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LA VIA LAURETANA. Da Lorenzo Lotto all’arte contemporanea.

Una mostra sul pellegrinaggio a Loreto nel Giubileo della Misericordia nei Musei di San Salvatore in Lauro
venerdì 1 gennaio 2016 di Nica Fiori

Argomenti: Attualità
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Fra le tante immagini della Madonna presenti nella città eterna, la Vergine Lauretana occupa un posto di tutto rispetto. Basti pensare alla centralissima chiesa della Madonna di Loreto nella piazzetta omonima accanto a piazza Venezia o alla celeberrima tela di Caravaggio della Madonna dei Pellegrini, o di Loreto, nella chiesa di Sant’Agostino. In questo straordinario dipinto, risalente al 1604, è interessante il riferimento all’anno santo 1600 dato dalla soglia della porta, entro cui è collocata la Madonna, che allude all’apertura della porta santa giubilare.

Ora, in concomitanza con il Giubileo della Misericordia, voluto da papa Francesco, il Pio Sodalizio dei Piceni ospita nei Musei di San Salvatore in Lauro la mostra “Via Lauretana, via della Misericordia”, che espone opere dello stesso sodalizio e altre provenienti dal Museo-Antico Tesoro di Loreto.

Scopo dell’iniziativa, come scrive nel catalogo (Il Cigno G.G. Edizioni) Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo delegato pontificio di Loreto, “è quello di mostrare come la devozione alla Vergine di Loreto, che nei secoli ha spinto folle innumerevoli di pellegrini lungo quei Cammini Lauretani che ancora oggi attraversano il territorio italiano ed europeo, è stata da sempre una via privilegiata per sperimentare la misericordia di Dio attraverso la mediazione materna di Maria”.

In questo momento storico, che ha visto l’apertura della porta santa a Loreto, ci si augura che la riscoperta del pellegrinaggio lungo la via Lauretana, magari a piedi, non debba essere solo una moda, ma la scelta consapevole di avvicinarsi alla Mater Misericordiae (una delle invocazioni delle litanie lauretane), così come avveniva per i pellegrini del passato e per gli artisti che hanno reso visibile con la loro arte la miracolosa traslazione della casetta di Maria da Nazareth alla collina del territorio di Recanati prospiciente il mare Adriatico.

La Vergine Lauretana, patrona delle Marche, è strettamente legata al Pio Sodalizio dei Piceni, tanto che la chiesa di questa istituzione, quella nota col nome romano di San Salvatore in Lauro, per via di un boschetto di alloro che sorgeva nei pressi, è intitolata già dal 1700 a Santa Maria di Loreto de’ Marchegiani. È curioso il fatto che anche la Madonna di Loreto prenda il nome da Lauretum, il colle recanatese dove la Santa Casa venne posata. Una pianta, quella dell’alloro, che da simbolo di gloria (pensiamo alle corone della Vittoria e della Poesia) viene ad assumere in questo caso un’ulteriore valenza simbolica. Non dimentichiamo che la sua origine mitica è legata a Dafne, la ninfa che volendo preservare la propria verginità, insidiata dal dio Apollo, supplica il padre (il fiume Peneo) di concederle un altro aspetto e viene allora tramutata in lauro. Dalla vergine Dafne alla Vergine Maria questa pianta può richiamare, quindi, anche un’idea di purezza, allo stesso modo del giglio o della candida rosa dell’Empireo dantesco.

La mostra, divisa in tre sezioni, ospita alcune importanti opere, anche se poco note e in qualche caso mai esposte prima, che si riferiscono oer lo più alla Mater Misericordiae. L’artista di maggior richiamo è sicuramente il veneziano Lorenzo Lotto (1480-1557), grande pittore di scene sacre ed eccelso ritrattista, che finì i suoi giorni a Loreto, dopo essere entrato come “oblato” nella comunità della Santa Casa. È sua l’Adorazione dei Magi (1554-55), una delle ultime opere dell’artista, dipinta per il coro della basilica di Loreto, non all’altezza di altri suoi dipinti, ma dalla quale traspare la religiosità e l’umiltà di Lotto, soprattutto nella figura del vecchio Mago (probabilmente un autoritratto), prostrato nell’atto di baciare il piede di Gesù.

