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7 marzo 2021   e  



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LETTERE DALLA FINE DEL MONDO

Un epistolario fuori dal comune
domenica 7 febbraio 2021 di Andrea Comincini

Argomenti: Recensioni Libri


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Massimiliano Parente, Giorgio Vallortigara, Lettere dalla fine del mondo. Dialogo tra uno scrittore che voleva essere uno scienziato e uno scienziato che voleva essere uno scrittore, La nave di Teseo, 2021.

Massimiliano Parente, scrittore sopra le righe e fra le righe e Giorgio Vallortigara, scienziato di lungo corso e stimato ricercatore: un incontro così potrebbe a molti far storcere il naso e non ci sorprenderebbe affatto, visto quel sempre più invadente qualunquismo editoriale che soffoca la cultura di un paese votato al conservatorismo e al prodotto preconfezionato. Per fortuna, grazie agli autori e alla casa editrice, il connubio c’è stato ed ha assunto la forma di un bellissimo epistolario, dove vita e morte, sesso e religione, e tantissimi altri argomenti vengono attraversati con una intelligenza critica fuori dal comune. (Molto piacevole anche la postfazione di G. Bignami).

Ciò che cattura il lettore, oltre le riflessioni condotte, è la profonda onestà profusa da entrambi nel loro dialogo così intenso e intimo. Due personalità che non temono di mostrare una amicizia sincera, una attenzione priva di gelosie o pregiudizi. Sia Vallortigara sia Parente non ne hanno motivo, si potrebbe obiettare, data la differente estrazione. Uno è scienziato, l’altro letterato. Eppure è proprio da questa divergenza, paradossalmente, che si comprende come nel mondo culturale italiano spesso siano i sentimenti della diffidenza o dell’invidia a prevalere: scienza e letteratura sovente vengono descritte quali attività appartenenti a mondi lontanissimi. Ad essere precisi però non sono la scienza e la letteratura a produrre tal menzogna, ma gli scienziati e i letterati. E a volere essere proprio puntigliosi, sono soprattutto gli umanisti a continuare a guardare con la puzza sotto il naso ogni disciplina scientifico-matematica. Non tutti ovviamente, ma, come fa notare Parente, la mancanza di cultura scientifica, questa ingiustificabile cecità degli scrittori non sarà anche una concausa di tanta mediocrità sugli scaffali delle librerie? È un caso fortuito, ci chiediamo noi, se romanzieri radical-chic oggi di moda siano spesso avulsi da un sapere diverso da quello umanistico e contemporaneamente siano anche mediocri narratori? Le domande sono molte. Tornando al libro, è giusto cercare ognuno le proprie soluzioni adottandone il procedimento: è solo applicando il metodo scientifico che ogni risposta conquistata si dimostra frequentemente l’opposto delle credenze e dei luoghi comuni. Pensato per essere un viaggio attraverso le situazioni o gli stati d’animo più diffusi (l’amore, il dolore, la solitudine, la gelosia ecc.) il dialogo è sempre gentile e pacato, ma anche frizzante, malinconico e provocatorio e si incontrano caratteri e vite differenti accomunate tuttavia da una scelta di fondo: utilizzare la ragione per capire la vita, o almeno sopportarla. Quello proposto dagli autori è un vero e proprio inno all’illuminismo contro le volgari credenze, ma anche un monumento alla curiosità umana, alla volontà della ricerca continua, alla professionalità. Un razionalismo eccessivo ed estremo – qualcuno lo giudicherà sicuramente tale, e ne ha il diritto – ma pur sempre un metodo-baluardo contro le ingiustizie e gli abusi, e non il contrario.

Lo scienziato e lo scrittore non sono distanti, tutt’altro. La vita davanti è la stessa e nel dialogo reciproco si può descriverla e capirla, amarla o respingerla. Alla pacata gentilezza di Vallortigara – i suoi lettori di lungo corso, compreso il sottoscritto, non ne resteranno sorpresi – si aggiunge la franchezza provocatoria di Parente, a cui va reso l’onore di raccontare se stesso con una trasparenza e onestà insolite, se paragonate agli standard degli scrittori attuali – banali nelle loro produzioni ma abilissimi a vendere una immagine di sé ben lontana dalla verità.

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libro

Un epistolario che arricchisce il lettore e offre una vera speranza: finché ci saranno persone capaci di ragionare e combattere le superstizioni intorno a noi, forse questa scimmia nuda avrà la possibilità di dare un senso al suo percorso su questo pianeta, fra milioni di pianeti, tra milioni di galassie. O perlomeno, a trascorrere il tempo concessogli nella maniera più gradevole possibile.

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