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VARSAVIA - CRACOVIA - DANZICA - BRESLAVIA 2000

Polonia: QUATTRO MERAVIGLIE DA CONOSCERE

Articoli tratti dalla Rivista n. 1-2-3 Anno 136 Gennaio-Febbraio-Marzo 2000
mercoledì 3 maggio 2006 di Italo Carlo Sesti da Scena Illustrata

Argomenti: Luoghi, viaggi


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di Italo Carlo Sesti

Quattro città e due mari, la Vistola e il Baltico, che sembrano quattro innamorate gelose che si guardano da lontano senza mai incontrarsi. Eppure sono un quartetto bellissimo dai mille volti che si fanno ama- re. Descriverle una ad una sarebbe facile ma non esaustivo. Insieme sono una grande ma preziosa antologia di storia, memorie e stili: dal liberty al barocco, dal Rinascimento all’evoluzione del ’900. Città, veri scrigni di tesori d’arte, sempre eleganti nel porgere al visitatore il fascino classico delle loro piazze, dei castelli ben conservati, dei suggestivi palazzi, dei luoghi dello spirito: chiese, monasteri e chiostri, che invitano alla preghiera e alla meditazione, in atmosfere da accarezzare nel silenzio delle navate.

IMMAGINI della POLONIA da Scena Illustrata n.1-2-3 del 2000 con accompagnamento musicale Chopin Opus64 N°2

La Polonia è un mondo davvero straordinario e contraddittorio. Persino i servizi dei cronisti o degli inviati che vi sono stati ne hanno scritto in maniera informale senza mai colpire nel segno. Per visitarla bene e capirla occorre del tempo perché il primo impatto si decanta per chiarirsi le idee nella luce della storia, le impressioni si compongono per dare una forma adeguata a una serie di esperienze conoscitive e a sentimenti improvvisi. Occorre innanzitutto vivere in mezzo alla gente sicura di una civiltà e di una cultura possedute all’interno del loro essere e mai ostentate, che hanno ritrovato una rinnovata stagione nazionale. Per il nostro excursus entriamo da Varsavia capitale, che durante la seconda guerra mondiale ha subito gravissime distruzioni.

VARSAVIA CAPITALE

Prima della guerra contava 1.306.850 abitanti; era una città molto ampia e grandiosa per pregi urbanistici e artistici. Già nel secolo 13’ la città era capitale del ducato di Masovia e, poi, del Voivodato di Polonia.

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Varsavia

Nei secoli posteriori diventò sede dell’elezione dei sovrani di Polonia; nel 1595 il Re Sigismondo 111 vi trasferì da Cracovia la capitale del Regno. Sotto Stanislao Augusto (1764- 95) assurse a splendore economico, artistico e sociale. Dopo il 1795 fu invasa dai Prussiani; liberata da Napoleone Buonaparte, divenne capitale del ducato di Varsavia. Nel 1815 fu riunita alla Russia e dopo, l’insurrezione del 1831, fu retrocessa a sede di governatorato. Occupata durante la 11 guerra mondiale dai tedeschi, quindi dai russi, divenne alla fine del 1919 la capitale della ricostruita Repubblica polacca. Nel settembre 1939 scoppiata la 21 guerra mondiale fu occupata nuovamente dai tedeschi, ebbe così inizio uno dei più tormentati periodi della sua storia e della sua vita, ma i suoi cittadini, valorosamente, resisterono all’oppressione degli occupanti (8/9/1939 - 17/1/1945). Degna soprattutto di ricordo è l’insurrezione di Varsavia (1/8/1944 - 2/10/1944) che costituisce uno dei più fulgidi esempi di eroismo della storia della Polonia. La resistenza contro i tedeschi, durata 63 giorni, si concluse con la distruzione quasi totale della città e la deportazione di gran parte degli abitanti. 1 lavori di ricostruzione, incominciarono, immediatamente, dopo la liberazione, e gli abitanti, nel 1945, erano ridotti a 478.755 unità. Cogliere Varsavia, dopo la ricostruzione, darne una sola immagine che fornisca con rigorosa esattezza tutti i dati relativi ad uno o più argomenti non è possibile. Essa è ritornata a vivere, a farsi amare, ad accarezzare lo sviluppo economico, senza nascondere la sua vita sincera di sempre, le sue realtà difficili, sempre elegante nel porgere al visitatore il fascino classico delle sue piazze, pietre, castelli, palazzi, chiese suggestive per culti e tradizioni, difesi da secoli con la fede che sale e mai discende, oggi come ieri, domani come oggi, per ritornare grande nel terzo millennio appena iniziato.

