie si sentono isolate
venerdì 3 giugno 2005 di Virginia Profili

Argomenti: Società


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Per aumentare i posti di lavoro,e combattere la criminalità, ci sarebbe una facile soluzione: obbligare i condomini ad assumere il portiere. Ai Parioli, come in molti altri quartieri di Roma, fino ad una ventina dei anni fa, tutti i palazzi avevano il portiere; invece, oggi, la maggior parte l’hanno abolito. Il motivo non è soltanto per i pesanti contributi, ma anche perchè manca la sorveglianza, dalle ore 12 del sabato, fino al lunedì mattina e sono proprio questi i giorni in cui si verifica la maggior parte dei furti. E le ferie durante l’estate?Le famiglie partono; chi pensa ad annaffiare le piante, a sorvegliare gli appartamenti? Con un diverso contratto, forse molti, senza lavoro, accetterebbero i sacrifici che, una volta, le famiglie dei portieri affrontavano, avendo, in cambio, tanti benefici (casa, telefono, energia elettrica, riscaldamento). C’è un’altra ragione a favore dell’obbligo, per decreto, ad assumere il portiere: le strade della periferia sono poco illuminate e, con l’abuso della macchina per ogni spostamento, anche deserte.La luce dai portoni dei palazzi, aperti fino alle 20, illuminerebbe la strada e ci sarebbero meno scippi e aggressioni. Con la buona stagione, poi, i portieri hanno l’abitudine di stare fuori e anche questo, darebbe un po’ più di tranquillità ai rari pedoni in strade e stradine, spesso deserte. Potrebbero, i Sindacati prendere in esame questa proposta? E il Sindaco Veltroni, a cui sta tanto a cuore la città, farsene promotore? Per non parlare di altri inconvenienti. Se un sabato pomeriggio si verifica la rottura di un tubo, un guasto elettrico, il blocco dell’ascensore, non c’è rimedio fino al lunedì mattina. In molti palazzi ormai, parecchi appartamenti sono adibiti a uffici e le poche famiglie rimaste, senza un portiere, si sentono isolate e poco tranquille.