a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-13 by
LDVRoma
Ultimo aggiornamento
23 maggio 2013
e
23 maggio 2013
Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
con, in ordine alfabetico:
Maria Bighinati, Marcello Mancusi, Piero Nicosia, Chiara Ricci Regia: Giancarlo Moretti
Dopo il successo ottenuto nella passata stagione, torna in scena dal 22 al 27 maggio al Teatro Agorà, lo spettacolo scritto e diretto da Giancarlo Moretti, “Dove sei”. Protagonisti: Maria Bighinati, Marcello Mancusi, Piero Nicosia, Chiara Ricci.
Nel salotto di un appartamento abbandonato s’incontrano, tra sogno e realtà quotidiana, le vite di quattro personaggi: un vecchio, un uomo, una donna ed una ragazza. In bilico tra pietà e cinica violenza, le loro storie s’intrecciano mentre ognuno è alla ricerca di qualcosa che possa dare un senso alla propria esistenza: rispetto, denaro, amore, morte.
“Dove sei” affronta il tema dei rapporti di forza tra le persone, il cui destino è segnato dal loro incrociarsi mentre inseguono tra passato e presente, le loro speranze, le loro paure. I personaggi di “Dove sei” non hanno nome, non ne hanno bisogno in quanto sono simboli dell’esistenza umana. L’osservazione spietata della realtà, di cui è intriso il testo, non ha un intento descrittivo ma metaforico, nell’ottica di un teatro che non intende spiegare ma emozionare attraverso l’illusione della quarta parete.
Il lavoro di Giancarlo Moretti come autore nel genere drammatico è frutto di un percorso come attore e regista che lo ha portato a confrontarsi con autori quali Pirandello, Ibsen, Schnitzler, Durrenmatt, T.Williams, Rhomer e Pinter. Il suo progetto è per la realizzazione di un teatro di emozioni, di stati d’animo in cui la storia non è narrazione e i personaggi non sono attori. Non si spiega, non si illustra non c’è una finalità didattica o morale; la parola si alterna ai silenzi, e lo spazio è fatto di cose e vuoti. Un teatro della quotidianità in cui, nella forza della metafora, ognuno può riconoscere qualcosa di sé. E’ il teatro come esperienza.
Nell’attuale stagione l’autore ha presentato al teatro dell’Orologio in Roma il suo ultimo lavoro, da lui stesso diretto, “Un giorno qualsiasi”, spettacolo che ha visto il tutto esaurito ogni sera, riscontrando un ottimo riscontro di pubblico e critica.
E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .
L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.
La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,
Ing. Matilde Orsini - "Regina"
Presidente NautArtis
Associazione Culturale Gubbio
Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.
Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
Fabio Campetella.
CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.
La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.
Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.
Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
E, dato il successo del film, direi che non è poco!