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Dopo la democrazia? (Apogeo, Milano, 2006)

VERSO LA CIBERDEMOCRAZIA

UN LIBRO SUI RAPPORTI TRA POLITICA E RETE - Libri d’attualità
sabato 2 dicembre 2006 di Carlo Vallauri

Argomenti: Politica
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Derrick De Kerckhove e Antonio Tursi


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Il rapporto tra dimensioni della politica e nuove tecnologie trova in Dopo la democrazia?, a cura di Derrick De Kerckhove e Antonio Tursi (Apogeo, Milano, 2006) una attenta analisi di vari studiosi, che hanno approfondito il punto particolare delle mutazioni indotte nella vita democratica da recentissimi precetti che - come osserva Franco Berardi, più noto come Bifo nei tempi della trasgressione giovanile - sembrano ridisegnare pensieri e strategie.

I due curatori del volume si soffermano nella introduzione sul collasso del “glocal” in favore del globalismo trans-nazionale. E dal “ciberspazio” - emerge nell’intervento di Pierre Levy - la sfera pubblica risulta del tutto trasformata. Siamo in presenza di quel fenomeno della “de-territorializzazione” che esalta il governo elettronico, creando un’estesa agorà virtuale, che consente il voto on-line nelle deliberazioni. Ecco perché appare indispensabile una legge planetaria che regoli la materia. L’autore aggiunge, con eccesso personale di speranze realizzative, che solo un governo mondiale sarà in grado di stabilire una pace universale, relegando la guerra al rango di un anacronismo culturale. Noi abbiamo già letto questo vaticinio in pubblicazioni d’inizio ‘900 quando le nuove scoperte (dalla elettricità alla radio, dall’auto all’aereo) inducevano a scontare un futuro che in parte si è avverato. E la post-democrazia - a cui accenna il libro - è l’argomento sul quale riferisce Alberto Abruzzese, esperto d’industria culturale. Egli osserva che le innovazioni materiali si sono però portate appresso vecchi metodi di fare politica, ormai del tutto superati. Non pochi si lasciano attrarre dal vuoto tra produzione di vincoli societari e produzione di desideri, tanto da privilegiare un “ragionamento catastrofistico”, come egli stesso lo definisce.

Nel saggio di De Keckhove sulla natura democratica di Internet, l’e-government viene presentato quale sorta di governo senza ideologie, che chiama in causa la responsabilità del cibercittadino e il valente studioso canadese confida nel globalismo come matrice politica che funzioni da scrigno per la libera rigenerazione di un mondo in cui la media di cibercittadini vorrà realmente vivere. Luca Toscani, autore di importanti pubblicazioni sulla comunicazione multiculturale, espone le sue tesi sulle potenzialità tecnologiche: afferma che sarebbe un grave errore insistere nel digitalizzare tutto perché la realtà è complessa e procede per salti e va contro l’illusione consolatrice che da varie parti si trae dalle prospettive emergenti. La nuova categoria dei “luoghi non” segna un passaggio epocale. Dopo aver richiamato numerosi studi, richiama l’attenzione sull’indispensabile superamento dei particolari individuali e collettivi per porgere le basi di una “intelligenza collettiva” come prospettato proprio da Levy, al cui fianco colloca De Kerkisove in quanto espressione del pensiero artistico creativo.

Antonio Tursi si occupa invece di come, proliferando le discussioni suoi nuovi apparati tecnici, sia urgente rendersi conto del modo di pervenire a decisioni, onde evitare situazioni di debolezza. Siamo così giunti all’ “iperdemocrazia”, suggestiva formula che lo studioso cosentino indica come elevato grado della possibile nuova democrazia istituzionale. Stefano Rodotà - il fine giurista che di questi temi si è già occupato in varie pubblicazioni e in interventi significativi - con il suo corretto e rigido razionalismo, presenta dieci tesi, ponendo in rilievo che le stesse tecnologie hanno rivitalizzato le forme tradizionali dell’agire politico, e cita varie esperienze quale indice di un cammino da proseguire allo scopo di favorire la vita quotidiana dei cittadini e i loro rapporti con le sfere pubbliche, attraverso regole precise, ben definite, in grado di rafforzare ed allargare il processo democratico. Ricorda infine Rodotà come l’art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea contenga una esplicita protezione dei dati personali. Infine Sara Bentivenga arricchisce l’opera di considerazioni sui rapporti tra web e libertà. Tutti gli scritti sono corredati da una ampia bibliografia che consente ai lettori di conoscere un panorama veramente vasto di quanto scritto in tutto il mondo su materie di tanto scottante attualità.