CRACOVIA CITTÀ del PAPA

Una tradizione tenacemente coltivata vuole far derivare il nome dal mitico eroe Krank che, sul colle Wavel, uccise il drago. Situata sulla Vistola, a 360 km. da Varsavia, Cracovia è la città più importante e più popolata della Polonia. Conta un milione di abitanti tra Galiziani, Tedeschi, Russi e Polacchi. Per le comunicazioni stradali, che dal Mar Nero conducono alla Slesia e dalle regioni balcaniche raggiungono, attraverso la Porta Morava, il Mar Baltico, è florido centro industriale e commerciale sin dal Medio Evo.

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Cracovia

Dominata dal Colle Wavel sul quale si erge maestoso il castello reale, ha, oggi, uno sviluppo moderno sulle due sponde della Vistola, arteria di alto valore antropologico, climatico ed economico. Ricca di monumenti ben conservati e costruzioni insigni, autentici tesori d’arte e di storia: il Castello reale, il Duomo, la Chiesa, antichissima, di S. Felice Adaucto sul colle Wavel; la piazza del mercato (il "Rynek"), in cui si svolge la vita commerciale della città, ne fanno veramente un complesso di documentazione d’arte, unico al mondo, che ha avuto da sempre e tuttora conserva un ruolo eccellente di cultura, per la sua Università Jagellonica di fama europea, l’accademia di scienze e di lettere, la Biblioteca, il Museo Czaztoryski, il Conservatorio di musica, tutte istituzioni di fama internazionale, che le sono valse la prestigiosa denominazione di "Città Culturale Europea" da parte del Consiglio d’Europa. Per cogliere l’anima di questa città antica che, per miracolo, non è stata distrutta dalla seconda guerra mondiale, è necessario immergersi nelle suggestioni monumentali che la città vecchia offre, negli scorci paesaggistici, le cui radici sembrano emergere dalle viscere di una terra invisibile, come se il Creatore avesse voluto metterla in comunicazione col cielo. Dalle sue meraviglie compare una speranza: che la città dell’ "atleta di Dio", Giovanni Paolo 11, possa restare in eterno quella che è stata nei secoli, una preziosa antologia di umanesimo e di stili di vita, a cui i suoi meravigliosi abitanti sono intimamente connaturati.

DANZICA SULLA COSTA DELL’AMBRA

Danzica, invece, è città simbolo della Polonia martoriata conosciuta come borgo fortificato dei duchi di Pomerania. Nel 1308 i Cavalieri Teutonici la conquistarono, radendola al suolo e massacrando gran parte della sua popolazione. Ricostruita poté iniziare un periodo di piena prosperità alleandosi alla Lega Anseatica e ad avere conflitti sempre più frequenti coi Cavalieri Teutonici che costituivano una potenza economica e militare.

