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1 ottobre 2017   e  
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Rubrica: SPETTACOLO E COSTUME


TURANDOT ALLO SFERISTERIO OPERA FESTIVAL

martedì 8 agosto 2017 di Renzo Caldarelli

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- Anche la terza replica di Turandot ha registrato il tutto esaurito all’Arena Sferisrerio del MOF, dimostrando di essere l’Opera maggiormente seguita dal pubblico, con la novità che il soprano Iréne Theorin è stata sostituita dal soprano France Dariz, nel ruolo di Turandot, a causa di un infortunio fisico. Il progetto creativo dell’edizione messa in scena da Stefano Ricci e Gianni Forte, per la regia dello stesso Ricci, non ha mancato di dividere le opinioni del pubblico in sala in due fazioni: i melomani da una parte e gli altri spettatori dall’altra.

La vicenda è stata traslata agli anni sessanta del secolo scorso, in un allestimento minimale, con costumi dell’epoca, rinunciando al tradizionale e sfarzoso allestimento della corte imperiale di Altoun.

L’inizio dello spettacolo è preceduto da rumorosi “crack” causati dalle spaccature della banchina polare: un gigantesco orso bianco, immacolato nel suo candore e montato su rotelle, fa bella mostra di sé all’interno di un capiente contenitore trasparente e di forma parallelepidica, posizionato accanto ad altri due, dove entrano ed escono guardie di nero vestite ed altri personaggi; un contenitore è pieno zeppo di piante tutte uguali e non si sa bene cosa voglia rappresentare, che sia “erba”? Nel complesso è un modo come un altro di rappresentare la freddezza del cuore di Turandot.

Forse sarebbe stato auspicabile accompagnare i biglietti d’ingresso con alcune note di regia, che avrebbero aiutato il pubblico a capire meglio la messinscena, a tutto vantaggio dello spettacolo anche per quanto riguarda le bolle di sapone ed i topi neri con la testa rossa utilizzati nel prosieguo dell’Opera.

Altra sorpresa, in verità abbastanza strana, è la fucilazione dei ragazzi che cantano “Là sui monti dell’est la cicogna cantò …….” ed il loro accurato stipaggio in un contenitore da parte delle guardie, in parte mitigato dalla loro miracolosa resurrezione nel finale del terzo atto. Mentre la sventurata Liù, assassinata con un colpo di pistola dalla perfida Turandot, non ha avuto pari fortuna.

Nel complesso l’Opera di Giacomo Puccini, per la parte musico orchestrale e canora, è stata gradita dal pubblico, che ha espresso il suo compiacimento con applausi a scena aperta e nel finale mentre Turandot e Calaf, mano nella mano, abbandonano la corte imperiale correndo a perdifiato verso il loro sogno d’amore.

Apprezzate le interpretazioni di Davinia Rodriguez – Turandot, Rudy Park – Calaf, Alessandro Spina – Timur, Andrea Porta – Ping, Gregory Bonfatti - Pang, Marcello Nardis – Pong, Stefano Pisani – Altoum, ben diretti dal Maestro Pier Giorgio Morandi. La Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” ed i bravissimi componenti del coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti” hanno ben figurato con il loro alto profilo artistico.

Prossime repliche, con inizio ore 21.00:
Shi (si faccia) – 9 agosto
Aida – 11 e 14 agosto
Madama Butterfly – 12 agosto
Turandot – 13 agosto

Informazioni e prenotazioni: boxoffice@sferisterio.it www.sferisterio.it
Biglietteria dei Teatri: Piazza Mazzini 10 – 62100 Macerata – Tel (+39)0733. 230735 – FAX (+39)0733.261570



 



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    17 gennaio 2013, di matilde orsini

    Gentile Artista Melita Gianandrea,

    E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .

    L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
    La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.

    La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,

    Ing. Matilde Orsini - "Regina"
    Presidente NautArtis
    Associazione Culturale Gubbio
    Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.

  • "IL MARITO DI MIO FIGLIO" AL TEATRO DELLA SOCIETà FILARMONICO DRAMMATICA di MACERATA
    30 aprile 2011, di CFD Macerata

    Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
    E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
    Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
    Fabio Campetella.

  • GRANDE SUCCESSO DI "Che bella giornata"
    22 gennaio 2011, di Luciano De Vita

    CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
    Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
    L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.

    La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.

    Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.

    • GRANDE SUCCESSO DI "Che bella giornata"
      10 febbraio 2011, di Silvana Carletti

      Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
      E, dato il successo del film, direi che non è poco!

  • Un grave lutto per la nostra redazione.
    24 giugno 2009, di antonella

    In morte di Zio Arturo

    ......................

    "La morte ci ha da trovar vivi"

    e Tu carissimo Zio

    con la Tua immane cultura,

    la Tua umanità,

    i valori che esprimevi,

    quando, prodigo,

    non lesinavi consigli ed incoraggiamenti

    a tutti noi,

    Eri vivo.

    Oggi che non sei più

    il Tuo ricordo sarà per noi lo sprone

    a fare sempre meglio, perchè

    "Le urne dei forti gli animi accendono".

    Tu resterai per noi l’eterno faro.

    ......................

    Antonella, Alessandro e Francesca Iovino