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REGGIA DI CAPODIMONTE-LA STUFA DEI FIORI

Restauro e riapertura dell’antica serra
domenica 8 maggio 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Natura


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Napoli ci sorprende sempre con nuovi tesori da scoprire nel suo immenso patrimonio artistico, storico e culturale: è stata inaugurata la Stufa dei Fiori, nell’antica Serra della Reggia-Museo di Capodimonte, dove per fortuna i turisti accorrono numerosi, come in altri prestigiosi luoghi del nostro passato, dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia.

La reggia di Capodimonte, con annesso un parco, fu la residenza storica dei Borbone di Napoli, ma anche dei Bonaparte e Murat, nonché dei Savoia. Costruita a partire dal 1738 per volere di Carlo di Borbone come luogo dove accogliere la collezione Farnese, dal 1957 ospita il Museo nazionale di Capodimonte. La reggia include gli Appartamenti Reali con gli arredi delle varie famiglie dinastiche, come pregiate porcellane, oggetti di vita quotidiana e sculture e pitture di artisti italiani ed europei del XVIII e XIX secolo.

Come si legge sul sito della maestosa Reggia, “a Napoli nulla è fatto senza aspirare alla grandiosità: la Reggia di Capodimonte, è un palazzo di tre piani, complessivamente 14 mila metri quadri, con 124 gallerie che ospitano una delle più importanti pinacoteche d’Europa, il cui nucleo principale è formato dalla famosa Collezione Farnese. Le collezioni comprendono opere dei più grandi nomi, da Tiziano a Raffaello, da Michelangelo a Caravaggio, da Masaccio a Botticelli. Poi ancora Mantegna, Rosso Fiorentino, Correggio, il Parmigianino, Lotto, i fratelli Carracci, Goya, Luca Giordano, Ribera, Artemisia Gentileschi e tanti altri. Si aggiungono una straordinaria collezione di porcellane e arti decorative, un ricchissimo gabinetto di stampe e disegni, un’importante collezione di arazzi e mobili reali, senza dimenticare la preziosissima galleria delle Mirabilia Farnese”. (https://capodimonte.cultura.gov.it/... )

Immersa nel verde del Real Bosco di Capodimonte, la Reggia è circondata da meravigliosi alberi e piante “Il Real Bosco di Capodimonte nasce come riserva di caccia che si estende a ridosso della reggia per circa 134 ettari con oltre 400 diverse specie vegetali impiantate nel corso di due secoli (…).Grazie al clima mite e all’attività di rinomati botanici sono state impiantate qui molte specie rare ed esotiche tra le quali canfora e camelie provenienti dall’Asia, magnolie e taxodi delle Americhe ed eucalipti australiani.

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Bosco

Tra i viali si dispongono 17 edifici storici tra residenze, casini, laboratori, depositi e chiese, oltre a fontane e statue, orti e frutteti. Per il suo patrimonio storico, architettonico e botanico il Bosco di Capodimonte è stato nominato nel 2014 parco più bello d’Italia. I l vasto parco, uno dei più grandi d’Italia, viene progettato nel 1734 da Ferdinando Sanfelice, uno dei più grandi architetti del tardo barocco napoletano, che immagina due sezioni distinte per stile e funzione: il giardino vero e proprio nell’area intorno alla Reggia, con ampie aperture panoramiche sul golfo di Napoli, e il bosco per la caccia, disseminato di statue, grotte e costruzioni destinate a usi diversi, come la chiesa, le manifatture e le aziende agricole”

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Bosco

Ed ora un’altra sorpresa attende i turisti che potranno accedere anche alla Stufa dei Fiori che nel corso dell’800 era usata per acclimatare le piante che giungevano a Napoli dai luoghi più lontani grazie alle relazioni internazionali del Regno. Situata accanto alla Palazzina dei Principi, nel 1843 diventò una serra per la riproduzione e la protezione di piante che avevano bisogno di un clima più temperato durante l’inverno. In seguito fu ampliata e dotata di un tetto in ferro e vetro per ospitare specie esotiche più alte e bisognose di luce e calore. La Duchessa Elena D’Aosta che abitò nella Reggia negli anni ’30 amava molto la serra e la fece abbellire e ampliare. Il gusto per l’esotismo, riscontrabile sia nelle collezioni artistiche che in quelle botaniche, è presente nei più importanti siti borbonici, grazie alle relazioni internazionali sia a libello diplomatico che scientifiche, come ad esempio quelle con il botanico inglese Alan Cunningham inviò a Dehnhardt dei semi di diverse specie di piante australiane.

Ci sembra giusto, inoltre, ricordare che l’artefice della rinnovata bellezza dei giardini fu Friedrich Dehnhardt (Bühle, 1787 – Napoli,1870), quando nel 1840 divenne direttore del parco: botanico, entomologo ed architetto paesaggista, fin da giovane s’interessò a botanica e giardinaggio, diventando in seguito aiuto giardiniere nel parco del Palazzo Reale di Schönbrunn, a Vienna.

Come si può leggere sul suddetto sito “il restauro botanico della Serra è stato basato sulla ricerca di planimetrie storiche, dipinti, fotografie, ed altro materiale d’archivio particolarmente significativo come gli elenchi floristici. Nell’elenco del 1883, del giardiniere Giacomo Fioretti, sono riportate specie e quantità coltivate all’epoca con una predilezione per le varietà esotiche utilizzate in vari ambiti: dal tessile al farmaceutico, dal gastronomico all’ornamentale(…)Il giardino rinnovato della Stufa dei Fiori, è oggi un ricercato esempio di collezionismo botanico che, pur esprimendo a pieno il concetto del giardino ottocentesco, valorizza, attraverso una rilettura contemporanea, la componente vegetale con un allestimento che mescola esotismi ad endemismi, piante eccentriche dal caleidoscopico fogliame policromo a piante scultoree dal portamento plastico-architettonico.

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Fiori della serra

Il giardino luogo di cultura. In virtù della nuova destinazione d’uso della Serra, aperta al pubblico con attività di degustazioni ma anche di incontri letterari, artistici e sociali, il giardino esprime la vocazione didattica e civica dell’intero luogo attraverso una meticolosa cartellinatura delle varietà botaniche presenti, affinché la Stufa dei Fiori e il suo giardino possano essere anche un luogo, aperto a tutti, per la comprensione della straordinaria complessità e biodiversità del mondo vegetale”.

Concludendo, un’altra preziosa gemma si unisce ad altre ancor più prestigiose incluse nella Reggia- Museo di Capodimonte ed ora anche l’antica Serra sarà aperta al pubblico. (https://capodimonte.cultura.gov.it/...)

Giovanna D’Arbitrio