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Berlino. Il fascino dei Giardini del Mondo

Un tour in uno dei parchi più interessanti della città che riproduce giardini europei e asiatici
mercoledì 1 ottobre 2014 di Nica Fiori

Argomenti: Luoghi, viaggi


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I viaggiatori che visitano Berlino restano fortemente impressionati dalla straordinaria abbondanza di parchi che, oltre a disporsi a corona intorno alla città, penetrano nel centro, facendo di essa un immenso giardino. Un’area verde in particolare è stata musealizzata, in quanto luogo di conoscenza e cultura. Si tratta del parco “Gärten der Welt”, letteralmente “Giardini del mondo”, che merita una visita non affrettata.

A dispetto della location in una periferia dell’Est cittadino, Marzahn-Hellersdorf, caratterizzata da un’architettura tipica della DDR (con i monotoni palazzoni, detti Plattenbauten, che ospitano ognuno centinaia di appartamentini), qui è possibile immergersi nella idilliaca atmosfera dei giardini di tutto il mondo, e riappropriarsi idealmente del paesaggio creato ad arte intorno al verde per soddisfare il naturale bisogno di svago e di riposo dei principi e dei nobili del passato. È questo, in effetti, il fine del parco, che mostra vere e proprie costruzioni a grandezza naturale. Se si esclude il simbolico “giardino cristiano” dalla particolare atmosfera mistica, che sembra un’opera d’arte contemporanea, e un giardino pienamente germanico, che per la gioia dei bambini propone i personaggi delle fiabe dei fratelli Grimm, si tratta di giardini ispirati ad esempi reali, situati in Paesi molto lontani da Berlino.

La rievocazione dell’affascinante clima dei giardini europei ed esotici è ottenuta con l’uso sapiente della vegetazione, delle architetture e delle sculture delle singole nazioni, ben distanziate tra loro grazie alle dimensioni veramente enormi del parco. Tutto ciò contribuisce a farci assaporare il fascino sognante di alcuni luoghi che rievocano giardini storici, come nel cosiddetto Labirinto, realizzato con alte siepi, dove è veramente difficile trovate il centro nel quale si trova una torretta panoramica, o nel giardino rinascimentale, denominato Bobolina, chiara allusione al celebre Boboli di Firenze. Ricordiamo che il giardino all’italiana nasce proprio nel Rinascimento e si rifà agli Horti di età romana. Nelle ville rinascimentali, e in seguito in quelle sei-settecentesche, gli spazi erano concepiti per accogliere collezioni d’arte, ma anche feste, tornei, spettacoli, celebrazioni. La ricca vegetazione, grazie alla mitezza del clima italiano, abbinava molte specie arboree, non solo mediterranee ma anche esotiche, mentre alcuni spazi più raccolti, come i giardini segreti, erano caratterizzati dagli elaborati disegni delle aiuole, o dalla fantasia delle fontane e dei giochi d’acqua, che si avvalevano pure di organi idraulici.

Nel “giardino orientale” ci troviamo catapultati nella Spagna moresca, all’interno di un edificio che sembra ispirato all’Alhambra di Granada o all’Alcazar di Siviglia. Le ceramiche vivacemente colorate (azulejos), le colonne e i soffitti lignei lavorati ad arte nello stile mudejar introducono al giardino interno, che ospita i tipici alberi di agrumi (ma solo nei mesi più caldi), oltre a essenze profumate e fiori dai vivaci colori, ed è caratterizzato dallo zampillare di innumerevoli getti d’acqua disposti ad arte.

La presenza di acqua è forse l’elemento dominante nei giardini asiatici, come in quello coreano, dove è ricreato un fiumicello con rocce e cascata, e in quello cinese, dove troviamo un suggestivo laghetto contornato da architetture a pagoda. Una sosta nella sala da tè qui è doverosa, ma si può anche mangiare in un ristorantino tipico. Il giardino balinese è racchiuso entro una serra, perché le orchidee che vi crescono hanno bisogno di un clima caldo umido, mentre quello giapponese è caratterizzato, oltre che dall’acqua, dall’uso di ghiaia, di rocce e alberelli.

Queste creazioni, che esaltano la natura e l’arte, suscitano indubbiamente grande emozione nei visitatori che possono apprezzare nel giro di qualche ora quei paesaggi verdi che forse prima avevano soltanto immaginato attraverso la descrizione fattane da altri visitatori. La stessa emozione descritta poeticamente da alcuni viaggiatori del passato, quali Goethe, Keats, Byron o Stendhal, che vedevano nei giardini dei luoghi atti a “misurare” i propri stati d’animo.

P.S.

Gärten der Welt

Eisenacher Str. 99 - 12685 Berlino
Raggiungibile con la linea di metropolitana U5 (fermata Hellersdorf) e di treno in superficie S7 (fermata Marzahn). In entrambi i casi si prende poi l’autobus 195 fino alla fermata del parco “Gärten der Welt”.

Orari di apertura:

  • dalle 9.00 alle 16.00 (novembre-febbraio)
  • dalle 9.00 alle 18.00 (marzo e ottobre)
  • dalle 9.00 alle 20.00 (aprile-settembre)

Biglietto di ingresso: 4€ (in bassa stagione 2€)

http://www.gruen-berlin.de/parks-gaerten/gaerten-der-welt/