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Rubrica: EDITORIALI


ANNO 2021: UNA VERA RINASCITA?


domenica 31 ottobre 2021 di Silvana Carletti

Argomenti: Politica


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Dopo un lungo periodo di difficoltà inimmaginabili dovute al diffondersi del Covid 19, il nostro Paese sembra uscito da un incubo e si respira un’aria di “Rinascimento” vero e proprio, non solo nella ripresa delle varie attività culturali, lavorative e commerciali , ma, soprattutto, in una nuova visione della vita fatta di speranza e ottimismo.

In questo clima, la fortuna sembra tornare a sorriderci con vittorie sportive itineranti, successi in campo internazionale, miglioramento del tenore di vita e, soprattutto, con una rinnovata libertà di movimento e di azione.

Il governo di Mario Draghi, certamente, ha contribuito a migliorare le condizioni generali del nostro Paese, amministrando saggiamente le grandi opportunità forniteci dall’Europa e “tirando dritto” su decisioni e scelte, ignorando spesso dibattiti, contrasti e polemiche tra i vari partiti. Ciò ha favorito la immediata promulgazione di leggi e decreti, evitando tortuosità burocratiche e migliorando molti aspetti della nostra vita economica e sociale.

Purtroppo, però, non tutti i membri del nostro governo hanno tratto esempio da questo lodevole comportamento, anteponendo interessi di partito e di nomine future, alla salvaguardia di diritti civili e di sicurezza dei cittadini. Mi riferisco al disegno di legge Zan che, pur dovendo essere rivisto e migliorato, è stato praticamente respinto da parlamentari sconosciuti che hanno preferito interessi politici e di poltrona ad un attento esame del contenuto in questione.

A tale proposito, secondo il mio parere, il “voto segreto” andrebbe abolito perché chi è stato eletto dal popolo dovrebbe sempre “metterci la faccia” su decisioni e votazioni che riguardano tutti.

Questo dibattutissimo decreto che, ripeto, presentava qualche eccesso, sarebbe servito, soprattutto, ad evitare continui disordini ed ingiurie quasi sempre sfocianti in aggressioni, bullismo e quant’altro a danno di malcapitati, se non, dell’intera cittadinanza.

Ma, si sa, vale sempre il detto “Cicero pro domo sua”….

A mio parere, si è trattato di una grande mancanza di maturità politica, di cattivo esempio verso i futuri elettori, comportamenti che, probabilmente, finiranno per ritorcersi contro gli stessi parlamentari i quali, con grida e schiamazzi, dopo la votazione, hanno reso il Parlamento un luogo di decadente spettacolo.

Sono convinta che, in un momento di salvaguardia della sicurezza personale che, di giorno in giorno preoccupa sempre più gli Italiani, sarebbe preferibile, specie da parte di chi ci rappresenta, cercare di trovare accordi e possibili intese, invece di peggiorare ulteriormente un clima sempre più incandescente.