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Rubrica: EVENTI


Tiziano alle Scuderie del Quirinale (Roma)

Una mostra da non perdere
mercoledì 6 marzo 2013 di Nica Fiori

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Tiziano Vecellio (1490-1576), uno dei sommi maestri della pittura, tanto da essere universalmente noto come pochi altri con il solo nome di battesimo, è protagonista indiscusso del Cinquecento veneziano, e al tempo stesso europeo, attraverso due terzi di un secolo (dal secondo all’ottavo decennio), passando dal classicismo monumentale degli esordi ai brillanti contrasti cromatici della piena maturità artistica, fino alle opere degli ultimi anni, dove dominano i colori scuri e il non finito.

La mostra monografica, che gli viene dedicata nelle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 16 giugno 2013, conclude idealmente l’ampio progetto di rilettura della pittura veneziana, che era stato inaugurato nella stessa sede diversi anni fa con Antonello da Messina, per proseguire con Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto e Tintoretto.

Ma come costruire una mostra su un “mostro” sacro come Tiziano? È ciò che si è chiesto il curatore Giovanni C. F. Villa, che ha giustamente optato per la scelta di una quarantina di capolavori di sicura attribuzione, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed europei, che ne raccontano la sfolgorante carriera in una sequenza mozzafiato (pur con alcune carenze legate all’inamovibilità di certe opere), che permette il riconoscimento di una personalità forte, non sempre di facile ricostruzione. Si tratta di un artista che seppe portare a vertici d’insuperata bellezza il tradizionale amore della pittura veneziana per il colore sontuoso, raggiungendo in vita un successo incontrastato, tanto da divenire pittore della prima corte imperiale presso Carlo V e Filippo II di Spagna. Un pittore il cui codice espressivo è alla base della pittura moderna (da Velasquez a Rubens agli impressionisti) e che, secondo il contemporaneo Ludovico Dolce, era in grado di accordare “la grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della natura”.

L’opera che introduce all’esposizione, accanto a uno dei suoi autoritratti, è il Martirio di San Lorenzo, della chiesa veneziana dei Gesuiti, che solo pochi anni fa versava in cattive condizioni e che ora, dopo un accurato restauro promosso da Vittorio Sgarbi, ci mostra la tragica e al tempo stesso teatrale impostazione del vecchio Tiziano, in un cupo notturno illuminato dalle fiaccole e dai carboni ardenti del rogo del santo.

Solo dopo questo drammatico approccio, possiamo accostarci ai luminosi colori degli anni giovanili, al tempo del suo sodalizio con Giorgione, e quindi al classicismo raffaellesco evocato dalla pala dei Musei Vaticani, raffigurante l’Apparizione della Madonna col Bambino a Santa Caterina d’Alessandria e altri santi, e dalla pala Gozzi proveniente da Ancona, per passare ai capolavori della maturità come l’Annunciazione della chiesa di San Salvador a Venezia, dove già si avverte la nascita del “non finito”, tanto che egli sente l’esigenza, con la scritta “Titianus fecit”, di ribadire che l’opera è terminata. Questa Annunciazione può essere confrontata con quella, pure veneziana, della Scuola Grande di San Rocco. Un altro interessante confronto si può fare tra la Crocifissione della chiesa dei domenicani di Ancona, quella dell’Escorial di Madrid (più nuda ed essenziale) e il frammento di Crocifissione con il Buon Ladrone conservato a Bologna, che permettono di percepire le differenze d’impostazione nell’ambito dello stesso soggetto iconografico.

Al secondo piano troviamo i memorabili ritratti, con i quali Tiziano si impose all’attenzione dei potenti. Palpitanti di vitalità, mirano a evidenziare l’interiorità dei personaggi attraverso una precisa caratterizzazione psicologica, a partire dal ritratto di Paolo III senza camauro, proveniente dal museo di Capodimonte. Stanco e curvo per l’età avanzata, il papa della Controriforma appare col capo scoperto, eppure ancora partecipe dei giochi di potere, con quelle mani rapaci bene in vista. E poi è tutto un susseguirsi di personaggi più o meno celebri, come Giulio Romano, Francesco Maria Della Rovere duca di Urbino, il doge Francesco Venier, Carlo V con il cane, Ranuccio Farnese, il Giovane col guanto del Louvre, i musici del Concerto interrotto.

Tra i ritratti femminili spicca La Bella, dalla Galleria Palatina di Firenze, raffigurata con un sontuoso vestito di broccato azzurro e un’espressione carica di sottile malia. Decisamente sensuale e invitante è la Danae, dal museo di Capodimonte, che accoglie nel suo grembo Giove sotto forma di pioggia d’oro, mentre la Maddalena (Galleria Palatina di Firenze), toccata dal pentimento, cerca di coprire la sua opulenta nudità con i biondi capelli fluenti. Flora (dagli Uffizi) e Salomè (o Giuditta) della Galleria Doria Pamphilj sono altre figure indimenticabili, vere e proprie icone di bellezza muliebre.

Dalla Galleria Borghese proviene Venere che benda Amore, un altro affascinante soggetto mitologico concepito forse come dipinto nuziale, per via della presenza di alcune figure allegoriche che fanno pensare alla Castità e all’amore coniugale. Dalla National Gallery di Londra proviene l’Allegoria del Tempo governato dalla Prudenza, ovvero tre ritratti di uomo di differente età sopra una triade di teste bestiali.

La mostra si chiude con un intenso Autoritratto proveniente da Madrid e con il drammatico Scorticamento di Marsia, da Kroměříž (Repubblica Ceca), un dipinto pienamente rivalutato negli ultimi anni che vede Apollo, vincitore della gara musicale contro il fauno Marsia, intento a scorticare crudelmente il rivale, insieme a un aiutante, alla presenza di re Mida, di Pan e di un giovane che suona la cetra. Un quadro dal forte impatto emotivo, con un groviglio di forme non finite e un materiale magmatico, che sembra trasudare dolore e sangue. Si avverte tutta la rabbia e l’orrore per un tremendo martirio (il riferimento è al veneziano Marc’Antonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi a Cipro), da parte di un pittore vecchio, ma ancora dotato di un’eccezionale energia creativa.

P.S.

“Tiziano”, Scuderie del Quirinale, Roma (Catalogo Silvana Editoriale)

Orari: da domenica a giovedì, dalle 10 alle 20; venerdì e sabato, dalle 10 alle 22,30.

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