INFORMAZIONE
CULTURALE
Novembre 2019



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5113
Articoli visitati
4204032
Connessi 14

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
17 novembre 2019   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Personale di Ludovica Bracciali al MUEF ART STUDIO di Roma 31/5-2/6/2013

Una pittura che si nutre degli oggetti e della luce
mercoledì 8 maggio 2013 di A cura di Luciano De Vita

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


Segnala l'articolo ad un amico

Dal 31 maggio al 2 giugno 2013 espone a Roma in Via Poliziano 78B Ludovica Bracciali la sua ricca produzione di quadri che spaziano su un largo periodo di tempo, con una molteplicità di stili che rispecchiano le sue varie esperienze artistiche.
Venerdì 31 maggio INAUGURAZIONE ore 18.00

Guido Giobbi così descrive la pittura di Ludovica Bracciali

Qualcuno una volta chiese a Pessoa perché scrivesse: perché la vita non basta, rispose.

Ludovica non si accontenta di viverla la vita: vuole raccontarla. Con la pittura. I temi che affronta con la sua delicata tavolozza sono classici, intimi, ma profondi.

Paesaggi, nature morte, ritratti, interni, arbusti, sono i suoi soggetti preferiti e noi li vediamo ammantarsi di una tenue luce che li avvolge, quasi li protegge. Ciò che noi vediamo, quindi, non è descritto, o dichiarato ma sussurrato,

Un bisbiglio di luce e di colori ora tenui, ora più decisi che ci raccontano il segreto della sua personale visione del mondo.

I legami con le avanguardie, con la pittura italiana del dopoguerra e l’influenza dei suoi maestri sono qui e la riconoscibili ma non bisogna mai fermarsi alla prima impressione; i quadri di Ludovica esigono uno sguardo non distratto, ma attento e aperto alla dimensione intima del racconto.

E’ una pittura che si nutre degli oggetti e della luce che su di essi ricade, la pennellata è sapiente e calibrata, non dimentica mai i sussulti della storia e ci ricorda che la bellezza è nascosta tra le pieghe del racconto. Che è per sua natura aderente alla realtà, quando non è sapiente frutto dell’immaginazione.

JPEG - 71.7 Kb
Madame Tarzan

Si avverte, in alcuni quadri, un intimo tributo alla fotografia; Ludovica ama scattare foto che poi utilizzerà come base narrativa per i suoi quadri. Quadri intesi come specchi, che riflettono i sussulti dell’animo o le scelte che la vita ti impone di fare o, forse, l’oziosa contemplazione del mondo. La vita, quindi, si insinua nella delicata trama dei colori e si fa storia, documento, e in quel preciso istante l’esistenza e l’arte si fondono e la verità intraprende il suo percorso infinito.

Qualche nota biografica

Ludovica Bracciali Nata e vissuta fino all’adolescenza a Milano ha completato gli studi a Roma e contemporaneamente alla laurea in Economia e Commercio ha frequentato la Scuola d’Arte di S. Giacomo con i Maestri Indrio e Captano, studiando nello stesso periodo ritratto con il Maestro triestino Gramaticopulo e frequentando dopo qualche anno due corsi di nudo all’Accademia Libera di Via Ripetta.

JPEG - 92.9 Kb
Ludovica

Poi sono seguiti anni impegnativi di famiglia e di insegnamento senza mai abbandonare del tutto la pittura, ripresa poi con la Scuola Comunale di arti ornamentali Zabaglia con la Maestra Barbarini e per la tecnica ad inchiostro con la Maestra giapponese Ikuio Toba Chiba. Si è presentata a Roma in diverse collettive, attualmente continua l’attività con il Maestro Bedini all’UPTER. Il lavoro svolto risente dei diversi periodi e delle diverse esperienze ravvicinate ma sempre alla ricerca di un linguaggio emotivo ed essenziale tra memoria ed invenzione

PDF - 1.1 Mb
L’invito alla mostra