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TROIANE DA EURIPIDE

TEATRO QUIRINO
mercoledì 19 gennaio 2022 di Roberto Benatti

Argomenti: Teatro


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Dal 18 al 23 gennaio al Teatro Quirino Centro Teatrale Bresciano presenta Elisabetta Pozzi

Rappresentare oggi il testo di Euripide è ridare un fiato di speranza all’umanità, è risvegliare il senso di dignità. Lo dice bene in quell’inizio di Ecuba, in cui la regina dice: “Dobbiamo alzare la testa...”. Ecco, dobbiamo alzare lo sguardo, sollevare la testa e provare ad andare oltre la tragedia, non andrà tutto bene, ma andrà tutto secondo un bene misterioso che noi cerchiamo di indagare.” Nonostante la sventura nello spirito umano c’è una scintilla, una luce di un bene maggiore, un dono futuro.

Con queste premesse Andrea Chiodi, con la collaborazione della drammaturga Angela Demattè, rilegge la grande epopea degli sconfitti troiani, paradigma straziante e altissimo di ogni vinto nella Storia, uno dei più grandi capolavori del canone occidentale che ad ogni rilettura sa schiudere nuovi enigmi e sollecitare nuove interpretazioni e significati, trovando sempre la strada di parlare a ogni essere umano con una forza poetica sconvolgente. Le Troiane è una tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta nel 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso.

L’opera ebbe il secondo premio alle Grandi Dionisie ateniesi del 415 a.C., vinte dal quasi sconosciuto Senocle.

La città di Troia, dopo una lunga guerra, è infine caduta. Gli uomini troiani sono stati uccisi, mentre le donne devono essere consegnate come schiave ai vincitori. Cassandra viene data ad Agamennone, Andromaca a Neottolemo ed Ecuba ad Odisseo. Cassandra predice le disgrazie che attenderanno lei stessa e il suo nuovo padrone una volta tornati in Grecia ed il lungo viaggio che Odisseo dovrà subire prima di rivedere Itaca.

Andromaca subisce una sorte terribile, poiché i Greci decidono di far precipitare dalle mura di Troia Astianatte, il figlio che la donna aveva avuto da Ettore, per evitare che un giorno il bambino possa vendicare il padre e porre fine alla stirpe achea. Successivamente Ecuba ed Elena si sfidano in una sorta di agone giudiziario, per stabilire le responsabilità dello scoppio della guerra. Elena si difende ricordando il giudizio di Paride e l’intervento di Afrodite, ma Ecuba svela infine la colpevole responsabilità della donna, fuggita con Paride perché attratta dal lusso e dall’adulterio. Infine, il cadavere di Astianatte viene riconsegnato ad Ecuba per il rito funebre, Troia viene data alle fiamme, e le prigioniere vengono portate via mentre salutano per l’ultima volta la loro città.

L’opera, come anche l’Elena e le Supplici dello stesso autore, è colorata da un evidente antimilitarismo. Troia è caduta, gli uomini sono stati uccisi e alle donne troiane si apre la prospettiva di trascorrere nella schiavitù il resto dei loro giorni. Tutto insomma è già avvenuto, e niente resta a parte i morti e il dolore dei sopravvissuti. Risulta evidente la centralità del punto di vista dei vinti e non dei vincitori: questo tipo di prospettiva (già adottato da Eschilo nei Persiani) evidenzia non tanto l’eroismo di chi vince, quanto la disperazione dei vinti, con lo scopo di gettare luce sulle sofferenze portate dai conflitti armati, sull’insensatezza della guerra.

Affidandosi al talento immenso di Elisabetta Pozzi e ad un cast di straordinari attori come Graziano Piazza, Federica Fracassi e Alessia Spinelli, Chiodi è Demattè danno vita a uno spettacolo che va al cuore dei grandi temi che attraversano la storia e il pensiero della civiltà europea, e che oggi risultano così vertiginosamente vicini ai tempi che stiamo vivendo: il rapporto tra essere umano e destino, il lutto e il compianto, i legami familiari e tra generazioni che eventi enormi e dolorosi travolgono, lasciando chi resta nello smarrimento e nella affannosa ricerca di un senso.

TEATRO QUIRINO via vergini, 7 ROMA (RM) ITALIA SERVIZI: La struttura inoltre non è provvista di ascensore. INFORMAZIONI BIGLIETTERIA TEL: +39 06 6794585 ORARIO: La biglietteria è aperta con orario continuato dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00, la domenica dalle 12.00 alle 18.00. Dopo le 18.00 e a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo pomeridiano si effettueranno solo le operazioni riguardanti lo stesso.

Si segnala che le balconate del Teatro Quirino hanno forma semicircolare, pertanto dai posti laterali la visibilità potrebbe essere limitata, e che sono provviste di vetro di protezione.

EMAIL: biglietteria@teatroquirino.it