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I Giardini La Mortella a Ischia

Come una cava di pietre può diventare un posto ameno
martedì 1 marzo 2016 di Dante Caporali

Argomenti: Luoghi, viaggi
Argomenti: Architettura, Archeologia


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A metà strada tra Lacco Ameno e Forio, sulla collina del monte Zaro, tra l’antico cratere del Marecoco, in ricordo di una devastante eruzione vulcanica, e il promontorio di Punta Caruso, vi è un giardino incantato di incredibile bellezza, ricco di piante e fiori sia rare che comuni. Si tratta dei Giardini La Mortella, creati a partire dal 1958 da Lady Susana Walton, la moglie di origine argentina di Sir William Walton, uno dei più grandicompositori inglesi del XX secolo.

I coniugi Walton, appena sposati, giunsero ad Ischia nel 1949 alla ricerca di un luogo appartato e solare dove il grande musicista potesse concentrarsi e trarre la dovuta ispirazione. Dopo una prima sistemazione provvisoria in una casa di affitto decisero poi di acquistare un terreno nella località detta “Le Mortelle” dal nome dei cespugli di mirto che crescevano fra le rocce, per costruirvi qui la loro dimora.

A quell’epoca la località non era che una grande cava di pietre di origine vulcanica ma la particolarità di quelle rocce e l’esposizione a Occidente che, nei mesi estivi, avrebbe garantito un maggior numero di ore di luce convinsero i Walton della scelta.

Così a poco a poco quello spazio aspro e selvaggio fu trasformato in un meraviglioso paradiso floreale grazie alla dedizione e alla creatività di Lady Walton, che si avvalse della competenza del noto architetto e paesaggista britannico Russell Page, specialista nella progettazione di giardini, il quale, nel 1956, ebbe l’incarico di realizzare l’impianto originario del giardino integrandolo fra le formazioni rocciose. Ma la realizzazione del progetto, la supervisione dei lavori e la scelta delle piante si deve interamente a Lady Walton che per più di 50 anni dedicò energia, entusiasmo, passione e competenza botanica a questo giardino, concepito piuttosto appartato per poter favorire la concentrazione di un compositore. Inoltre per la sua decorazione si fece ricorso a piante particolarmente adatte al microclima locale e quindi originarie soprattutto dell’emisfero boreale. Il risultato finale fu talmente superiore alle aspettative per cui lo stesso Page finì per giudicare quel giardino come una delle sue migliori creazioni.

Dopo la scomparsa di Sir William nel 1983, Lady Walton decise di aprire il giardino al pubblico nel 1990 e contemporaneamente creò due fondazioni, il William Walton Trust, ente morale italo-britannico di cui è presidente d’onore il principe Carlo d’Inghilterra, e la Fondazione William Walton in Italia, sia per promuovere la cultura della musica divulgando altresì le opere di Sir William sia per preservare il giardino. Nel 2003 la proprietà e la gestione dei Giardini La Mortella furono trasferiti alla Fondazione William Walton, che divenne Fondazione William Walton e La Mortella e a tutt’oggi continua ad amministrare i Giardini secondo le precise indicazioni lasciate da Lady Walton.
Lady Walton ha continuato a seguire la proprietà fino alla sua scomparsa avvenuta il 21 Marzo 2010: le sue ceneri sono custodite all’interno nel giardino, nel Ninfeo.

Lo scopo principale delle fondazioni è quello di fare della Mortella un centro di studio per giovani musicisti di talento sotto la direzione dei più importanti maestri del mondo, offrendo ogni anno borse di studio per compositori. La dimora, ben armonizzata tra la vegetazione, è situata sul lato di una collina vulcanica e include una Sala Concerti, che è anche Museo Walton, e l’Archivio. L’Archivio, istituito nel 1990, comprende una collezione di lettere, fotografie, onorificenze e diplomi, manoscritti e cimeli di Sir William, una selezione della quale è esposta permanentemente nel Museo e viene continuamente aggiornata. Nel Museo è inoltre ospitata una prestigiosa collezione di immagini realizzate dal grande fotografo e costumista britannico Cecil Beaton, amico di Sir William. Anche il celebre scenografo e disegnatore Lele Luzzati ha lasciato una sua testimonianza realizzando un originale teatrino di marionette, ricavato nel vano di una vecchia cisterna d’acqua, che raffigura i Giardini La Mortella insieme ai personaggi delle opere di Walton.