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Danzica

Il successo della vittoria conquistata dai Polacchi a Grunwald (1410) e la conseguente presa della stessa roccaforte teutonica di Malbork (1454) consentirono l’annessione di Danzica alla madre Patria, ratificata nella pace di Torun’. Iniziò, da qui, per Danzica, un periodo economico rigoglioso, favorito dai privilegi accordatigli da Casimiro il Grande. Privilegi interrotti dalle guerre svedesi e dalla spartizione del territorio della Polonia (1793), in cui Danzica passò sotto la dominazione della Prussia. Il Congresso di Vienna del 1815 confermò l’annessione di Danzica e della Pomerania alla Prussia che durò 125 anni. Dopo la ricostruzione della Stato polacco (1918) fu presa in considerazione la possibilità di unire Danzica e la regione circostante alla Polonia, costituendo nel suo territorio e della Vistola una Città Libera sotto il controllo della Società delle Nazioni collegata alla Polonia per questioni doganali e di politica estera. Questa situazione, durata dal 1919 al 1939, consentì a Danzica di ritornare di nuovo importante centro commerciale ed economico. Il resto è storia recente, con l’annessione della città, al Reich, distrutta al 90% e il ritorno alla indipendenza. La ricostruzione, come si può immaginare, è stata un’opera gigantesca, dura e difficile. Ma i risultati raggiunti fanno onore al coraggio del popolo polacco. Oggi, Danzica, ha riacquistato il volto di un tempo e si presenta come un magico mondo. Una città che da sempre coniuga l’arte e la cultura, l’industria e il commercio alla normale esistenza dei suoi abitanti. t ritornata a respirare l’innata sensibilità per il bello, la cultura, l’industria e il commercio; ad essere centro scientifico per la presenza, nel suo habitat, di sei scuole superiori, tra cui il Politecnico, l’università e i vari Istituti di ricerca marittima, tre Teatri di prosa, uno di opera ed una orchestra filarmonica; assai diffusi e interessanti teatri e cabaret di giovani studenti, che non sono snobismo, esibizioni di artisti improvvisati, ma atti d’amore, attenti e circostanziati, per una Danzica irripetibile, nei suoi palazzi bellissimi che riempiono la mente di pensieri europei e di esperienze tragiche troppo a lungo sottovalutate se non taciute, che, nelle serate d’inverno, quando fuori nevica, diventano salotti familiari.

BRATISLAVIA COME UN ROMANZO

Sul fiume Oder, circa 630.000 abitanti, città commerciale di prim’ordine, Breslavia, nell’alta Slesia, fondata - pare- da Wratislav, duca di Boemia, nel secolo 10’ e ducato indipendente, acquistata nel 1327 da Giovanni di Boemia, subì le conseguenze delle guerre religiose. Fu assediata nel 1474 con all’interno il Re d’Ungheria, Corvino. Passata poi a Casa d’Austria nel 1526 fu occupata da Federico il Grande con un colpo di mano il 10/8/1741. Nel 1742 vi si conchiuse tra Prussia ed Austria il trattato che pose fine alla guerra di Svezia.

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Bratislavia

Nel 1813 fu centro d’insurrezione prussiana contro i Francesi. Nel gennaio 1945 oppose un’eroica resistenza all’avanzata russa, subendo ingenti danni. Deve la sua notorietà, oltre che alla vicinanza dei territori slavi, di fronte a cui si venne costituendo ad ultimo baluardo della civiltà occidentale; alla biblioteca universitaria, nella quale sono custoditi più di mezzo milione di volumi, oltre 3000 incunaboli ed alcune migliaia di manoscritti; all’Università (1728-1740) che ebbe illustri insegnanti tra cui il Mommsen, storico, filosofo e archeologo; alle varie Chiese e Musei d’antichità, d’arte industriale e di belle arti; alla vicinanza delle miniere di carbone, alla fabbricazione di macchine per la raffinazione degli zuccheri e dell’alcool; ai mobilifici; alle cartiere; all’ampia rete ferroviaria e agli ottimi servizi di navigazione fluviale sull’Oder. Per concludere, Breslavia offre emozioni per tutti i gusti. Per queste ragioni nel presentare questo "Speciale Varsavia-Cracovia-Danzica-Bresiavia" abbiamo scelto una specie di itinerario interiore. Non vuole essere una guida e nemmeno avere la pretesa della completezza, ma solo uno schietto tributo alla stupenda terra di Polonia, descritto con animo sognante, per un ritorno alla sua passata grandezza in questo 2000 giubilare, e raccontato con amore per -tentare di fissarne alcuni aspetti non fuggevoli ed evanescenti delle quattro località descritte, per dare il senso di una storia amara e di una pace duratura a lungo invocata. Allo scopo di invitare i lettori a trovare il tempo e il modo di scoprire le sue superbe montagne, le sue valli incantate, lo scenario delle sue tradizioni-spettacolo, la sua musica, le sue danze, ma soprattutto la sua cultura e il volto di Dio.

