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Rubrica: EDITORIALI


NATALE DI SPERANZA

Opinioni riflessioni
martedì 1 dicembre 2020 di Silvana Carletti



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E’ insito in ognuno di noi il desiderio di esprimere a Natale e a Capodanno gli affetti più cari, ritrovandosi tra parenti e amici, facendo doni, riunendosi in pranzi e cene conviviali, quasi per cancellare problemi e preoccupazioni quotidiane rispolverando nel nostro animo sentimenti spesso trascurati.

Quest’anno, purtroppo, le cose cambieranno. Dopo un lungo periodo di pandemia che ha portato con sé sacrifici, rinunce, innumerevoli sofferenze, se non morte e desolazione, non sarà più possibile “festeggiare”, come al solito, questo grande evento religioso e anche sociale.

Le misure restrittive messe in atto dal governo, oltre ad essere necessarie ed inevitabili, dovrebbero far riflettere tutti noi su di una possibile ricaduta, nel caso tali regole non fossero rispettate o sottovalutate.

Purtroppo, come avvenuto l’estate scorsa, non tutti avvertono questo pericolo e spesso, a causa della leggerezza, se non incoscienza, di alcuni, si potrebbe ripetere un continuo incessante alternarsi di alti e bassi di “rimedi” che non riescono a combattere definitivamente il virus Covid 19.

Anche se dovremo rinunciare a molte abitudini natalizie di feste, riunioni tra amici e parenti, acquisti spesso esagerati, dovremmo fare nostra la frase dell’infermiera Elena Pagliarini divenuta famosa per una foto che la ritraeva al culmine della stanchezza psicofisica dovuta alle cure incessanti presso l’Ospedale di Cremona per curare i malati della pandemia: “ Il pranzo di Natale? Preoccupatevi di non farlo in ospedale»

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Infermiera Elena Pagliarini

Questo monito può aiutarci a limitare al massimo imprudenze e sottovalutazioni di un pericolo, ahimè, sempre presente e, soprattutto a renderci migliori nel rispetto e nell’amore verso il prossimo.

Non è forse questo il vero significato del Natale?