Il complesso della Mortella è diviso in due zone: un giardino a valle, disegnato da Russell Page a partire dal 1956, e un giardino superiore in collina, terrazzato con muri a secco, disegnato e sviluppato da Lady Walton a partire dal 1983, anno della scomparsa del maestro. L’intera superficie si estende per circa due ettari ed ospita al suo interno una raccolta che vanta più di 3000 specie di piante esotiche e rare, tale da poter ritenere La Mortella un vero e proprio orto botanico.

Tra le tante collezioni presenti sono da citare in particolare quelle di ninfee giganti, di orchidee, di palme, di Cycadaceae, di felci arboree. Le camelie, per le quali Lady Walton ha avuto sempre una particolare attenzione, sono poi il fiore all’occhiello del giardino; il recinto delle camelie è chiuso da una siepe a spalliera di camelie stesse che d’inverno illuminano la zona prospiciente la dimora e nei mesi di fioritura diffondono tutt’intorno un delicato profumo. L’intero giardino è stato realizzato con grande gusto e competenza, sfruttando al meglio il suggestivo ambiente roccioso e l’incomparabile panorama mediterraneo, ed è arricchito da fontane, piscine, corsi d’acqua che tra l’altro consentono la coltivazione di una superba collezione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali.

Tutte le zone del giardino sono collegate tra di loro con viali, sentieri, muri a secco, rampe e scalette per permettere ai visitatori di raggiungere la zona più alta e godere della splendida veduta sulla baia di Forio. Certamente non è stato semplice trasformare l’arida collina di un tempo in questo incantevole giardino tenendo anche conto delle difficoltà di una volta per garantire l’irrigazione delle piante. All’epoca l’acquedotto non riforniva ancora l’isola e si era costretti ad utilizzare le cisterne di acqua piovana ed era poi sempre incombente la minaccia di incendi nei periodi più caldi. Ma Lady Walton con la sua instancabile dedizione fece realizzare un complesso sistema di pergolati di stuoie per riparare il giardino e proteggere le piante più giovani.

Il giardino a valle ha la forma di una L, il cui braccio più lungo è percorso da un ruscello, mentre quello più corto si trova proprio di fronte alla dimora dei Walton. All’imbocco della valle si trova il Ginkgo biloba, una pianta arborea antichissima le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa e perciò è considerata un fossile vivente. Originaria della Cina, la pianta fu introdotta in Europa nel 1730 e in Italia nel 1750.

La prima fontana che incontriamo nel giardino a valle, detta la “Fontana bassa”, disegnata da Russell Page, è costituita da una vasca circolare con uno zampillo centrale, circondata da quattro aiuole disposte a semicerchio e piantate con piante di palude. Un lungo ruscello, uno dei tratti più caratteristici della Mortella, collega questa fontana della zona bassa del giardino con un’altra fontana ottagonale che si trova su una terrazza lievemente rialzata sempre di forma ottagonale. Il numero 8 è un chiaro riferimento all’ottantesimo compleanno di Sir William al quale Russell Page dono questa fontana da lui realizzata nel 1982. Nella valle troviamo poi le collezioni di magnolie e ortensie, parte della collezione di Cycadaceae e una grande Ceiba speciosa, albero originario del Sud America dal caratteristico tronco munito di grosse spine di forma conica. La valle sale gradualmente verso la “Fontana grande”, la prima ad essere costruita, con un altissimo un getto d’acqua al centro, allineato con quello più modesto dell’altra fontana sul pendio opposto.

La Serra Tropicale denominata “Victoria House” è il regno delle ninfee ma in particolare della gigantesca Victoria amazonica, originaria delle acque poco profonde del bacino del Rio delle Amazzoni, con foglie grandi fino a 3 metri di diametro e gambi di 7-8 metri di lunghezza. I suoi fiori, bianchi appena sbocciati e successivamente rosa, possono raggiungere i 40 cm. di diametro. Nella vasca delle ninfee vi è poi la “Bocca”, una grande scultura in pietra realizzata da Simon Verity che riproduce la maschera presente nella scenografia di una delle opere musicali più note di William Walton: Façade.

