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ARMI, ACCIAIO E MALATTIE: breve storia degli ultimi tredicimila anni

(Sempre attuale il saggio di Jared Diamond )
venerdì 5 febbraio 2021 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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Riscuote ancora successo e ristampe a livello internazionale, Armi, Acciaio E Malattie - Breve storia degli ultimi tredicimila anni (titolo originale Guns, Germs and Steel: The Fates of Human Societies), edito in Italia da Einaudi, Premio Pulitzer per la saggistica nel 1998, scritto da Jared Diamond (Boston, poliedrico personaggio, noto biologo, fisiologo, ornitologo.

Sulla quarta di copertina si legge quanto segue: “Perché gli europei hanno assoggettato gran parte degli altri popoli? Secondo Diamond le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, l’autore può lanciarsi in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all’archeologia, alla genetica molecolare e a mille altre fonti di conoscenza, Diamond riesce a condurre questo tour de force storico-culturale con sorprendente maestria, affiancando aneddoti personali a racconti drammatici o a spiegazioni di complesse teorie biologiche, che affronta con abilità di divulgatore”.

Secondo lo stesso autore l’occasione di scrivere il libro fu offerta dalla ricerca di una risposta alla domanda che Yali, un abitante della Nuova Guinea, gli fece nel luglio del 1972: "Come mai voi bianchi avete tutto questo cargo e lo portate qui in Nuova Guinea, mentre noi neri ne abbiamo così poco?". Per “cargo” s’intendevano i beni tecnologici in possesso dei coloni. Riflettendo sulla domanda di Yali, Jared non riuscendo a trovare una spiegazione soddisfacente nella storia, decise di fare un’indagine che egli definisce “scientifica” a partire dalla fine dell’ultima glaciazione, avvenuta circa 13.000 anni fa, indagine che respinge ogni valutazione legata a supremazie razziali.

Diamond sostiene che il successo delle civiltà europee che hanno conquistato vasti territori in America, l’Africa e l’Oceania, non è dovuto ad una loro presunta superiorità intellettuale, ma solo ala fortuna di vivere in un continente, l’Eurasia, le cui condizioni ambientali ne hanno favorito lo sviluppo e contribuito in maniera determinante alla loro supremazia sugli altri popoli, con il supporto di armi, tecnologia e perfino malattie.

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Jared Diamond

Secondo lui, lo viluppo dell’agricoltura e la domesticazione di animali sono stati più facili in Eurasia: qui il più veloce sviluppo dell’agricoltura, con conseguenziale stoccaggio di elevate quantità di cibo, ha consentito il sorgere delle città insieme a varie attività come artigianato, tecnologie, strutture politiche e militari. Favorevole al progresso anche l’estensione dell’Eurasia da est a ovest con specie animali e vegetali spostabili da una regione all’altra senza dover affrontare eccessive diversità climatiche e ambientali, a differenza di Africa e Americhe, collocate tra Nord a Sud. Essenziale la presenza di animali domesticabili, come vacca, cavallo, pecora, capra e maiale (tutte specie native di tale continente) allevati per carne, lavoro, trasporto di uomini e merci, utili anche in guerra (come i cavalli). Infine gli euroasiatici già in parte immunizzati da malattie molto contagiose, con esse decimarono le popolazioni conquistate nelle Americhe più delle armi dei conquistadores. Interessante il capitolo "Dall’uguaglianza alla cleptocrazia", in cui l’autore pone in rilievo le strategie che da sempre permettono ad un’ élite di conservare il consenso popolare: 1)assicurarsi il monopolio della violenza per mantenere l’ordine pubblico e gratificare i buoni cittadini; 2)ridistribuire la ricchezza con i tributi; 3) servirsi di un’ideologia per motivare le persone ad assecondare gli interessi dell’élite.

Lessi il libro alla fine degli anni ’90 e l’ho riletto da poco: alla luce di ciò che succede ancor oggi in un mondo stravolto dalla pandemia, sembrano doverose alcune riflessioni, poiché anche se è vero che la possente indagine “scientifica” J. Diamond sia davvero apprezzabile, in particolare per ciò che riguarda i pregiudizi razziali, tuttavia il percorso dell’Umanità non può essere valutato solo a livello scientifico, ma anche in base a storiche cause ed effetti, relazioni tra passato e presente, analisi di regressi e progressi a livello umano e spirituale. Non crediamo, inoltre, come Jared, alla presunta fine del colonialismo che sopravvive ancor oggi nelle strategie della globalizzazione.

Giovanna D’Arbitrio