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Come una cometa (Le Lettere 2016)

Michelstaedter filosofo della verità

Uno studio approfondito dello scrittore di Gorizia
sabato 1 aprile 2017 di Andrea Comincini

Argomenti: Letteratura e filosofia
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Valentina Mascia


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Il 17 ottobre 1910, dopo una furiosa lite con la madre, Carlo Michelstaedter, giovane di Gorizia, prende una pistola sottratta un anno prima all’amico Enrico Mreule, e si spara alle tempie. Aveva solo ventitré anni e la sua vicenda sarebbe finita lì, nel dolore di una famiglia e di una comunità, se non fosse che quel ragazzo così sensibile e profondo era stato ed è tuttora il filosofo della Persuasione. La persuasione e la rettorica è il titolo della tesi di laurea che Carlo spedì all’Istituto superiore di Firenze pochi giorni prima del tragico evento, e insieme al Dialogo della Salute, le Poesie e altri documenti, testimoniano la grandezza di uno dei più brillanti ed eterogenei pensatori del Novecento.

Michelstaedter divenne oggetto di cronache in stile noir: si parlò subito di “suicidio metafisico”, collegando il contenuto teoretico dei suoi scritti al tragico gesto, e la critica si divise prontamente in chi propendeva e propende a una disamina psicologica dell’opera, e chi invece ha sottolineato maggiormente il contesto storico-filologico (Per approfondire l’argomento si consiglia di visitare il Fondo Michelstaedter, dove è possibile trovare una infinita quantità di materiale a proposito).

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Carlo Michelstaedter,

La critica italiana, nonostante fu immediatamente chiaro quale fosse lo spessore intellettuale del goriziano, ci mise un po’ a rendergli il dovuto omaggio, e a giudicarlo uno dei più grandi interpreti mitteleuropei del pensiero filosofico: la sua origine ebraica non provocò simpatie particolari in un paese per vent’anni tremendamente fascista; il suicidio, inoltre, rese ancor più problematica l’accoglienza nella élite culturale cattolica.

C’è voluto più tempo del previsto per vedere la figura di Michelstaedter ricevere la giusta attenzione e il tributo necessario, e negli ultimi anni una fruttuosa serie di libri e articoli ha sancito definitivamente la grandezza del nostro (Si consulti il lavoro fondamentale, solo per citarne alcuni, di G. Brianese, M.Cacciari, S. Campailla, J. Ranke, F. Meroi, G. Sessa, E. S. Storace). In questa rinascita di studi, tuttavia, si è imposta, e continua a produrre frutti acerbi, una linea esegetica in cui la figura del pensatore viene spiegata attraverso un eccessivo uso della biografia, trasformandolo quasi in un personaggio romantico da riviste gossip. Troppe volte le vicende personali prendono il sopravvento, per ragioni credo squisitamente frivole e commerciali, su quella che è l’unica stella polare verso cui bisognerebbe orientare l’analisi: la correttezza interpretativa dell’opera e la sua incisività rivoluzionaria nel tessuto sociale. In altri termini, una enucleazione dei temi biografici meno vicina al pettegolezzo e più attenta alle fonti.

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La persuasione e la rettorica
Carlo Michelstaedter

Per tale ragione il saggio di Valentina Mascia, Come una cometa, edito da Le Lettere, appare come una boccata fresca di ossigeno in un ambiente a volte asfittico: la studiosa, assegnista presso l’Università di Salerno, attraversa l’opera michelstaedteriana con quel rispetto e quella attenzione dovuta, senza perdere in chiarezza o cedere alla prolissità. La Mascia parla di Michelstaeter con competenza, e sottolinea persino due aspetti fondamentali del pensiero del goriziano, a volte passati in secondo piano. Paragonando – felicemente – Michelstaedter a Calvino, evidenzia quanto il tema della leggerezza delle Lezioni americane sia anche uno dei leit motiv della Persuasione, spesso taciuto ma in realtà testimonianza di un carattere sì tragico ma anche capace di ironia e grandi salti d’umore.

Carlo Michelstaeter, è stato un giovane pieno di vita e amato da tutti, e questa nota caratteriale compare certamente fra le righe, impreziosendole. Un altro punto fondamentale sottolineato dalla studiosa è il rapporto che il filosofo mostra con il Mistero, cioè con quel mondo che i presocratici seppero osservare e cantare, perdutosi poi nelle successive speculazioni e categorizzazioni aristoteliche. Un lavoro eccellente, che per il 130esimo anniversario dalla morte del poeta-filosofo può essere un ottimo punto di partenza per scoprirne la grandezza intellettuale e la profondità d’animo di un pensatore incredibilmente giovane e altrettanto maturo.