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IL SACRO E LA NATURA NELLE OPERE DI GUIDO RENI

GALLERIA BORGHESE Dal 1 Marzo al 22 Maggio
venerdì 4 marzo 2022 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti


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La Galleria Borghese dedica a Guido Reni, maestro del Seicento italiano questa mostra internazionale per l’occasione del ritrovamento del dipinto la danza campestre, dopo una dispersione durata secoli.

Riacquistata dallo Stato Italiano, torna alla collezione della Galleria, una scena di ballo tra contadini e signori ambientata in una radura ai piedi di una montagna. L’opera fu attribuita prima alla mano di altri artisti del Seicento e solo nel 2017 grazie al lavoro dell’antiquario Patrick Mathiessen fu riconosciuto come un capolavoro di Guido Reni esponente del grande barocco emiliano. Attorno a questo capolavoro ruotano altri trenta dipinti, per la maggior parte dell`artista bolognese, ma anche maestri che condivisero con lui il soggiorno romano come : Annibale Carracci, Domenichino, Francesco Albani, Paul Bril.

Tra il 1601 e il 1614 Guido Reni si trova a Roma, studia l’antico e le opere del Rinascimento, conosce la pittura del Caravaggio, che frequenta, ma anche la pittura di paesaggio che pratica. Il percorso espositivo le opere più significative sono accostate in modo geniale alle opere della Galleria come quelle del Bernini, dove si rende evidente la capacita` del pittore di ritrarre figure monumentali.

Al piano terra nel grande salone ammiriamo quattro pale d`altare dalle proporzioni monumentali : la crocifissione di San Pietro, Il martirio di Santa Caterina d`Alessandria, il martirio di Santa Cecilia, la trinita` con la Madonna di Loreto, dove la sacralita` e la potenza delle figure perfette si esprimono in tutto il loro classicismo e naturalismo.

Seguendo il percorso In tutta la sua espressivita` e bellezza appare la tela della Strage degli innocenti, inserita nella sala di Apollo e Dafne. Dai volti delle madri estremamente segnati nella drammaticita’ della scena, si passa all`effetto mitologico di Atalanta e Ippomene. Un dipinto sospeso nella bellezza dei panneggi e l’incrocio delle gambe, a sottolineare forze centripete e centrifughe, Atalanta è ritratta nel momento della distrazione che le costerà il matrimonio.Di fronte a questo quadro il gruppo scultoreo di Bernini, Il ratto di Proserpina, dove per contrasto sono esaltati gli aspetti più carnali, dove vi è un identico gioco di panneggi.

La forte attrazione del mestiere degli scultori ispira Guido Reni neila rappresentazione spaziale, nella tridimensionalita` dei gesti, della posizione delle mani, nell`espressione dei volti, nelle emozioni che trasmettono concretezza e voglia di vivere, come nel quadro di Lot e le figlie, accostato a Caravaggio per la cromia e i chiaroscuri, con l’aggiunta del paesaggio e del cielo che trasmette speranza.

L’incontro di Guido Reni con gli altri artisti dell’epoca influenzeranno le sue opere, tuttavia il suo canone espressivo e le sue particolarità resteranno inalterate.

La mostra non è che l’inizio della riscoperta di questo pittore, seguiranno, oltre il catalogo, itinerari attraverso i musei e le chiese di Roma delle sue opere, per ammirare gli affreschi e i dipinti nei luoghi a loro deputati e capire la fortuna e la leggendaria perfezione che gli viene attribuita. www.galleriaborghese.it