La Madonna adorante il Bambino (1546), proveniente dalla Pinacoteca Civica di Vicenza, è ora dalla maggioranza dei critici attribuita a Lotto. Anche se la sua superficie pittorica è molto rovinata, l’opera evidenzia soluzioni tipicamente lottesche, come il morbido panneggio che accoglie Gesù, o il paesaggio dello sfondo. È invece attribuita a un collaboratore di Lotto (forse Giuseppe Belli) la Pentecoste (1555 circa, Collezione privata, in deposito presso il Museo Civico di Recanati), un olio su tela sostanzialmente inedito anche se non del tutto ignoto alla critica.

Un altro nome noto è quello del Cavalier d’Arpino, autore di una pregevole tela con la Madonna di Loreto (1600), commissionata come ex voto dal cardinale Pietro Aldobrandini per la riconquista incruenta della città di Ferrara ai territori pontifici, come si legge in latino entro due cartigli sul bordo inferiore della dalmatica della Vergine. Nella stessa dalmatica rilucente d’oro e pietre preziose, è raffigurata la mappa con la città di Ferrara e il suo territorio.

Al pittore tedesco Joseph Heintz il Giovane si deve la Storia della traslazione della Santa Casa (1649-60). Si tratta di una tela lunga quasi quattro metri, con una narrazione continuata di più scene relative all’evento miracoloso, a partire da destra, dove si vede tra mare e cielo la casa trasportata dagli angeli, con Maria e il Bambino sul tetto, giungere dalla terra di Schiavonia.

La traslazione della Santa Casa con San Nicola da Tolentino e devoti, dalla Chiesa di San Salvatore in Lauro, è un’opera tardosecentesca di Giovanni Peruzzini, un pittore pesarese che gravitò tra le Marche, Modena e Roma. Anche questa volta si vede la costa adriatica sorvolata dagli angeli che reggono la casa e insieme la Madonna col Bambino, mentre al di sotto tra i devoti si nota una figura femminile con abiti lussuosi, che ha fatto pensare a Cristina di Svezia, residente a Roma dopo l’abbandono del suo regno e grande amica del cardinale fermano Decio Azzolino, che aveva commissionato l’opera.

Il trasporto aereo delle sacre pietre è pure protagonista del grande dipinto settecentesco di Pietro Angeletti, dal Palazzo Apostolico di Loreto, raffigurante La Madonna di Loreto con San Ciriaco e San Marcellino, i santi patroni di Ancona. Questa volta il particolare che colpisce maggiormente è la raffigurazione dell’Arco di Traiano di Ancona, raffigurato sullo sfondo a destra. L’opera in origine doveva essere collocata in una chiesa del capoluogo marchigiano, come ex voto in seguito ad un incendio, e donato verso la metà del Novecento a Loreto dall’antiquario Manrico Marinozzi di Pollenza. Per quanto riguarda l’artista, il romano Angeletti, attivo dal 1758 al 1786, sappiamo che fu professore dell’Accademia di San Luca.

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Vetrina con necessaire da viaggio

Trattandosi di un’esposizione strettamente connessa al tema giubilare del 2016, una sezione è dedicata agli “artisti pellegrini sulla via della Misericordia”, ovvero ad alcuni autori viventi che, pur partendo da formazioni diverse, si sono lasciati ammaliare dallo stesso tema, come Enrico Benetta, con il suo trittico Il tempo della Misericordia (tecnica mista e ferro), Paola Ceccarelli, autrice della terracotta Mater Misericordiae, il pittore Davide Frisoni, autore dei 5 dipinti Sancta Mater Domus e Gianriccardo Piccoli, che presenta un dipinto ispirato a una delle sette opere di Misericordia, Seppellire i morti.

L’ultima sezione della mostra raccoglie una ricca selezione di oggetti, stampe, carte geografiche e documenti relativi al pellegrinaggio sulla via Lauretana, ovvero il percorso che da Roma, attraversando gli Appennini, permetteva di raggiungere Loreto. Tra le carte più interessanti vi è l’acquaforte di Giuseppe Longhi del 1670 che raffigura sulla sinistra le tappe della Santa Casa di Loreto e sulla destra le Sette Chiese di Roma. Si tratta di una “pianta giubilare” contenente una serie di indicazioni didascaliche per i pellegrini che di lì a qualche anno avrebbero partecipato al giubileo indetto da Clemente X Altieri, già governatore di Loreto, nel 1675.

P.S.

VIA LAURETANA via della Misericordia

Pio Sodalizio dei Piceni, Piazza San Salvatore in Lauro, 15 Roma
Fino al 20 marzo 2016
Dal lunedì al sabato, ore 10-12 e 16-19
www.piosodaliziodeipiceni.it
Tel. 06 6875608 – 06 6864202