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I SOPRAVVISSUTI

di Vincenza Alfano
sabato 27 marzo 2021 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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Tra dolore e rinascita

“I SopravvisssutI”, di Vincenza Alfano (collana Ed Polidoro dedicata alla narrativa breve), viene introdotto da una significativa frase: “Finché qualcuno ha bisogno di te, la vita vince sempre” che in breve condensa il senso della vita e della storia di Mara, dilaniata dal dolore per la morte della figlia Camilla e costretta percorre un viaggio introspettivo nel proprio passato, mettendo in discussione le proprie scelte: una storia dura e intrisa di dolore, nata da un episodio di cronaca che diventa occasione per una riflessione su perdite e relazioni umane.

Il libro viene così presentato dalla casa editrice: “Questo lungo racconto di Vincenza Alfano è profondo e addolorato. La protagonista è Mara. A seguito della perdita della figlia, lutto impossibile da superare per qualsiasi genitore, Mara precipita in un vortice di sofferenze. Compie, lungo le cento pagine della narrazione, un viaggio a ritroso nel proprio passato e nella propria persona. Si ritrova a indagare i dolori tenuti a bada per tanti anni, mettendo in discussione sé stessa e le proprie scelte. Mara è obbligata dalla tragedia a fronteggiare le insicurezze di un’intera esistenza, a cercare di ricucire come può uno strappo terribile dentro di sé, nel rapporto con suo marito, nelle sue fragilità. In questo racconto, Vincenza Alfano riesce a commuovere il lettore con uno sguardo mai stucchevole, sempre delicato, che indugia anche sui silenzi e sull’impossibilità di raccontare un certo tipo di dolore ancestrale”.

“L’ispirazione è nata da un episodio di cronaca realmente accaduto nel 2016: l’incidente in Spagna del pullman sul quale viaggiavano studenti italiani in Erasmus.- ha affermato l’autrice- Mio figlio si trovava in Spagna, anche lui in Erasmus, e non lo sentivo da giorni per cui pensai potesse essere tra le vittime. Dopo quel momento di paura agghiacciante mi sono sempre interrogata sul futuro di quei genitori che, diversamente da me, quel giorno hanno perso i loro figli. Credo che questa domanda sia cresciuta dentro di me e che io abbia cercato una risposta attraverso questa storia. Ho sentito l’urgenza di approfondire la natura di quel dolore e di comprendere quanto e se fosse superabile. Ho scritto mettendo in scena dei personaggi molto verisimili, mi sono messa in ascolto delle loro emozioni per comprendere qualcosa, che, al di là dell’episodio contingente, riguarda la nostra vita e lo sforzo che ciascuno di noi fa per ricostruirsi e andare avanti nonostante i dolori e gli inciampi. In fondo ciascuno di noi può dirsi sopravvissuto a qualcosa”.

Senz’altro un libro coinvolgente che in 91 pagine, dense di significato, ci fa riflettere sul tema del dolore che spesso logora, consuma e disgrega rapporti di lunga data, ma che alla fine può rivelare in sé anche un potere salvifico e condurre da sopravvivenza a rinascita. Sopravvissuti, pertanto, non è solo una storia di dolore ma è anche una storia di salvezza. Un libro che si legge tutto d’un fiato, scritto in stile fluido e asciutto, senza fronzoli, eppure capace di emozionare. Davvero particolari le pagine 67,68,69 in cui Mara sente il forte bisogno di restare sola per continuare il su dialogo segreto con la figlia Camilla, per lei ancora viva e presente, fino a trovare il coraggio di entrare di nuovo nella sua stanza dove ”la vita di sua figlia era rimasta intrappolata nelle cose che le erano appartenute, Adesso era necessario lasciare entrare il dolore, da qualche parte del suo corpo doveva esserci una porta. Lo sentì arrivare portato dai ricordi”.

Significativo anche il rapporto tra Mara e il suo l’alunno, Giorgio, provato dalla morte della madre, un ragazzo che non riesce più a concentrarsi nello studio, anche lui bloccato da una perdita. Mara si sente in colpa per non aver capito, per non essersi informata in tempo, ma Giorgio la conforta comprendendo un dolore simile al suo. Enza Alfano pertanto scrive: “Per un po’ restarono a guardarsi. Come avevano smesso di fare quando si erano spezzati. Per un po’ restarono l’uno di fronte all’altro. Due orfani a fare i conti con la sopravvivenza”. Siamo in un periodo davvero particolare in cui il Covid19 sta modificando il nostro modo di vivere, eppure sc ondo l’autrice da tale drammatica esperienza abbiamo appreso delle lezioni, come alla fine succede a Mara, la protagonista del libro. Im un’intervista V. Alfano ha affermato: “Questa emergenza sanitaria ci insegna che ogni giorno si può imparare qualcosa e che la vita può essere rimodulata in rapporto alle nuove esigenze. Credo che abbiamo imparato a essere più duttili e più pazienti. Il lockdown e il distanziamento fisico ci hanno fatto recuperare un senso del tempo che avevamo perduto e una maggiore confidenza con noi stessi. È emerso il valore della collettività dalla consapevolezza che il virus si può combattere solo salvaguardando gli altri. In fondo ciò che Mara impara dalla morte di sua figlia è esplicitato nell’esergo: “Finché qualcuno ha bisogno di te, la vita vince sempre”. Penso che la forza della sopravvivenza in questo momento di emergenza mondiale si fondi proprio sulla necessità di sintonizzarsi sui bisogni degli altri”(link intervista https://www.mentinfuga.com/vincenza... )

Vincenza Alfano è nata e vive a Napoli. Scrittrice, giornalista, insegnante. Collabora con Il Corriere del Mezzogiorno. Conduce L’Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa. Cura le antologie in cento parole per L’Erudita. Ha pubblicato i romanzi Via da lì (Boopen), Fiction (Photo CiTy), L’unica ragione (Homo Scrivens), Balla solo per me (Giulio Perrone Editore), Chiamami Iris (L’Erudita), e il saggio A Napoli con Maurizio de Giovanni (Giulio Perrone Editore), e il manuale di scrittura creativa Incipit, istruzioni d’uso per aspiranti scrittori (L’Erudita).

Giovanna D’Arbitrio