INFORMAZIONE
CULTURALE
Agosto 2022



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 6376
Articoli visitati
4697215
Connessi 7

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
12 agosto 2022   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

FIGLI DI UNA SOCIETA’ LIQUIDA?

Riflessioni sul film Parigi, 13 ARR.
lunedì 28 marzo 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: CINEMA, Film


Segnala l'articolo ad un amico

Guardando il film “Parigi, 13,ARR”, mi è venuta in mente una lectio magistralis tenuta da Z. Bauman a Gorizia nel 2015 in cui affermò che i giovani, più che mai figli di una società “liquida”, da diversi anni sono oppressi da “Insicurezza, solitudine e inadeguatezza”, intrappolati in una crisi che impedisce loro non solo di immaginare un futuro, ma anche di battere nuove strade con le loro potenzialità e indiscutibili talenti. E sicuramente oggi Covid e guerra in Ucraina stanno accentuando tali danni.

Guardando il film “Parigi, 13,ARR”, mi è venuta in mente una lectio magistralis tenuta da Z. Bauman a Gorizia nel 2015 in cui affermò che i giovani, più che mai figli di una società “liquida”, da diversi anni sono oppressi da “Insicurezza, solitudine e inadeguatezza”, intrappolati in una crisi che impedisce loro non solo di immaginare un futuro, ma anche di battere nuove strade con le loro potenzialità e indiscutibili talenti. E sicuramente oggi Covid e guerra in Ucraina stanno accentuando tali danni. E tornando al film “Parigi”, 13Arr. (Les Olympiades), di Jacques Audiard, è interessante sapere che è ispirato da alcuni racconti a fumetti del libro Killing and Dying di Adrian Tomine, pubblicati in Italia da Rizzoli con il titolo Morire in piedi.

Il libro Morire in piedi viene così presentato: “In Morire in piedi, traduzione di Killing and Dying, Adrian Tomine racconta, disegnandole, sei storie, molto umane e molto crude, che rivelano comunque una completezza di situazioni e messaggi presenti in esse. Non vengono né smussati né affilati gli spigoli, che lo scrittore intende esplicitamente presentare al lettore, e allo stesso tempo l’abilità del narratore fa sì che l’equilibrio venga raggiunto e la fluidità dello stile catturi l’attenzione di chi si immerge nei racconti. I personaggi presentati da Tomine, uno dei principali fumettisti americani viventi, autore di numerose graphic novel, fanno scelte o si trovano in situazioni che, se fossero vissute da noi (e potrebbero benissimo esserlo), ci farebbero sentire a disagio. Eppure, il modo in cui vengono raccontate è scevro da giudizi moralistici; ciò avviene perché, dallo stile del racconto e dal tratto grafico di Tomine, tanto diretto e neutro, emerge l’umanità di individui imperfetti, che si muovono in tempi e contesti in cui la perfezione è lontana dal quotidiano”.

Insomma sono storie dure, difficili di persone normali che non riescono a mantenere il controllo della loro vita e che spesso falliscono nel tentativo di farlo in un’America vista con occhio critico, i cui personaggi vivono un costante senso di mancanza e di attesa di un qualcosa che forse non arriverà mai.

Il film di Audiard non ambientato in Usa (come nei fumetti), ma a Parigi nel 13° arrondissement nel quartiere denominato Les Olympiades, è centrato soprattutto sui giovani e si sofferma su tre personaggi al di là di schemi sociali o razziali: Emilie (Lucie Zhang), cinese di seconda generazione, Camille (Makita Samba), giovane nero, Nora (Noémie Merlant), una ragazza che ha lasciato Bordeaux per la grande metropoli, intessono tra loro complesse relazioni d’amore e di amicizia che descrivono la nuova generazione, osservata dal regista senza un particolare coinvolgimento emotivo. I giovani appaiono per l’appunto come rappresentanti della società “liquida” descritta da Z. Bauman, persone insoddisfatte e profondamente sole che cercano compensazioni in vari modi, soprattutto in sesso reale o virtuale, come nel rapporto che Nora stringe con la sex worker Amber Sweet (Jehnny Beth).

“Per tornare alla questione dell’amore eterosessuale- ha affermato il regista- il paradosso del film sta nel fatto che la relazione più intima e forse più sincera si svolge fra due donne attraverso lo schermo di un computer: per me questo era fondamentale. All’inizio del film ci sono tre personaggi, un ragazzo e due donne, e questi personaggi non sanno chi sono davvero: Emilie pensa di essere una piccola punk dell’amore, Camille si crede un dandy libertino e Nora si sbaglia su ciò che lei è. Il film dirà loro quello che sono realmente. C’è un unico personaggio che non si sbaglia su quello che è, ed è proprio Amber Sweet, lei sa cos’è dal punto di vista amoroso e intellettuale.

Un film particolare in bianco e nero che ha avuto già diversi riconoscimenti e che è candidato a 5 Premi César in Francia.

Tra i film del regista ricordiamo Regarde les hommes tomber, Un héros très discret ,Sur mes lèvres, De battre mon coeur s’est arrêté, Un prophète, De rouille et d’os, Dheepan, The Sisters Brothers

Ecco il trailer italiano del film: https://www.comingsoon.it/film/pari...

Giovanna D’Arbitrio