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La Resistenza tricolore (Mondadori)

Chi erano i partigiani “tricolore”? PAGINE DIMENTICATE DELLA NOSTRA STORIA


sabato 5 giugno 2010 di Carlo Vallauri

Argomenti: Guerre, militari, partigiani
Argomenti: Storia
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Arrigo Petacco
Autore del Libro : Giancarlo Mazzucca


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Arrigo Petacco e Giancarlo Mazzucca riprendono in La Resistenza tricolore (Mondadori, Milano) il tema della partecipazione dei militari italiani alle operazioni che hanno condotto tra il settembre 1943 e l’aprile 1945 alla vittoria degli Alleati nel Mediterraneo e alla liberazione del territorio italiano (salvo l’area giuliana). Giorni, mesi, stagioni di sangue e dolore non sempre pienamente conosciuti nei loro termini concreti e nei loro esiti neppure da tanta storiografia italiana.

Scarse sono state infatti le memorie, gli approfondimenti sui combattenti “tricolori”, quasi tutti dedicati – come nei casi (riportati nel libro) di Ennio Boscardi e di Massimo De Leonardis – al Corpo italiano di liberazione. Noi ne ascoltammo personalmente i ricordi da Luigi Pallottino e da Enzo Caretti (la cui memoria siamo lieti qui di richiamare) e pertanto consideriamo benvenuti tutti gli scritti che fanno meglio comprendere l’intero svolgimento di quegli eventi. Tra l’altro – si può osservare – che non esiste né un romanzo né un film né uno sceneggiato dedicato a quei valorosi.

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Arrigo Petacco

Questo nuovo libro di due noti giornalisti, autori di opere significative sul piano della memoria, ripercorrono quelle tappe dolorose. Considerate le opere già pubblicate nell’insieme degli argomenti affrontati, il titolo faceva pensare ad una scelta più circostanziata sugli episodi e le esperienze che hanno avuto luogo sul territorio nazionale per combattere i tedeschi sul piano della “resistenza” attraverso formazioni armate. In effetti numerosi sono stati i gruppi raccolti attorno alle “stellette” nel nome della Patria: anzi in molti casi (basti pensare ai primi nuclei di alpini dal Piemonte all’Abruzzo) si trattava di formazioni coese che hanno dato filo da torcere agli occupanti. Significativa inoltre l’attività di Edgardo Sogno, ma soprattutto la resistenza militare organizzata a Roma dal colonnello Montezemolo (al quale la Camera dei deputati ha dedicato lo scorso anno in convegno di studi (i cui atti sono stati recentemente pubblicati), nonché i gruppi di soldati residui delle divisioni sciolte nel Lazio ed i gruppi “tricolori” emersi nel Veneto.

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Giancarlo Mazzucca

Gli autori hanno ripercorso le linee generali degli eventi più noti con la ricostruzione dei fatti più importanti, l’affondamento della corazzata “Roma” alle battaglie in Jugoslavia, Albania e Grecia che hanno visto come protagonisti tanti ufficiali e soldati abbandonati dalla viltà del maresciallo Badoglio alla loro sorte, senza alcuna indicazione. Così per tanti mesi operarono vari gruppi “irregolari”, di “patrioti” (come all’inizio molti di essi amavano chiamarsi) o partigiani, come poi la grande maggioranza di essi preferì denominarsi. Sorprende che lo stesso Sogno venga solo occasionalmente citato una volta, come accade anche per il generale Cadorna: gli appartenenti alla divisione, da questi comandata, disciolta a Roma il 9-10 settembre ’43, costituirono subito bande operanti sul Soratte e nei Castelli Romani. D’altronde – è bene ricordare – senza la presenza di un generale affidabile, quale Cadorna, gli Alleati (specie i britannici) non avrebbero mai accettato di riconoscere la validità e legittimità del Corpo volontari della libertà nell’Italia, al di là della linea gotica, rappresentativa del governo regio, composto dai partiti del C.L.N.

Il libro è certamente utile per la conoscenza più esatta di quel che fu l’Italia affranta di quegli anni