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IL COMPLESSO MONUMENTALE DI REGINA COELI A NAPOLI

Un’altra perla nascosta e poco conosciuta della nostra città
domenica 1 aprile 2018 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Monumenti


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Il meraviglioso complesso di Santa Maria Regina Coeli, situato nel centro storico, accanto all’ospedale degli Incurabili, include la chiesa del tardo XVI secolo, con facciata rinascimentale e interno di sfavillante barocco, l’antico convento delle suore lateranensi, il bellissimo chiostro dove un tempo si coltivavano erbe medicinali.

Senza dubbio tra i luoghi di Napoli più nascosti e incantevoli, pieni di pace e bellezza artistica, il suddetto complesso monumentale non è sempre inserito nei percorsi turistici più tradizionali, un’altra perla poco conosciuta della nostra città che meriterebbe più attenzione per la sua pregevole architettura, nonché per le numerose opere d’arte, tra le quali si annoverano i dipinti di Luca Giordano, Pietro Bardellino, Massimo Stanzione e Antonio De Dominici, noti artisti della scuola napoletana.

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Chiostro (3)
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Chiostro (2)
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Chiostro (1)

In un rapido excursus cercheremo di fornire notizie sulla storia di Regina Coeli attraverso i secoli, storia che inizia quando alcune monache lateranensi, persa la loro sede a causa di un terremoto, nel 1561 si insediarono nel Palazzo Montalto, presso il monastero di San Gaudioso, trasformato poi in un nuovo convento dedicato a Maria, Regina Coeli.

Secondo alcuni il progetto fu affidato a Giovanni Vincenzo Della Monica, secondo altri a Giovanni Francesco di Palma. La costruzione della chiesa comunque fu conclusa nel 1594 sotto la supervisione di Luciano Quaranta: bellissima la facciata cinquecentesca che si erge su una doppia rampa di scale con pronao sorretto da pilastri e arcate.

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Annunciazione -Massimo Stanzione
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S. Agostino converte l’eretico - Luca Giordano

A destra del sagrato, sopra via Pisanelli, si erge il campanile merlato ottagonale, costruito sul cavalcavia che univa la chiesa ad un fabbricato acquistato nel 1720.

L’interno colpisce per il ricco rivestimento di marmi policromi ed è composto da una sola navata con cinque cappelle sul lato sinistro e quattro sul lato destro. La volta della navata è caratterizzata da un meraviglioso soffitto a cassettoni, ricco di intarsi e dorature, realizzato su disegno di Pietro De Marino nel XVII secolo e ornato da tre tele di Massimo Stanzione.

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Refettorio

Nel 1778, inoltre, l’architetto Ignazio Di Nardo progettò e fece eseguire il rivestimento in stucchi e marmi dei piperni della chiesa.

Degni di menzione il refettorio, affrescato da Michele Ragolia, e il Chiostro al quale nel 1682 lavorò Francesco Antonio Picchiatti, mentre risale al XVI sec. la fontana-pozzo in marmo, situata al centro del chiostro e circondata da quattro obelischi piramidali e sfere di marmo.

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Santa Giovanna Antida Thouret

Nel 1812 le suore lateranensi furono trasferite presso il monastero di Gesù e Maria e nel convento arrivarono le Suore della Carità di Suor Giovanna Antida Thouret, una delle figure femminili che hanno avuto un ruolo di rilievo nella vita sociale e culturale di Napoli.

Donna intelligente ed umana, Giovanna Antida giunse a Napoli sotto la protezione di Letizia Bonaparte, madre di Napoleone, e istituì proprio nel Complesso di Santa Maria Regina Coeli l’Ordine religioso delle Suore della Carità con l’obiettivo di educare ed istruire le ragazze bisognose.

A Santa Giovanna Antida si deve anche l’antica Farmacia nella quale si possono ammirare mobili e macchinari dell’Ottocento.

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L’antica Farmacia

Concludendo, siamo grati a Medea Art,(http://www.medeart.eu/en/) , ad Amici dei Musei (http://www.amicideimuseinapoli.it/) ed ad altre lodevoli associazioni culturali che fanno conoscere a turisti italiani e stranieri, nonché agli stessi napoletani, monumenti spesso poco conosciuti che meriterebbero maggiore visibilità, sia a livello nazionale che internazionale.

Ecco un interessante video su Regina Coeli:

https://www.youtube.com/watch?v=A8V8DQgTPw0