a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-13 by
LDVRoma
Ultimo aggiornamento
1 giugno 2013
e
18 giugno 2013
Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
UN FILM DI
ALEKSEI FEDORCHENKO
CON : IGOR SERGEEV ° YURIJ TSURILO ° YULIYA AUG ° VIKTOR SUKHORUKOV
SOLTANTO L’AMORE NON HA FINE…
QUANDO LA TENEREZZA SI TRASFORMA IN NOSTALGIA, CON UN OMAGGIO ALLA DONNA, ALL’AMORE. SULLE TRACCE DEL PASSATO…
SILENT SOULS DI ALEKSEI FEDORCHENKO DALLA MOSTRA DEL CINEMA (DOVE HA VINTO IL PREMIO DELLA CRITICA INTERNAZIONALE E QUELLO PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA) ARRIVA NELLE SALE ITALIANE. DAL 25 MAGGIO, DISTRIBUITO DA MICROCINEMA.
Alla morte dell’adorata moglie Tanya, Miron chiede al suo migliore amico, Aist, di aiutarlo a dirle addio secondo i rituali della cultura Merja, un’antica tribù ugro-finnica del lago Nero, pittoresca regione della Russia centro-occidentale. Nonostante i Merja siano un popolo assimilato dai russi nel XVII secolo, i loro miti e le loro tradizioni vivono nella vita moderna dei loro discendenti. I due uomini intraprendono così un viaggio di migliaia di chilometri attraverso terre sconfinate. Assieme a loro, due piccoli uccelli in gabbia. Lungo la strada, come prescritto dalle usanze Merja, Miron condivide i ricordi più intimi della sua vita coniugale. Ma una volta arrivati sulle rive del lago sacro, dove essi prenderanno per sempre congedo dal corpo della donna che verrà cremato, Miron capisce che non era il solo ad amare Tanya...
Forse è la nostalgia, o forse la necessità, che ci spingono a ricreare un insieme di miti e leggende nei quali credere. Forse quello di cui abbiamo bisogno è l’atto dello sforzo creativo, il fatto di sapere di essere ancora in grado di inventare storie. O forse l’intima urgenza di ricreare un immaginario collettivo in grado di rassicurarci del fatto che abbiamo ancora delle appartenenze culturali dalle quali discendiamo. In ogni caso, Aleksei Fedorchenko e la sua troupe mettono in scena un immaginario mitologico creato ex novo a posteriori nel quale reinserire i loro personaggi, la loro cultura e le loro origini.
E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .
L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.
La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,
Ing. Matilde Orsini - "Regina"
Presidente NautArtis
Associazione Culturale Gubbio
Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.
Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
Fabio Campetella.
CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.
La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.
Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.
Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
E, dato il successo del film, direi che non è poco!