LA POLONIA È TUTTA UN PROGRAMMA

Non solo la storia, la cultura e il turismo costituiscono, oggi, per la Polonia, un business interessante alla mutuata situazione politica. Essa è tutta un programma che prevede lo sviluppo delle sue stazioni termali, finora, poco pubblicizzare e, quindi, poco conosciute. Wieliczka, per esempio, è una località termale, a 14 km a sud est di Cracovia, unica nel suo genere in tutta l’Europa per le malattie del sistema respiratorio: asma bronchiale e asma con enfisema polmonare. La cura avviene in vasche scavate nel sale, che si trovano ad una profondità di 211 m nella storica miniera di sale iscritta dall’UNESCO nell’albo del Patrimonio Mondiale. Altri stabilimenti termali per le cure dell’apparato motorio e reumatiche si trovano a Goczalkowice-Zdrój; a Muszyma per l’apparato respiratorio e digerente, a Rymanów; a Zlockie e a Zyestów-Zdrój. Dei luoghi dello spirito, oltre Czestochowa, che si è posto ormai all’attenzione del mondo cristiano, restano da far conoscere fuori dai confini della Polonia la splendida cattedrale di San Venceslao e di San Stanislao patrono della Polonia a Cracovia; la chiesa della Madonna degli Angeli in stile primo Barocco di Kalwaria Zebrzydowska a 40 km a ovest di Cracovia; il santuario di Piekary sulla fascia settentrionale del Bacino minerario dell’Alta Slesia; il convento francescano e la chiesa di S. Anna di Góra Swietej Anny, fra Gliwice e Opole; la chiesa neogotica di SS. Pietro e Paolo e della Natività della Santissima Vergine, di Gietrzwald sulla strada Olsztyn- Ostróda nella Warmia; la Basilica di Wambierszyce, uno dei più interessanti monumenti dell’intera regione, ai piedi delle montagne Stolowe; la Basilica e il monastero dei Padri Bernardini di Lezajsk, nei pressi di Prszemygl, ove si può ascoltare un concerto di musica eseguita a un magnifico organo seicentesco,-, la collegiata, una bellissima chiesa basilicale a tre navate e con due torri, eretta nel 1652, di Lowicz, oggi cattedrale; la basilica di Sant’Edvige nella pittoresca vallata della cittadina di Trzebnica; il Santuario Niepokalanów, uno dei più recenti, a 42 km da Varsavia; l’unico monastero ortodosso femminile della Capitale in cima alla Montagna dei Penitenti; il monastero ortodosso maschile di Jableczna, una cittadina sulla strada di Kodefi e Slawatycze e le più vecchie moschee di Kruszyniany, nella parte orientale del voivodato di Bialystok. Per gli appassionati della musica la Polonia, oltre al Concorso Internazionale di Piano Federico Chopin, offre una ricca stagione di concerti minori di grande rilevanza storica e festival di vario genere; manifestazioni del suo più variopinto folclore e Musei con collezioni straordinarie di arti plastiche del XIX secolo. Da non trascurare le montagne, le più interessanti sono i Carpazi e i Sudeti, e le foreste, soprattutto il Parco Nazionale di Bialowieza, nel quale vivono 550 esemplari di bisonti che raggiungono il peso di una tonnellata e una altezza dorsale di 2 metri.

Italo Carlo Sesti