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Rubrica: SPETTACOLI E COSTUME


TURANDOT ALLO SFERISTERIO OPERA FESTIVAL

martedì 8 agosto 2017

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- Anche la terza replica di Turandot ha registrato il tutto esaurito all’Arena Sferisrerio del MOF, dimostrando di essere l’Opera maggiormente seguita dal pubblico, con la novità che il soprano Iréne Theorin è stata sostituita dal soprano France Dariz, nel ruolo di Turandot, a causa di un infortunio fisico. Il progetto creativo dell’edizione messa in scena da Stefano Ricci e Gianni Forte, per la regia dello stesso Ricci, non ha mancato di dividere le opinioni del pubblico in sala in due fazioni: i melomani da una parte e gli altri spettatori dall’altra.

La vicenda è stata traslata agli anni sessanta del secolo scorso, in un allestimento minimale, con costumi dell’epoca, rinunciando al tradizionale e sfarzoso allestimento della corte imperiale di Altoun.

L’inizio dello spettacolo è preceduto da rumorosi “crack” causati dalle spaccature della banchina polare: un gigantesco orso bianco, immacolato nel suo candore e montato su rotelle, fa bella mostra di sé all’interno di un capiente contenitore trasparente e di forma parallelepidica, posizionato accanto ad altri due, dove entrano ed escono guardie di nero vestite ed altri personaggi; un contenitore è pieno zeppo di piante tutte uguali e non si sa bene cosa voglia rappresentare, che sia “erba”? Nel complesso è un modo come un altro di rappresentare la freddezza del cuore di Turandot.

Forse sarebbe stato auspicabile accompagnare i biglietti d’ingresso con alcune note di regia, che avrebbero aiutato il pubblico a capire meglio la messinscena, a tutto vantaggio dello spettacolo anche per quanto riguarda le bolle di sapone ed i topi neri con la testa rossa utilizzati nel prosieguo dell’Opera.

Altra sorpresa, in verità abbastanza strana, è la fucilazione dei ragazzi che cantano “Là sui monti dell’est la cicogna cantò …….” ed il loro accurato stipaggio in un contenitore da parte delle guardie, in parte mitigato dalla loro miracolosa resurrezione nel finale del terzo atto. Mentre la sventurata Liù, assassinata con un colpo di pistola dalla perfida Turandot, non ha avuto pari fortuna.

Nel complesso l’Opera di Giacomo Puccini, per la parte musico orchestrale e canora, è stata gradita dal pubblico, che ha espresso il suo compiacimento con applausi a scena aperta e nel finale mentre Turandot e Calaf, mano nella mano, abbandonano la corte imperiale correndo a perdifiato verso il loro sogno d’amore.

Apprezzate le interpretazioni di Davinia Rodriguez – Turandot, Rudy Park – Calaf, Alessandro Spina – Timur, Andrea Porta – Ping, Gregory Bonfatti - Pang, Marcello Nardis – Pong, Stefano Pisani – Altoum, ben diretti dal Maestro Pier Giorgio Morandi. La Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” ed i bravissimi componenti del coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti” hanno ben figurato con il loro alto profilo artistico.

Prossime repliche, con inizio ore 21.00:
Shi (si faccia) – 9 agosto
Aida – 11 e 14 agosto
Madama Butterfly – 12 agosto
Turandot – 13 agosto

Informazioni e prenotazioni: boxoffice@sferisterio.it www.sferisterio.it
Biglietteria dei Teatri: Piazza Mazzini 10 – 62100 Macerata – Tel (+39)0733. 230735 – FAX (+39)0733.261570



 



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