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Il Castello di Dover sulle bianche scogliere

FUMO DI LONDRA

“London, a close friend of mine”
mercoledì 1 agosto 2012 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Luoghi, viaggi
Argomenti: Ricordi


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Man mano che l’età avanza si affollano nella mente numerosi ricordi, silenziosi compagni della solitudine. Come in un film, improvvisi flash back illuminano scene del tempo che fu e così comincia la danza leggera del passato e del presente fusi nell’abbraccio della vita. Ed ecco riaffiorare da un tempo lontano, come per magia, “le bianche scogliere di Dover” avvolte dalla nebbia.

Come descrivere la mia emozione nel vederle per la prima volta? Impossibile, credo, poiché quel viaggio a lungo agognato si realizzò all’improvviso nel 1971 quando decisi con mio marito di fare un breve tour organizzato “Parigi-Londra” a settembre, prima di ritornare al lavoro dopo le vacanze estive. 10000000000000E1000000E1EEE459AC

Le note di “You Never Told Me”, colonna sonora del film di Alberto Sordi “Fumo di Londra” (1966), risuonavano ancora nelle nostre orecchie e il fascino di Londra allora era davvero irresistibile per noi giovani, con le coinvolgenti canzoni dei Beatles, la minigonna di Mary Quant, e soprattutto per la speranza di un cambiamento a livello mondiale fondato su ideali di libertà, uguaglianza, giustizia sociale, pace, solidarietà, ideali che fecero sognare intere generazioni tra gli anni ’60 e ’70, soprattutto coloro che non caddero in estremismi e violenze. 10000000000000BB0000010DDE442E21

In quei lontani anni della mia gioventù, Londra mi incantò non solo per i suddetti motivi, ma anche per le peculiarità della sua antica civiltà fatta di attaccamento ad usanze e tradizioni (perfino nel pieno della contestazione giovanile)nel rispetto di passato e storia, arte e cultura, valori democratici e libertà. Così mentre in Italia “I Giganti” cantavano ancora con successo “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, John Lennon sognava un modo in cui tutti potessero vivere in pace, “all people living life in peace”, nella sua bellissima canzone “Imagine” .

1000020100000108000000BF317E55A4Per me fu una significativa esperienza ritrovare nella realtà tutto ciò che avevo appreso nel corso dei miei studi universitari per conseguire la laurea in lingue e letterature straniere, con specializzazione in lingua inglese. Avevo a lungo sognato quel viaggio che i miei severi genitori poi mi vietarono, benché il nostro cattedratico e rigido prof. ci avesse imposto un soggiorno a Londra minacciando di toglierci qualche punto sul voto di laurea.

Tempi duri! Fu proprio questo eccessivo autoritarismo che in tanti giovani più ribelli scatenò una reazione uguale e contraria nel ’68. Si auspicava allora di poter puntare su rispetto reciproco ed autorevolezza nel rapporto con gli adulti, ma poi in effetti in seguito nell’educare i giovani siamo passati da un eccesso all’altro e dall’autoritarismo siamo caduti in un deleterio permissivismo. Quando raggiungeremo un po’ di saggio equilibrio? Non si sa.

Nel ’71, quindi, eccoci finalmente a Londra! Visitammo la città con i famosi double decker rossi o con rilassanti battelli lungo il Tamigi e non mi sembrava vero di fare “sightseeing”, come dicono gli inglesi, ammirando antichi monumenti: The Tower of London, Tower Bridge, The Houses of Parliament, Big Ben, Westminster Abbey, Buckingham Palace, The British Museum, Hyde Park , The Speakers’ Corner e così via.

Furono giorni bellissimi, entusiasmanti , ricchi di esperienze positive anche a livello umano. Essendo la più giovane del gruppo, inoltre, fu per me molto gradevole essere considerata un po’ come una mascotte, coccolata e ammirata, molto richiesta anche come interprete improvvisata per comunicare andando in giro per negozi o visite guidate. 1000020100000103000000C398C139EF

Quante volte sono poi tornata a Londra? Non mi ricordo, senz’altro tante. Quando i miei figli erano piccoli, mi sono commossa e divertita alla vista della loro gioia ogni volta che scoprivano posti nuovi, persone gentili, bevande e cibi diversi, tradizioni strane, storie e leggende. Ad esempio furono molto colpiti dalla Torre di Londra per le pittoresche divise dei guardiani, i cosiddetti “ Beefeaters”, per i favolosi gioielli della Corona (The Crown Jewels) e soprattutto per i grossi corvi, sempre ben nutriti e curati per timore che si avveri un’antica profezia secondo la quale grandi sciagure si abbatterebbero sul Regno Unito se i pennuti portafortuna dovessero abbandonare il castello.

Anche miei figli da grandi sono tornati più di una volta a Londra per imparare bene l’inglese e poi anche per fare interessanti esperienze lavorative: hanno molti amici là (proprio come noi) che spesso vengono a Napoli e si meravigliano di trovare una città bellissima, ricca di storia, cultura, arte, incantevoli scorci paesaggistici, cibi saporiti e vini eccellenti. Pensavano che ci fossero solo ladri e spazzatura!

10000000000000B30000011A903F43EDQualche anno fa ritornai a Londra per rivedere mio figlio, troppo impegnato nel lavoro per poter ritornare in Italia sia pure per un breve weekend. C’era un pioggerellina primaverile sottile ed insistente che continuava incessante malgrado qualche squarcio di sereno tra le nubi: camminavamo senza ombrello sereni e tranquilli con i visi un po’ umidi, imitando molti passanti inglesi, poi siamo entrati in un accogliente ristorante self- service dove abbiamo gustato una bollente soup. Chi osa affermare che il cibo inglese è immangiabile? Non è sempre vero quel che si dice. Guardavo i volti delle persone, tutte di nazionalità e razze diverse, pensai che Londra, città cosmopolita da lungo tempo, deve al Commonwealth Britannico molto del suo benessere, della sua ricchezza e del suo arricchimento culturale.

Così pur ammirando i britannici, spesso mi chiedo se i valori democratici tanto tutelati in patria, siano sempre stati rispettati anche nelle colonie e se sia giusto che tanta civiltà sia stata conquistata in parte sulla pelle di popoli lontani la cui libertà spesso fu limitata o soppressa. Cosa è cambiato oggi con la globalizzazione? Non molto, penso, e noi vecchi sognatori degli anni ’60, ci sentiamo un po’ stanchi e delusi in questa Europa dominata dallo Spread.

Ora anche a Londra si sente la crisi, sebbene lo standard di vita resti alto se paragonato ad altre città europee. Lo “splendido isolamento” funzionerà anche contro le speculazioni del global village? Staremo a vedere. Intanto continuiamo ad andare a Londra, sempre affascinati dalla sua particolare bellezza che resiste agli attacchi del tempo, come quella di una vecchia elegante signora, una cara amica alla quale un giorno dedicai questi semplici versi:

It’s raining
but you, London,
are still charming
with your gentle
softly talking
nice people…..
No noise,
green parks,
great peace.
You are like
an elegant,
aristocratic
old lady,
a close friend
of mine.