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Lisetta Carmi

Lisetta Carmi ci stupisce con le sue foto

Al Museo di Roma in Trastevere dal 20 ottobre 2018 al 3 marzo 2019
giovedì 1 novembre 2018 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.
Argomenti: Fotografia


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L’esposizione “La bellezza della verità” racchiude le foto più note e la presentazione di tre reportage della fotografa genovese. Una mostra antologica racconta l’energica vita professionale della fotografa Lisetta Carmi, donna dalla grande personalità espressiva e dalla straordinaria vicenda umana. Con i suoi scatti, ha anticipato i tempi e realizzato con libertà interpretativa un percorso artistico innovativo mostrando una realtà di grande trasporto emotivo.

Circa 170 immagini tra le quali numerose inedite, gli originali di alcuni libri d’artista da lei stessa realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo. Ci parlano con sguardo autentico dei bambini nei campi profughi palestinesi ai camalli del porto di Genova.

All’interno della mostra sono presenti anche tre nuclei di lavori concepiti come progetti di pubblicazione : il primo, Metropolitain del 1965, è stato realizzato dall’artista in unica copia che è presentata al pubblico per la prima volta. Si tratta di un libro d’artista in cui le immagini della metropolitana parigina sono accompagnate dal testo Instantanés di Alain Robbe-Grillet

Il secondo è invece il libro I Travestiti del 1972, uno dei più importanti reportage e ormai icona del lavoro di Lisetta Carmi, nonché riflessione sull’attuale tematica dell’identità di genere con immagini di grande impatto percettivo, esposte in tutto il mondo. Il terzo volume dal titolo Acque di Sicilia, pubblicato nel 1977 con i testi di Leonardo Sciascia, è una ricerca sui percorsi d’acqua nell’isola attraverso una serie di fotografie che raccontano il paesaggio siciliano e i suoi abitanti.

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Donna di Piadena

Tra le prime sezioni visitabili in mostra c’è proprio Genova: la città, il porto, un insieme di tre reportage che raccontano l’Italsider del 1962, una breve serie di scatti fotografici dei cantieri e degli interni delle acciaierie, Genova Porto del 1964, uno dei più significativi reportage del dopoguerra sul tema del lavoro che testimonia la vigorosa attività del porto con particolare attenzione alla difficile situazione dei portuali, costretti a lavorare in condizioni disumane.

Percorrendo il piano terra del Museo incontriamo la sezione intitolata I reportage, i viaggi con altri tre lavori dedicati ai primi spostamenti di Lisetta Carmi. Piadena del 1965 un affresco d’epoca, inoltre nel segmento I viaggi: Capire il mondo sono raccontati gli spostamenti della Carmi in Israele, America Latina, India, Afghanistan, Pakistan e Nepal. Le immagini catturate in quei luoghi così distanti rimangono, ancora oggi, uno strumento imprescindibile per la conoscenza storica di quelle realtà.

Dai luoghi alla lunga collezione di volti. Nella sezione Le persone, i ritratti è possibile apprezzare dodici dei venti scatti che compongono l’intenso lavoro del 1966 dedicato a Ezra Pound, che le valse il prestigioso Premio Niépce per l’Italia.

L’esposizione al piano terra si conclude con le sezioni Metropolitain e I Travestiti e lo spazio dedicato alla proiezione della video intervista realizzata dal curatore Giovanni Battista Martini a Lisetta Carmi.

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Donna india Venezuela

Successivamente si passa al primo piano del Museo con la sezione Il Palcoscenico (1961/1964), una serie di immagini dedicate agli Attori e ai Musicisti. Tra gli altri: Luigi Nono, Carmelo Bene, Cathy Berberian, Sylvano Bussotti, Charles Aznavour, Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre, Claudio Abbado, Luigi Dallapiccola, Zoltán Kodály, Paolo Ferrari.

A seguire, le undici immagini che compongono il lavoro che lega la prima parte della vita di Carmi, intensamente dedicata alla musica, con la sua seconda vita di fotografa. Il Quaderno musicale di Annalibera, una serie di undici brani per pianoforte di Luigi Dallapiccola, è tradotto graficamente attraverso il mezzo fotografico in immagini astratte. In mostra è presente una delle varianti del menabò grafico realizzato nel 1962 dall’artista stessa.

Chiude la mostra la sequenza di fotografie Il Parto realizzate nel 1968 all’Ospedale Galliera di Genova dove Carmi documenta le fasi di un parto. Una sequenza che ci commuove e ci stupisce per la sua immediatezza.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Giovanni Battista Martini con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito.

La mostra ci fa riflettere sulla vita e sull’esistenza quotidiana, ci trasmette l’amore che Lisetta Carmi ha di capire gli esseri umani, in un percorso per nulla conformistico. Ci aiuta a comprendere il mondo e ancora una volta a valorizzare l’arte della fotografia come strumento di evoluzione e crescita personale.

P.S.

Museo di Roma in Trastevere, piazza S. Egidio, 1/b - 00153 Roma - Tel. 060608 Email: museodiroma.trastevere@comune.roma.it