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VILLA GIULIA DEDICA UNA MOSTRA AL SUO FONDATORE

Dal 9 Settembre al 10 Ottobre 2021
martedì 14 settembre 2021 di Roberto Benatti

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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La mostra rappresenta un omaggio al fondatore del Museo di Villa Giulia, Felice Barnabei, figura di primo piano nell’ambito della Direzione generale Antichità e Belle Arti e deputato alla Camera del Regno d’Italia dal 1899 al 1917 per i Collegi di Teramo e di Atri. “Dobbiamo essere grati ad alcuni dei suoi discendenti, che in anni recenti hanno donato a questo luogo del cuore del loro illustre antenato venti suoi disegni giovanili e la sua collezione archeologica, di cui il nostro museo si è preso cura e che ora per la prima volta espone al pubblico.

Un’occasione per onorare colui che ha legato il proprio nome e la propria intelligente ed energica azione al Museo di Villa Giulia, la cui fondazione nel 1889 come sezione extraurbana del Museo Nazionale Romano si colloca nel fervido clima dell’Italia postunitaria, in cui si gettarono le basi dell’Archeologia Nazionale” (Maria Paola Guidobaldi curatrice della mostra). Si potranno ammirare otto dei venti disegni autografi donati nel 2019 da Lucia, Guido, Maria Angelina, Francesca e Caterina Fiegna, pronipoti di Caterina, sorella di Felice Barnabei, trovati nell’estate del 2018 nelle soffitte di Palazzo Fuschi di Castelli, pittoresco borgo abruzzese alle pendici del Gran Sasso d’Italia, dominato dal Monte Camicia, ferito dal sisma del 2016 e ove Felice Barnabei nacque il 13 gennaio del 1842.

Realizzati a matita e a carboncino su carta, sono esercitazioni sul disegno anatomico che denotano un talento e una vena artistica e pittorica di valore. Risalgono agli anni 1854-1858, quando Felice Barnabei, grazie a un sussidio del governo borbonico, poté studiare a Teramo presso i Padri Barnabiti e frequentare la scuola di disegno di Pasquale Della Monica. Le vetrine accolgono una significativa selezione della collezione archeologica donata nel 2018 dalla pronipote Roberta Nicoli Barnabei. Costituita da ottantuno oggetti fra originali e riproduzioni moderne di reperti antichi, la raccolta riflette gli interessi scientifici e professionali di Barnabei. Fra gli oggetti di bronzo spiccano quelli di provenienza medio-adriatica, molto vicini ai materiali caratteristici della necropoli di Alfedena in Abruzzo, la cui esplorazione era stata condotta dalla Direzione generale Antichità e Belle Arti e seguita dallo stesso Barnabei. Rilevanti anche i frammenti di ceramica sigillata, detta anche “arretina” che dalla metà dell’Ottocento destò la curiosità degli studiosi, sia per la tecnica esecutiva, sia per la presenza di marchi di fabbrica. Di grande interesse appaiono pertanto i calchi di sette marchi di fabbrica in cui ricorre il nome di Marcus Perennius, titolare della più nota officina aretina, individuata proprio negli anni ’80 dell’Ottocento e pubblicata in “Notizie degli Scavi di Antichità”, periodico dell’Accademia dei Lincei, di cui dal 1880 Barnabei era redattore ed è dunque probabile, come ha intuito Antonietta Simonelli, che dopo essere stati utilizzati per la pubblicazione tali calchi siano rimasti nella disponibilità dello stesso Barnabei.

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Ceramiche

Analoga spiegazione potrebbe avere la presenza nella collezione del calco del Vaso dei mietitori, un’ opera rinvenuta a Creta nel 1902 e pubblicata l’anno successivo insieme a foto tratte sia dall’originale, sia da calchi appositamente eseguiti in un altro periodico curato da Barnabei, i “Monumenti Antichi”. Di grande valore è Il Vaso dei Mietitori un’opera dall’iconografia e fattura straordinaria, ora nella capitale cretese, realizzata intagliando finemente la steatite nera. Il calco mostra una scena processionale o una danza legata in qualche modo al raccolto. Sono da notare gli straordinari dettagli e l’espressività dei volti che sembrano cantare accompagnati dal suono del sistro che viene suonato da una figura che emerge dal corteo.

Completano l’esposizione una singolare caricatura di Felice Barnabei, realizzata in ceramica probabilmente di Castelli e a forma di salvadanaio, prestata per l’occasione dal pronipote Peppino Scarselli, e alcune foto di famiglia prestate dal pronipote Alfredo Celli. Un video realizzato da Mauro Benedetti presenta in modo suggestivo tutte le opere donate e le foto di famiglia e le vedute di Castelli degli inizi del Novecento appartenenti all’archivio di Alfredo Celli.

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Caricatura di Felice Bernabei

Possiamo ammirare l’albero genealogico della famiglia Barnabei, ricostruito grazie al contributo fondamentale di Alfredo Celli, che è stato mirabilmente trasformato da Giampiero Abate e Bianca Maria Scrugli in un’opera figurativa interessante.

Giancarlo Bucci ha invece con grande efficacia e sapienza coloristica trasfigurato una veduta storica del natio borgo di Castelli, ove egli stesso ha studiato, diplomandosi come “Maestro d’arte per la ceramica” in quella Scuola d’arte fondata proprio da Felice Barnabei nel 1906.

La mostra è visitabile dal 9 settembre al 10 ottobre negli orari di apertura del Museo ed è compresa nel costo del biglietto di ingresso. Piazzale di Villa Giulia, 9 Roma

Apertura: Martedì-Domenica Orario: 9-20 (ultimo ingresso ore 19, chiusura sale espositive ore 19.30) www.museoetru.it ETRU DI SERA Aperture serali straordinarie del Museo dalle ore 20 alle 23 nei seguenti giorni: SETTEMBRE 15, 16, 17, 18, 19, 23 OTTOBRE 2, 9, 16, 23

L’ingresso al Museo è consentito nel rispetto delle misure di prevenzione anti-covid. Obbligo di esibizione del Green Pass corredato da un valido documento di riconoscimento.