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MASSIMO POPULIZIO TORNA IN SCENA CON FURORE

TEATRO ARGENTINA 18/30 Maggio 2021
domenica 16 maggio 2021 di Comunicato Stampa

Argomenti: Teatro


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F U R O R E dal romanzo di John Steinbeck ROMA – Teatro Argentina – 18 / 30 maggio UDINE – Teatro Nuovo Giovanni da Udine – 1 giugno GENOVA – Teatro Gustavo Modena – 3 /5 giugno MILANO – Piccolo Teatro Strehler – 8 / 20 giugno

© Federico Massimiliano Mozzano

ideazione e voce MASSIMO POPOLIZIO adattamento EMANUELE TREVI musiche eseguite dal vivo da GIOVANNI LO CASCIO suono ALESSANDRO SAVIOZZI luci CARLO PEDIANI assistente alla regia GIACOMO BISORDI creazioni video IGOR RENZETTI e LORENZO BRUNO

Produzione COMPAGNIA UMBERTO ORSINI TEATRO DI ROMA – TEATRO NAZIONALE

Nell’estate del 1936, il San Francisco News chiese a John Steinbeck di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas, a causa delle terribili tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l’autore americano generò, tre anni dopo, nel 1939, il romanzo Furore. Quello a cui assisterete è il racconto di come John Steinbeck trasformò quella decisiva esperienza giornalistica, umana e politica in grande letteratura.

È una straordinaria figura di narratore - nello stesso tempo arcaica e modernissima - che può prendere forma in un lavoro di drammaturgia basato sul capolavoro di John Steinbeck. E forse non c’è un attore, nel panorama teatrale italiano, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile «story-teller» un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore, impariamo ben presto a conoscerlo, questo personaggio senza nome che muove i fili della storia.

Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici, alle incertezze del clima. Tutto, nel suo lungo racconto, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione», riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura. Raccontando la più devastante migrazione di contadini della storia moderna, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio. (Emanuele Trevi).