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LA METROPOLITANA D’ARTE DI NAPOLI

“Metro d’arte” più osannata all’estero che in patria
mercoledì 1 aprile 2015 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Turismo


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Ho più volte messo in rilievo che Napoli viene ricordata solo per i suoi aspetti negativi, mai per quelli positivi. Di certo non sono nel numero di quei napoletani da me considerati tra i peggiori detrattori della nostra città, in distruttiva combutta con persone superficiali e mass media che, con la ben nota tecnica mediatica di “sbatti il mostro in prima pagina”, distolgono l’attenzione dalle “vere cause” del disagio campano mentre se ne evidenziano solo gli effetti.

Dopo questo doveroso preambolo, passo a illustrare la Metropolitana di Napoli, altra positiva realtà di una “città invisibile” costantemente ignorata in Italia, mentre numerosi sono stati i riconoscimenti all’estero, tra i quali ricordiamo quelli del “Daily Telegraph” che ha definito la Stazione di Toledo come “the most impressive underground station in Europe”, della CNN che l’ha elogiata nel febbraio 2014, mentre la Stazione Materdei si guadagnava il 14° posto nelle valutazioni internazionali.

Gli ampi e luminosi spazi delle stazioni della LINEA 1 e LINEA 6 sono davvero un modello di alta tecnologia e modernità in cui tuttavia si coniugano felicemente elementi artistici del presente e del passato: alle opere di numerosi artisti contemporanei, si affiancano prestigiosi reperti archeologici scoperti durante gli scavi per la costruzione delle linee sotterranee.

Nel 1995 durante la costruzione del tratto Vanvitelli-Museo, nacque il progetto “Stazioni dell’Arte” affidato ad architetti e artisti di fama mondiale, come Gae Aulenti, Oliviero Toscani, Alessandro Mendini, Sandro Chia, Ettore Spalletti, Salvatore e Mimmo Palladino, Alan Fletcher, Dominique Perrault, Mario Sironi, Karim Rashid, Óscar Tusquets Blanca, William Kentridge, Luigi Ontani, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Francesco Clemente e molti altri. Gli obiettivi: divulgare l’arte contemporanea e riqualificare aree urbane a rischio degrado.

Sono 9 per il momento le Stazioni dell’Arte, alle quali si aggiungeranno presto quelle risultate più problematiche, sia per il massiccio ritrovamento di reperti archeologici (come navi romane a Piazza Municipio e Gymnasium di epoca augustea nella zona Duomo), sia per gli eterni problemi della città che più volte hanno causato l’interruzione dei lavori del Metrò, iniziati nel lontano 1976.

Per ora dunque le Stazioni dell’Arte sono le seguenti: Toledo, Università, Salvator Rosa, Materdei, Dante, Museo, Vanvitelli, Quattro Giornate, Rione Alto. Poiché sarebbe difficile illustrarle tutte e parlarne con dovizia di dettagli, ci soffermeremo soltanto sulla stazione di Toledo, ritenuta “the most impressive” anche dal Daily Telegraph, pregando i lettori di consultare il sito riportato alla fine dell’articolo per le altre stazioni e guardare alcune immagini qui incluse.

Costruita su progetto dell’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca, la stazione è suddivisa in due piani con caratteristiche diverse: l’atrio e la parte più alta sono di colore ocra come la pietra tufacea tipicamente napoletana, la parte più bassa è ricca di mosaici con i colori del mare. In superficie lucernari rivestiti di piastrelle blu e ocra, coperture di scale mobili, pensiline e una statua equestre lungo via Diaz, segnalano la presenza della stazione che collega via Toledo con Rione Carità e i Quartieri Spagnoli, mentre attraverso un sottopasso una seconda uscita conduce a Largo Montecalvario.

Scendendo verso il primo piano si ammirano da un lato antiche mura aragonesi, dall’altro l’enorme mosaico di William Kentridge su scene di vita napoletana, mentre più in basso in corrispondenza della prima scala mobile ci s’imbatte nel secondo mosaico di Kentridge sulla Repubblica Napoletana del 1799.

Si giunge poi alla parte più suggestiva con le prime rampe delle scale mobili, quando ci si immerge nella “Galleria del Mare” di Oscar Tusquets e Robert Wilson dove pareti e soffitti mosaicati con colori e motivi marini, esaltati da giochi di luce, ci conducono ad uno stupefacente pozzo-lucernario, il “Crater de Luz”, attorniato da maestosi pilastri e zampillanti fontane.

L’ultima rampa di scale mobili infine fornisce l’accesso alle banchine attraverso un lungo corridoio rivestito di pannelli lenticolari retroilluminati con immagini del mare increspato dalle onde (rassicuranti benché si viaggi a grande profondità sotto il livello marino).

Molti hanno criticato la costruzione di una metropolitana così costosa in una città con tanti problemi da risolvere. Anche la sottoscritta all’inizio aveva avanzato qualche dubbio, ma dopo averla visitata ha cambiato idea e ora si augura soltanto che essa venga preservata nel tempo, sottratta a degrado e incuria che di solito danneggiano immensi patrimoni artistici antichi e moderni in Italia, in particolare al Sud.

Spesso si sente dire che il “vero petrolio italiano” potrebbe essere il turismo, se incrementato e potenziato sfruttando e valorizzando il nostro patrimonio artistico-culturale e paesaggistico. Sarebbe ora di scuoterci e rimboccarci le maniche invece di farci depredare da corruzione e criminalità.

Cittadini italiani e turisti stranieri possono visitare le Stazioni dell’Arte, partecipando a visite guidate gratuite organizzate da “Metro Art Tour” tutti i martedì, alle ore 10.30: l’appuntamento è presso la stazione Toledo, Linea 1 (ingresso Tornelli).

Maggiori dettagli sulle Stazioni si possono trovare su questi siti da cui sono state tratte molte foto qui presentate:

http://www.danpiz.net/napoli/trasporti/MetroArte-Frames.htm

http://piera.blogdiviaggio.it/2015/01/19/napoli-9-metro-cielo/