Una delle più straordinarie collezioni di piante dei Giardini La Mortella è costituita dalle felci arboree. La collezione è iniziata quasi per caso, quando William Walton durante un viaggio in Australia inviò a Susana due tronchetti di felce; quando Russell Page si rese conto che il clima di Ischia era particolarmente adatto per lo sviluppo di queste piante suggerì a Susana di coltivarne quante più poteva. Oggi le felci sono concentrate in due zone distinte della valle: la parte più antica della collezione si trova fra la Fontana grande e la Victoria House ed è costituita principalmente da esemplari di Cyathea, originaria dell’Australia, mentre sul lato opposto si trova una più recente piantagione di Dicksonia, originaria della Nuova Zelanda. Tra le tante varietà di felci presenti alla Mortella ricordiamo in particolare la Woodwardia radicans, una felce terrestre tipica nella zona mediterraneo-atlantica, capace di propagarsi da una terrazza all’altra del giardino perché quando le lunghe fronde arcuate toccano il suolo emettono radici da cui nasce una nuova piantina.

Pianta del complesso

(immagine presa dal sito sotto indicato)

Nella stagione primaverile fiorisce in tutto il giardino il Geranium maderense, originario dell’isola di Madeira, con fiori di straordinaria bellezza, di colore lilla con centro scuro.

Tra le altre piante presenti nella valle ricordiamo i grandi Liriodendron tulipifera della famiglia delle Magnoliacee, originari degli Stati Uniti d’America, alberi alti 20-30 metri con fiori gialli simili a tulipani, e la Spathodea campanulata, specie originaria dell’Africa tropicale e di grandissimo valore ornamentale con fiori a coppa di colore rosso-arancio vivo con striature giallo oro. Ma quasi nascosta, presso la Fontana grande, è presente forse la pianta più rara di questo giardino: la Puya berteroniana, originaria del Cile, che produce una splendida spiga floreale che svetta per ben 2 metri, coperta da centinaia di fiori verde-blu metallico con stami arancioni.

Mentre il giardino a valle è più riservato, umido e lussureggiante, quello superiore in collina è solare, coperto da vegetazione mediterranea e aperto verso l’esterno grazie ai molti scorci panoramici. In tutta la collina sono inseriti diversi elementi architettonici spesso ricchi di significati simbolici e con richiami alla storia e all’archeologia dell’isola.

Sul ciglio della collina, in una posizione molto suggestiva che domina il giardino e tutta la baia di Forio, si trova la Roccia di Sir William, che custodisce le ceneri del maestro. Si tratta di una piramide naturale di pietra che William Walton chiamò la “sua pietra” il giorno in cui acquistò la proprietà. Per incorniciare la roccia è stato realizzato, tra gli ulivi, un arco di pietra intagliata. Presso la Roccia vi è una lapide commemorativa che ricorda la sepoltura di Sir William con questa frase dettata da Lady Susana: “WILLIAM WALTON 1902-1983. LEVATE UN CANTO IN LODE AL DILETTO E VENERATO MAESTRO. QUESTA ROCCIA RACCHIUDE IL SUO SPIRITO, TUTELA IL GIARDINO DA RUSSELL PAGE DISEGNATO CHE NOSTRO AMORE VIVERE HA FATTO. SUSANA”.

Al di là della Roccia di Sir William si estende il Giardino Mediterrano che si integra perfettamente con il paesaggio dell’isola. Qui troviamo piante tipiche della macchia mediterranea come il leccio, il lentisco, il corbezzolo, il rosmarino, tantissimi mirti, che hanno poi dato il nome alla proprietà, la lavanda e poi la Phlomis tuberosa o salvia di Gerusalemme, il Callistemon con quei bellissimi fiori rossi a forma di spazzolino. Al termine di questo paesaggio naturale troviamo il Ninfeo, circondato da siepi, con al centro una fontana in acciaio che riflette il cielo, detta lo ’Specchio dell’anima’. Su di un lato del Ninfeo vi è una piccola grotta che ospita una scultura in marmo di Simon Verity raffigurante Afrodite distesa su una roccia da cui sgorga una sorgente. Il Ninfeo è il memoriale di Susana Walton: infatti le sue ceneri riposano in una nicchia vicino alla statua di Afrodite, con una semplice lapide con la scritta ’SUSANA WALTON - GENIUS LOCI’.

