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Il Sud puzza, Gli eroi silenziosi dell’antimafia (Piemme 2013)

IL SUD TRA VELENI E TENTATIVI DI RISVEGLIO

UNA ANALISI DOCUMENTATA
giovedì 1 maggio 2014 di Carlo Vallauri

Argomenti: Politica
Argomenti: Sociologia
Autore del Libro : Pino Aprile


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Troppo facile intitolare un libro Il Sud puzza, come fa Pino Aprile e pretendere di attirare l’interessamento anche dei meridionali chiamati in causa. Il libro edito da Piemme ha anche come sottotitolo parole significative di duplice significato “storia di vergogna ed orgoglio”. Dove mira l’autore, noto per importanti saggi (sempre dal titolo singolare e attraente come Elogio dell’imbecille?

Veniamo però subito alle cose essenziali trattate dall’autore (che punta sempre a sembrare contraddittorio, tanto che sin dalle prime pagine del libro cerca di contenere e spiegare contrapposte posizioni. Certo a noi le parole cancro, leucemia, malattie genetiche suscitano sentimenti di preoccupazione e, nel contempo, di umana misericordia: auguriamo ad Aprile di trovare udienza come merita per avere in sostanza – veniamo al centro autentico di quest’opera – indicato quegli elementi significativi che contribuiscono a spiegare appunto la sostanza che sommuove l’intero studio e quindi le ragioni che suscitano oggi la “vergogna” e quanto altro c’è di negativo accade oggi nel nostro Meridione. Ed in questo quadro, man mano che prosegue la lettura, puoi renderti conto dell’imprescindibile significato morale delle parole e del concetti esposti per sottolineare aspetti attualissimi del carattere decisamente negativo di quanto si constata nelle evenienze passate e presenti che si riscontrano appunto attraverso l’ampia analisi compiuta per redigere il testo. Tuttavia troviamo momenti di serenità nel leggere le pagine sulla “fiducia” che ancora merita di essere rappresentativa nei confronti di terre tanto angustamente violate dal “male”, come per emergono appunto da quei fatti raccolti e raccontati, rievocati con talento creativo, in vista appunto di spiegare la “maledizione”.

Ecco allora forte e chiaro il senso dei toni e degli argomenti utilizzati: lasciamo stare i “discutibili” (a nostro avviso) toni utilizzati e fissiamo invece l’intenzione sugli argomenti sostanziali contenuti nel libro che prendono di petto problemi essenziali con la narrazione di tante discutibili “presenze” che tormentano le nostre belle regioni, di un Sud martoriato: si passa dalla Taranto violata nella sua essenziale vita umana e produttiva a tante altre esperienze negative.

Dall’inquinamento che produce degrado ambientale all’indicazione di eventi “duri” in corso da anni lontani specialmente con riferimento alla criminalità nascosta. Ma la possibilità del riscatto viene enunciata come punto di riferimento da valorizzare. Al di là delle apparenze, pagina dopo pagina, quelle terre belle, tormentate riemergono allora con tutte le interessanti considerazioni personali, al di là delle strutture istituzionali delle varie forme organizzative che non facilitano certo il realizzarsi delle speranze che pure quelle terre meritano.

E cosa c’è dietro l’orgoglio che spesso spinge a compiere atti che non sempre contribuiscono ad innalzare il livello civile di quelle terre. La speranza di un avvenire migliore è rimessa alla capacità di superare l’empasse e comprendere meglio i sentimenti forti, anche se sotterranei, che percorrono la società meridionale e – osserva acutamente Pino Aprile – la rinnovano e la percorrono tutta, in ogni aspetto. Allora troviamo la parte più viva del libro attraverso la citazione di personaggi e di fatti che danno alla società civile del Sud una svolta sostanziale, al di là del brigantaggio antico e recente. Siamo al “risveglio” come si sottolinea in un bel capitolo di documentazione su esperienze di eventi storici e anche più recenti. E qui s’intreccia il discorso portato avanti con rigore sull’attività delle aziende del Mezzogiorno e in parte alla Campania, dove la popolazione cerca di difendersi da tanti “veleni” mentre i poteri pubblici non riescono mai a trovare forze e risorse per contrastare tanti veleni che violano quelle terre, provocando un senso di rabbia: ecco così venire in luce i sentimenti autentici che hanno provocato la spinta coraggiosa dell’autore ad entrare con senso di verità autentica nel profondo di una società appunto – come ben spiega questa complessa opera – che è stata avvilita da avvenimenti tormentati, da una serie di avvenimenti distruttivi, contro i quali si stenta a trovare i necessari modi di intervento e risveglio. Interessante il richiamo ai tentativi para-golpisti degli anni ’60 e ’70, nonché ad altri misteri oscuri nei quali l’autore penetra con cognizione di cause, precisione di riferimenti e capacità di comprensione e spiegazione dei fatti accaduti.

Sono tutte queste le motivazioni che spingono a consigliare la lettura di questo libro per poter meglio comprendere cosa c’è dietro e prima degli eventi stessi rievocati. Un veleno che non è solo quello materiale – sul quale l’autore interviene con ricchezza di documentazioni e spiegazioni, ma che risponde a un fenomeno sociale che rivela una sorta di impotenza delle istituzioni a esercitare interventi adeguati alla gravità e ripetitività degli eventi perniciosi. E l’altro nodo che Aprile cerca di sciogliere con le sue analisi acute e penetranti e che si permettono di acquisire un quadro esauriente, riscontrabile nei dati di fatto, di quel che avviene nel Sud che forse non è tanto spinto alla “rivoluzione” quanto all’evoluzione e cambiamento, alla rottura di tanti valori sin nell’intimo delle attuali rappresentanze istituzionali. Vi sono segnali, ampiamente descritti nel libro, che consentono di chiarire e distinguere fatti di ieri e di oggi, ben oltre le zone grigie. Cari compagni terroni (è meridionale anche chi scrive questa nota) è tempo di un maggior impegno per migliorare le condizioni del Sud è tempo di muoversi, al di là degli editoriali, di stupide operazioni politiche e mediatiche, per dimostrare che nel Sud esistono tanti elementi positivi e che dimostrano come il corso negativo può essere superato se si riesce meglio a cogliere la realtà effettiva dei territori, descritti con amarezza e indubbia capacità di comprensione dei fenomeni da parte di uno scrittore contraddittorio, per alcuni versi ma certamente critico di fronte alle nuove realtà emergenti.