INFORMAZIONE
CULTURALE
Gennaio 2021



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5549
Articoli visitati
4470433
Connessi 8

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
15 gennaio 2021   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Rubrica: CULTURA


Joseph Conrad

Dentro il romanzo, dentro il cuore di tenebra

Il tema del viaggio
giovedì 1 dicembre 2005 di Francesca Romana Cicero

Argomenti: Letteratura e filosofia


Segnala l'articolo ad un amico

Sono molti ad ignorare la vera nazionalità di Joseph Conrad, autore di celebri romanzi (quali “Lord Jim”, “La linea d’ombra” , “Nostromo “, “Cuore di tenebra” etc.) e spesso annoverato tra i massimi scrittori della letteratura inglese per un corretto, fluido e, ad un tempo, elegante uso della lingua. Discendente da un’aristocratica famiglia polacca, Conrad (pseudonimo di Teodor Jòzef Konrad Korzenioski), dopo aver compiuto gli studi si dedicò alla sua grande passione per il mare e i viaggi d’avventura.

Imbarcatosi inizialmente come semplice marinaio sotto bandiera inglese, divenne ben presto capitano, ed ottenne così la cittadinanza britannica. Viaggiò per circa vent’anni, in Oriente e in Africa, continente la cui realtà di paesaggio e anima, colori e tradizioni, ha per noi descritto minuziosamente e realisticamente nelle sue opere, tutte rigorosamente in inglese. Un inglese impeccabile che, unitamente allo pseudonimo da lui adottato di chiara ascendenza anglosassone, lo ha fatto ritenere, a lungo e a torto, uno scrittore di nazionalità britannica.

Conrad, in particolare, fu affascinato, secondo il gusto di fine Ottocento, dalla grandiosità della natura, che emerge prepotentemente soprattutto dalla inquietante “profondità nera” del Congo, protagonista inconsueta e spettacolare del suo romanzo più celebre: Cuore di tenebra. Romanzo autobiografico dove la natura cessa di essere amica e rassicurante per diventare specchio delle paure, delle inquietudini ed interrogativi che dominano l’uomo dal di dentro. Natura ostile perché sconosciuto e misterioso è il cuore dell’uomo. Risalire il fiume Congo, che si snoda sul territorio con la sinuosità e pericolosità di un serpente, significa allora navigare verso le rotte ignote della propria esistenza alla ricerca di ciò che ci attrae e, ad un tempo, respinge: il nostro cuore, groviglio di mistero e oscurità.

Un cuore simboleggiato dalla figura istrionesca di Kurtz, una sorta di divinità bestiale o umana, uno stregone che finirà per essere fagocitato dalle stesse tenebre dalle quali è emerso; figura enigmatica, cuore stesso dell’Africa, del Congo, dell’uomo. Cuore a cui tende, quasi sospinto da forza misteriosa, il protagonista del romanzo e con lui l’uomo del primo Novecento. Ritorna quindi in Conrad il tema del viaggio, caro a tanta letteratura, inteso come viaggio della vita intrapreso dall’uomo per conoscere se stesso e il senso della sua esistenza, anche a costo di scendere nelle profondità degli abissi del proprio essere, senza tuttavia cadervi dentro.

I toni cupi, che paiono fondersi con le realtà descritte, accentuano la drammaticità del viaggio intrapreso e ben si addicono alle occasioni che Conrad offre al lettore, sullo sfondo del romanzo, per riflettere sull’oppressione e riduzione in schiavitù degli indigeni da parte di un colonialismo inglese spietato; un colonialismo dal... cuore di tenebra.