Poco lontano dalla Roccia si innalza l’imponente Tempio del Sole, ricavato da un’antica cisterna di acqua piovana, che domina una scarpata piantata con una collezione di agavi, Furcraee e palme dal fogliame grigio-azzurro. L’interno è diviso in tre grandi ambienti illuminati dai raggi del sole che filtrano dalle aperture nel soffitto. Le decorazioni degli interni si rifanno ad antichi luoghi di culto, grazie alla presenza dell’acqua e dei bassorilievi di ispirazione mitologica, opera di Simon Verity.

Il primo ambiente a sinistra è la Stanza della Nascita. Qui l’acqua scaturisce da una roccia attraverso le corde dorate della lira di Apollo; in un angolo vi è Latona, la madre di Apollo che abbraccia una palma nel momento del travaglio richiamando l’antico mito secondo il quale Apollo nacque all’ombra di una palma. Più oltre il dio viene condotto verso l’Olimpo su di un cocchio trainato da cigni.

Nella stanza centrale, grande e luminosa, il bassorilievo sulla parete di fondo rappresenta Apollo sul carro del Sole, i cui raggi dorati rievocano i brani musicali di William Walton: “PRAISE BE THE LORD OF GOLD” (Sia lode al Dio dell’Oro), dalla cantata Belshazzar’s Feast su di un lato e sull’altro “HOW CAN I SLEEP WHEN LOVE IS WAKING” (Come posso dormire quando l’amore si sveglia) dall’opera Troilus and Cressida. Sulle pareti in alto sono invece raffigurate le nove Muse, alcune figure mitologiche che suonano strumenti musicali e coppie che amoreggiano, chiari riferimenti agli affreschi pompeiani. In basso troviamo Apollo e Dafne, la quale, per sfuggire al suo abbraccio, si trasforma in un albero di alloro, che da quel momento diventerà sacro per Apollo.

Il significato simbolico di queste immagini è un’evidente celebrazione del trionfo della vita e dei suoi piaceri terreni. Nella terza stanza, più buia e raccolta, è raffigurata “La fine della vita mortale”. Qui il corso d’acqua scompare in un vortice, sul quale siede pensierosa la Sibilla Cumana, simbolo di morte e di rinascita. Due colombe, sulla parete di fondo, indicano un cespuglio di mirto dal quale Enea dovrà cogliere un ramo dorato per accedere all’Ade come ci riferisce il VI canto dell’Eneide.

Quasi sulla sommità della collina, sopra il Tempio del Sole, vi è la Cascata del coccodrillo cosiddetta da una piccola statuetta in bronzo raffigurante il rettile. Lo specchio d’acqua è il regno della rigogliosa Nymphaea caerulea, nota anche come loto blu o egiziano perché cresce nei pressi del delta del Nilo; nell’antichità questa pianta era considerata sacra perché simboleggiava il sole.

Domina il giardino superiore il Teatro greco, una cavea ricavata dal pendio della collina, il cui palcoscenico si affaccia sullo splendido panorama della baia di Forio. Muri in pietra, rocce naturali, rose cinesi ed erbe profumate lo circondano garantendo un’acustica perfetta, mentre aromatiche piante di timo tappezzano i sedili in pietra diffondendo nell’aria il loro aroma. Questo suggestivo teatro, inaugurato nel 2007, può ospitare fino a 400 spettatori ed è la sede, nella stagione estiva, dei Concerti delle orchestre giovanili.

Nella zona più alta del Monte Zaro, a 103 metri di altezza, si trova il Giardino orientale con un tempietto thailandese, la Sala Thai. Circondato da peonie, bambù, aceri giapponesi, vasche e laghetti adornati da fiori di loto e papiri, questo luogo, così lontano dal mondo circostante, è l’ideale per la meditazione e la quiete. Alzando lo sguardo, in lontananza, si distinguono le aride cime dell’Epomeo e davanti a noi lo splendido mare azzurro della costa di Forio che si sposa con la verde distesa delle piante mediterranee.

P.S.

Per ulteriori informazioni http://www.lamortella.org/