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Rubrica: EDITORIALI


MALA TEMPORA CURRUNT

ET PEIORA PARANTUR
sabato 16 luglio 2022 di Silvana Carletti

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Questa espressione latina, generalmente attribuita a Cicerone, viene spesso usata nel linguaggio comune, a significare che una situazione, già di per se stessa difficile, può essere seguita da un’altra peggiore…

Con la viva speranza che ciò non avvenga nel nostro Paese, attualmente in grande difficoltà per situazioni di ogni genere, non si può fingere di ignorare quanto accade, quasi quotidianamente, nella vita politica, economica, sociale e “sanitaria”, di una Italia da tempo drammaticamente coinvolta in situazioni di crescente difficoltà.

Basti pensare al Covid, alla guerra in Ucraina, alla povertà sempre più diffusa tra i ceti più bisognosi, all’assoluta mancanza di certezze per il futuro: situazione che peggiora di giorno in giorno, proprio mentre un barlume di speranza si stava affermando nel nostro Paese, con gli aiuti economici ricevuti e ancora da ricevere da parte dell’Europa e grazie, anche, ad un governo rispettabile e di grande esperienza politica.

All’improvviso, tutto viene messo in discussione e, probabilmente, ribaltato da incomprensioni, idee diverse sul da farsi, opinioni differenti su come gestire questo particolare momento, a dir poco, di estrema confusione e di evidente pericolosità.

Non scendo nel merito delle diverse idee politiche, ma, a mio parere, su tutto e su tutti, con grande forza di volontà, dovrebbero prevalere il buon senso, la necessità di unione tra i partiti, con l’abbandono di continue ed incessanti corse al potere e ai privilegi posseduti, per non parlare di nascoste e mal celate megalomanie che, da sempre, portano gli stati allo sfacelo.

Questo è ciò che appare al popolo italiano in questo preciso momento.

Probabilmente, la smania di non rinunciare a quanto si è raggiunto nel corso del tempo è più forte di ogni senso del dovere, della responsabilità verso un Paese in grande sofferenza e costretto, continuamente, a subire situazioni dolorose, senza poter reagire.

In questo “teatro dell’assurdo”, ci auguriamo che, sulle lotte intestine più o meno evidenti, prevalga la volontà di salvaguardare il bene della nazione, al di là di interessi personali o di partito di cui l’Italia è stata più volte vittima indifesa.