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Appunti di viaggio

Châlons-en-Champagne, ville d’art

Scoperte di località piene di arte e storia in Europa
giovedì 1 ottobre 2009 di Luciano De Vita

Argomenti: Mondo
Argomenti: Architettura, Archeologia


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Dovendo rientrare in auto dalla Gran Bretagna, sono solito programmare tappe intermedie dove passare la notte. Sulla carta geografica dovevo trovare alloggio per la notte nella zona intorno a Reims.

In questa storica città si dice che la Francia sia nata due volte. Questo perché vi fu battezzato Clodoveo nel 498 d.C. e poi nel 1429 Giovanna D’Arco vi fece consacrare Carlo VIII come re della Francia liberata dal dominio inglese. Anche in seguito tutti i re di Francia furono consacrati all’interno di quel capolavoro dell’arte gotica che è la cattedrale di Notre-Dame. Ma fermarsi per una notte in una grande città non è comunque conveniente per la difficoltà di orientarsi nel traffico e nel groviglio di strade cittadine. D’altra parte avevo già avuto varie occasioni negli anni scorsi di visitare questa città e i suoi capolavori.

Pertanto la scelta è caduta su una cittadina non troppo grande situata lungo la Marna a circa 30 km a sud di Reims. Châlons-en-Champagne, un nome facilmente pronunciabile, indicata “meritevole di una sosta per la sua architettura armoniosa” nelle poche righe della nostra guida

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Notre-Dame-en-Vaux
Châlons-en-Champagne

Riposati dal lungo tratto precedente, al mattino ci siamo accinti ad esplorare la cittadina guidati da una semplice piantina presa in albergo. Avvicinandoci al centro abbiamo visto delinearsi imponenti torri gotiche slanciate verso il cielo. Parcheggiata appena possibile la macchina lungo il canale Mau abbiamo cercato l’ingresso della chiesa, non evidente a causa delle alte mura che circondavano l’isolato.

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Via del museo
Châlons-en-Champagne

Ci siamo quindi inoltrati in una stradina dove abbiamo trovato la targa del Musée du Cloistre di Notre-Dame-en-Vaux che stava aprendo in quel momento. Ci siamo sentiti vicini alla meta. La gentile signora del museo ci ha ragguagliato sulla importanza della chiesa e su alcune sue trasformazioni nei secoli. In particolare il chiostro della chiesa abbaziale era stato distrutto nel XVIII secolo per fare spazio e il materiale riutilizzato come riempitivo edilizio. Recenti scavi e sapienti restauri hanno messo a disposizione dei visitatori statue, colonne e capitelli finemente decorati esposti in questo piccolo museo alle spalle della chiesa.

Non sono né un critico d’arte né uno storico, ma mi ha molto colpito l’espressività delle tante sculture che ornavano il chiostro medievale, segno evidente della ricchezza e importanza di questa colleggiale. Per condividere con i lettori queste mie impressione ho riportato qui sotto le immagini che ho scattato tra quelle più significative.

Abbiamo così scoperto che questa chiesa collegiale e parrocchiale dedicata a Notre-Dame-en-Vaux (Vaux sembra significare Valle) era una stazione per i pellegrini sulla via per Santiago de Compostela e centro di pellegrinaggio per la Vergine, da cui è scaturita tanta ricchezza artistica da essere oggi riconosciuta come patrimonio mondiale dall’Unesco.

Effettivamente si tratta di una chiesa grandiosa a 3 navate e sette traverse, originariamente romanica (1170-1210) estesa nei secoli seguenti in un luminoso stile gotico.

Si ha, entrando, una impressione di grande ariosità per le grandi arcate, le trubune e le alte fivestre organizzate su quattro livelli. Ma quello che colpisce di più è la vibrazione della luce dovuta alle grandiose vetrate tutte colorate e rappresentanti una quantità di storie bibliche.

Abbiamo così fatto un’altra scoperta: Châlons-en-Champagne è famosa per aver coltivato l’arte delle vetrate instoriate fin dal medioevo. Queste si possono ammirare oltre nella chiesa di Notre-Dame-en-Vaux nela cattedrale St. Etienne che abbiamo visitato subito dopo, e nella chiesa dedicata a St. Alpin.

La sua facciata occidentale, dove si apre il rosone, è inquadrata da due torri simmetriche con un alto tetto a cuspide. Sul lato sud si apre un’altra interessante facciata in stile fiammante, mentre due torri di stile più antico contornano sul lato est l’abside. Un complesso insomma che mostra l’evoluzione dell’arte nei secoli.

Sulla piazza antistante, un grande edificio neoclassico il Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie alle spalle dell’Hotel de Ville dove sulla rotonda centrale troneggia una statua in bronzo che ha per mantello una grande vela e si sporge sulla prua di una nave.

