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Rubrica: EVENTI


Alla scoperta del "Quirinale dall’unità d’Italia ai nostri giorni"

Una interessante mostra che ripercorre la storia del palazzo e dei suoi inquilini.
giovedì 1 dicembre 2011 di Nica Fiori

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Il Palazzo del Quirinale, in quanto sede del potere monarchico prima e poi repubblicano, non poteva restare fuori dal complesso delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Lasciando nello sfondo il retaggio pluricentenario di residenza dei pontefici, il Palazzo racconta la sua storia, dall’Unità d’Italia ai nostri giorni, in un’ampia mostra ospitata fino al 17 marzo 2012 tra il Cortile d’Onore e le sale del Piano nobile. Curata da Paola Carucci e Louis Godart con l’allestimento del maestro Luca Ronconi, l’esposizione intende illustrare il succedersi dei Re e dei Presidenti nel loro ruolo storico-istituzionale.

Ed ecco allora quadri, libri e oggetti d’arte, ma soprattutto documenti d’archivio e quotidiani, fotografie, registrazioni sonore e riprese cinematografiche e televisive che fanno rivivere i personaggi che sono stati alla guida del nostro Paese.

Tra i tanti temi affrontati vi sono la Questione romana, il funerale di Vittorio Emanuele II e la scelta del Pantheon come sepolcreto reale, la trasformazione del Palazzo in ospedale della Croce Rossa, per volere della Regina Elena, durante la I guerra mondiale, la visita di Hitler a Roma e il rapporto del Re con il Duce, la nascita della Repubblica. Alla Regina Margherita è dedicata un’apposita sezione relativa alla sua Biblioteca conservata nel Quirinale. Sui tavoli dove sono esposti sotto vetro documenti originali, sono posate anche delle copie che i visitatori possono portare via come ricordo.

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La piazza e il Palazzo del Quirinale

La mostra illustra allo stesso tempo il patrimonio artistico del Quirinale, ovvero la politica di costante arricchimento di opere d’arte da parte dei sovrani di casa Savoia, e il successivo impegno da parte dei Presidenti della Repubblica volto allo studio e al restauro di tale patrimonio, come è successo ultimamente per la Galleria di Alessandro VII Chigi, che ha riservato la sorprendente scoperta dei bellissimi decori a fresco di Pietro da Cortona, che erano stati obliterati dai rifacimenti di epoca napoleonica. Proprio questa Galleria, suddivisa in tre ambienti, rientra nell’itinerario espositivo insieme alle sale dell’ala sista (della fine del Cinquecento) che si affacciano sulla piazza del Quirinale.

Percorrere le sale dove sono esposti i documenti della mostra è un po’ come ripercorrere la storia del colle e del Palazzo e di molti eventi che hanno cambiato il volto della città eterna.

Rivive in effetti anche l’antica storia del colle - chiamato nel Medioevo Montecavallo per via delle statue gigantesche dei Dioscuri con i loro cavalli provenienti dalle Terme di Costantino - grazie a scavi che hanno riportato alla luce antichi reperti romani, come i bellissimi mosaici sotto la Caserma dei Corazzieri e la statua di una dea seduta (II secolo d.C.), esposta in questa mostra.

Sono rimaste ben poche opere del periodo papale, perché quando Pio IX se ne andò, portò via anche gli arredi.
La prima volta che Vittorio Emanuele II vi dormì, in seguito alla terribile inondazione che aveva colpito Roma all’indomani del Natale del 1870, il palazzo era quasi del tutto spoglio.

I Savoia operarono numerosi rifacimenti, creando sontuosi saloni per le feste e le cerimonie di corte, ma pare che Vittorio Emanuele II non gradisse affatto questa dimora.
Forse l’incantevole vista su San Pietro e il Vaticano, che tanto piaceva a chi lo aveva preceduto, risvegliava i sensi di colpa dovuti alla sua formazione cattolica. Abitò solo in alcuni ambienti al pianterreno arredati con trofei di armi e ricordi personali.

Ai Reali d’Italia si deve l’introduzione di mobili preziosi, arazzi, tappeti, orologi, specchiere e porcellane provenienti dalle altre residenze reali. In poco tempo il palazzo fu trasformato in una reggia. L’estrema raffinatezza di questi arredi contrasta però con la decorazione mediocre che venne realizzata ex novo negli ambienti di rappresentanza. Essa, come scrive Angela Negro nella sua Guida del Quirinale “è improntata a un fasto vistoso e superficiale, dietro il quale non si intuisce l’orientamento preciso di un committente, ma piuttosto la ricerca di una rappresentatività fine a se stessa”.

Lavori di manutenzione e ammodernamenti vennero realizzati quando il palazzo divenne sede ufficiale dei Presidenti della Repubblica Italiana, soprattutto durante il settennato di Giovanni Gronchi, che, però, come fecero anche altri presidenti, preferì non abitarvi.

Gli ultimi presidenti, volendo fare del Quirinale un punto di riferimento per l’unità d’Italia, hanno aperto il palazzo a visite guidate e a diverse iniziative culturali, tra cui importanti mostre di capolavori artistici, che rendono accessibili al grosso pubblico alcune sale.
Ecco perché il Quirinale è diventato la “Casa degli Italiani”, un luogo molto visitato dai cittadini italiani, ma anche dagli stranieri. E in effetti questa espressione è ripresa anche in uno dei due volumi del catalogo della mostra.

Tra le opere esposte vogliamo ricordare, oltre ad alcuni spettacolari arredi, la Saetta del Re, ovvero un’autovettura della Fiat del 1910, utilizzata da Vittorio Emanuele III per le ispezioni al fronte nella I guerra mondiale, una tela di Ippolito Caffi del 1848 raffigurante la Benedizione di Pio IX dal Quirinale di notte, il Ritratto di Carlo Alberto con lo Statuto, realizzato di Angelo Capisani pure nel 1848, l’inventario del Quirinale redatto nel 1870, una tela di Gerolamo Induno del 1879 raffigurante la Visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, un Ritratto della Regina Margherita in abito bianco, realizzato da Pasquale di Criscito nel 1880, una coppia di vasi con le effigi di Umberto I e Margherita di Savoia del 1884, Il Volo su Vienna, un olio futurista di Alfredo Gauro Ambrosi del 1933 e la grande “Coppa delle fedi” di Giò Ponti, in cristallo e vetro, del 1930.

P.S.

Roma, Palazzo del Quirinale: dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30; domenica dalle 8,30 alle 12. Ingresso gratuito.