a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
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LDVRoma
Ultimo aggiornamento
10 maggio 2013
e
22 maggio 2013
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Dopo tanti anni, il mistero sui veri mandanti ed esecutori della strage di Piazza Fontana a Milano permane e fa discutere ancora la pubblica opinione.
Il regista Marco Tullio Giordana ci ripropone in “Romanzo di una strage” la tragedia del 12 dicembre 1969 quando una o più bombe distrussero la vita di 14 persone (poi salite a 17) e il ferimento di altre 88, fatto che sconvolse il nostro Paese come un cataclisma. Si trattava di un eccidio gravissimo che scatenò la paura, il sospetto e la caccia all’uomo in un momento in cui l’Italia attraversava una stagione di attentati, bombe, scontri e violenze.
In un clima siffatto, la contestazione studentesca e le agitazioni operaie presero vigore spinte dal desiderio di novità, di voglia di cambiamento, di modernità e di giustizia sociale.
La strage di Piazza Fontana coinvolse il mondo anarchico milanese e romano, la destra estrema e la sinistra, nonché forze oscure collegate ai servizi segreti.
Purtroppo la verità non venne mai a galla e chi cercò di indagare per portare alla luce i veri colpevoli, fu barbaramente ucciso.
Molto scalpore produsse il “suicidio” dell’anarchico Giuseppe Pinelli che precipitò dalla finestra della stanza del Commissario Calabresi, dopo un interminabile interrogatorio di tre giorni e che fu “la vittima sacrificale” in quanto ritenuto diretto responsabile degli eventi di Piazza Fontana.
Al momento della morte del Pinelli, Calabresi non era nel suo ufficio e non credendo all’ipotesi del suicidio, si diede da fare per trovare i veri colpevoli della strage e di tutte le sue conseguenze. A Treviso, nel frattempo, i giudici Calogero e Stiz, grazie alle rivelazioni di Guido Lorenzon, scoprirono una galassia di giovani neonazisti pronti a tutto, spesso coperti dai servizi segreti, tra cui Giovanni Ventura e Franco Freda che furono arrestati assieme ad altri complici. Purtroppo Calabresi, sempre più coinvolto nella ricerca dei veri colpevoli, morirà vittima di un crudele attentato alla sua persona.
Questi episodi sono descritti magistralmente nel film di Giordana e non manca tra i personaggi, la presenza di noti politici storici come Aldo Moro e Giuseppe Saragat che, all’epoca, intervennero con la loro autorità per cercare di sbrogliare l’intricata matassa, senza per altro ottenere il dovuto successo.
“Romanzo di una strage” si avvale di interpreti eccezionali: dal bravissimo Pierfrancesco Savino(Pinelli) a Valerio Mastrandrea( il commissario Calabresi) a Laura Chiatti ( Gemma Calabresi) a Luigi lo Cascio (Giudice Paolillo) a Giorgio Tirabassi (Il professore), solo per citarne alcuni: un cast che risponde in pieno fisicamente e artisticamente ai difficili ruoli affrontati.
Si tratta, insomma, di uno spettacolo reale ed intenso che ci riporta indietro nel tempo ad una stagione turbolenta e piena di contraddizioni in cui la violenza e una diffusa sete di giustizia dominavano il contesto esistenziale del nostro Paese; il che dovrebbe servire da monito a chi si trova ad affrontare i problemi di oggi.
E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .
L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.
La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,
Ing. Matilde Orsini - "Regina"
Presidente NautArtis
Associazione Culturale Gubbio
Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.
Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
Fabio Campetella.
CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.
La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.
Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.
Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
E, dato il successo del film, direi che non è poco!