La cattedrale St Etienne è anche di origine medioevale, essa fu consacrata, come illustrato in una grande tavola esposta nell’abside, nel 1147 dal papa Eugenio III che era di passaggio mentre si recava in Inghilterra. Infatti la città di Châlons il cui nome deriva dal nome del popolo gallico Cataloni che si era installato nelle vicinanze, si trova lungo l’asse principale della strada costruita da Agrippa intorno al 20°.C., su madato di Augusto, che conduceva da Milano a Boulogne-sur-mer, porto di imbarco sulla Manica. L’attuale Rue de la Marne segue il percorso della strada romana in città.

Anche nella cattedrale sono presenti molti stili architettonici, dal romanico del XII secolo, al gotico del XIII secolo del portale sul braccio nord del transetto, alla contrastante facciata principale barocca completata nel 1634 dell’architetto Claude Monnert. Tuttavia la concezione primitiva della navata tripartita ha conservato nei secoli la sua unità con le sue attuali nove traverse. Le sue altissime finestre laterali e nel transetto sono ricoperte da una rimarchevole collezione di vetrate realizzate a partire dal XII al XX secolo che con i loro colori vivi che creano una atmosfera particolarmente luminosa, accentuata dalla ariosa struttura gotica. (Vedi immagini riportate qui sotto. Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Un interessante capolavoro. I temi sono naturalmente presi dalle sacre scritture a dalle vite dei santi fra cui ovviamente la storia delle reliquie di Santo Stefano (St Etienne). Alcune storie bibliche è possibile riconoscerle a vista, anche senza l’aiuto di una guida, per quanto sono espressive. Ad esempio “la Creazione” con il sole, la luna, le stelle, un bellissimo albero di mele e gli animali; “La nascita di Eva” dalla costola di Adamo; “La cacciata dall’Eden” dei due vergognosi trasgressori da parte di un fierissimo arcangelo in rosso; Caino che vuole colpire Abele con una nodosa mazza, ecc.

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Fonte battesimale
Cattedrale St. Etienne - Châlons-en-Champagne

Il fonte battesimale in pietra verde è finemente scolpito.

In somma per essere una tappa di sosta questa Châlons-en-Champagne si è rivelata una interessante scoperta quasi inaspettata, che mi ha dato modo di approfondire poi alcuni aspetti della sua lunga storia,

Nel 313 d.C. dopo l’editto dell’imperatore Costantino accolse il suo primo vescovo. Saint-Memmie, diventando così da piccola borgata sede vescovile per tutto il periodo merovingio (V – VII sec.) fino a diventare un prospero e importante mercato nel IX sec. I secoli di grande sviluppo, come dimostrato dalla ricchezza delle sue chiese e lo sviluppo edilizio della città, vanno dal XII secolo a tutto il XIII quando venivano prodotti tessuti di lana apprezzati in tutta Europa. Con la guerra dei cent’anni comincia il declino che va fino all’ottocento. Nel XVI secolo Châlons divenne un punto strategico di fronte al vicino impero di Carlo V, in un’atmosfera di guerre, ed il vescovo perse autorità rispetto al consiglio dei borghesi della città, così che nel XVII sec. fu sostituito dall’Intendente dello Champagne, rappresentante del re. Alla fine del settecento l’ultimo intendente portò Châlons ad essere un capoluogo di provincia, dando nuovo vigore allo sviluppo urbano. Con la rivoluzione perse il nome di Châlons-en-Champagne per quello di Châlons-sur-Marne, per contrasto dell’odiato regime feudale delm Conte di Champagne.

Con il 1801 Napoleone ne fa una città di residenza di guarnigioni militari, estese poi da Napoleone III. Nella prima guerra mondiale è sede dello stato maggiore del 6° corpo d’armata, ma soprattutto nella seconda soffrì gravi distruzioni.

Infine ho appreso che la città di Châlons, che ha ripreso il suo antico nome en-Champagne, gode dell’appellativo di “Ville d’art et d’histoire”, titolo che la Direzione dell’Architettura e del Patrimonio del Ministero della Cultura e Comunicazione attribuisce alle Comunità locali che animano il loro patrimonio. Nel senso che queste Comunità promuovono iniziative di valorizzazione e pubblicizzazione dello stesso, garantiscono la competenza delle guide, organizzano conferenze qualificate ed eventi.

Attualmente, ho letto, 130 città e paesi in tutta la Francia fanno parte di questa sorta di club che costituiscono una rete in grado di presentare il patrimonio nella sua diversità, dalle vestigia antiche all’architettura.

Una buona idea di coinvolgimento delle comunità locali e soprattutto di coordinamento nazionale!