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E POI, I BAMBINI- I NOSTRI FIGLI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

di Massimo Ammaniti
domenica 19 luglio 2020 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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E POI, I BAMBINI. I nostri figli al tempo del Coronavirus, di Massimo Ammaniti (ed. Solferino), ci fa riflettere su reazioni psichiche, angosce e paure vissute dai bambini nel periodo del Coronavirus

Il libro viene così presentato: “Un tempo i ragazzi si divertivano con mezzi di fortuna in un cortile o sul marciapiedi. Ma ai giovani di oggi è stato negato anche quello. Nei mesi della pandemia, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus, i bambini sono stati cancellati dai provvedimenti governativi. Senza libertà di uscire, i nostri figli sono stati costretti a rinunciare a ritmi e rituali quotidiani e ai rapporti scolastici che ne scandivano l’esistenza e su cui si fonda in parte la loro identità. Hanno vissuto in spazi ristretti, senza poter esprimere la spontanea vitalità nei movimenti, schiavi di tv e tablet. E con un clima soffocante in cui si sono accumulate le tensioni dei genitori per il contagio, le loro apprensioni per le rinunce pesanti, le incertezze lavorative. La situazione degli adolescenti è, se possibile, ancora più complessa: si sono trovati bloccati in famiglia, senza poter incontrare gli amici e il mondo esterno e dovendo limitare poi le modalità della vita sociale. Come usciranno i «coronnial» dal periodo della pandemia con le nuove regole sociali che ancora impone e di fronte a una possibile ripresa dell’epidemia? Come possiamo aiutarli a superare un’esperienza che non ha precedenti per i ragazzi e per i loro genitori?”.

Il libro senz’altro stimola delle riflessioni, poiché in effetti durante il lockdown sono stati proprio i bambini quelli più penalizzati dall’essere imprigionati in spazi esigui, in particolare nei quartieri più poveri di tutte le città, in case fatiscenti in cui non spesso non penetra nemmeno un raggio di sole. E anche nei cosiddetti “quartieri alti” o “medio-alti”, la situazione per loro non è stata facile, con genitori seduti davanti ai computer tutto il giorno in smart working, spesso troppo nervosi per il timore di perdere posti di lavoro, oppure ancora più in crisi per la vicinanza imposta ad un coniuge in procinto di chiedere il divorzio.

Mentre per certe coppie il lockdown è stato un momento per riflettere e consolidare un rapporto affettivo con il partner e con i figli, per altre le tensioni accumulate sono esplose in modo drammatico coinvolgendo i bambini che hanno reagito in vario modo: bambini che si sono immersi sempre più nella realtà virtuale dei cartoni animati o dei video games (oggi non sempre educativi, anzi spesso violenti e nocivi), bambini che si sono chiusi in se stessi in un atteggiamento ostile e disobbediente, bambini divenuti molto tristi e depressi. Eppure di loro non si è parlato molto né nei dibattiti televisivi, né sui giornali. E dopo il lungo periodo di lezioni telematiche, ancora non si sa se potranno ritornare a scuola a settembre, mentre quasi certamente saranno i genitori a tornare al lavoro in ufficio e non sapranno a chi affidare i figli, se non troveranno qualche valida babysitter e non potranno contare sull’aiuto di nonni spesso residenti in altre città, un altro regalo della globalizzazione che ha smembrato le famiglie con le delocalizzazioni.

In un altro libro, “il Mestiere più difficile del mondo” (Ed. Solferino),scritto in collaborazione con P.Conte, Ammaniti evidenzia la difficoltà di essere bravi genitori. Eccone in breve il contenuto: “Un compito difficile, o addirittura «impossibile» come scriveva Sigmund Freud, fare i genitori? È sicuramente difficile perché più o meno consciamente si vorrebbe a propria immagine e somiglianza un figlio che, invece, può prendere strade imprevedibili e inattese. Troppo spesso si desidera letteralmente costruirlo, mentre si può solo preparare il terreno in cui crescerà, curandolo, proteggendolo e amandolo. Questo libro illustra come sono cambiate le famiglie negli ultimi anni e come sono cambiati i padri e le madri. Le famiglie si sono ristrette, nascono sempre meno bambini e vengono al mondo quando i genitori, nella maggior parte dei casi, hanno superato i trent’anni. Così i piccoli vivono fin dall’inizio la vita degli adulti, vanno con loro in pizzeria o in viaggio, condividono le loro conversazioni e i loro litigi, in una situazione in cui sfumano i confini generazionali. Gli autori ripercorrono le varie tappe della nascita e della crescita dei bambini di oggi, capaci fin dai primi giorni di vita di interagire con i genitori e di condividere ritmi, emozioni e stati d’animo. Il quadro sottolinea l’importanza degli scambi fra bambino e genitori: sono questi a permettere di acquisire i codici delle interazioni e delle comunicazioni affettive, che consentiranno al proprio figlio di affrontare le tappe successive dell’infanzia e dell’adolescenza e di entrare nel mondo adulto”.

Come madre e insegnante, nonché ora anche nonna, mi sono sempre interessata ai problemi dei giovani, in particolare a quelli di bambini e adolescenti. Quando penso a loro, mi vengono sempre in mente i versi della canzone di Gianni Morandi, “Un mondo d’amore”. Eccoli: C’è un grande prato verde/Dove nascono speranze/Che si chiamano ragazzi/Quello è il grande prato dell’amore/Non tradirli mai/Hanno fede in te./Non li deludere/Credono in te/Non farli piangere/Vivono in te/Non li abbandonare/Ti mancheranno /Quando avrai le mani stanche tutto lascerai/Per le cose belle/Ti ringrazieranno/Soffriranno per li errori tuoi/E tu ragazzo non lo sai/Ma nei tuoi occhi c’è già lei/Ti chiederà l’amore/ ma l’amore ha I suoi comandamenti/Non tradirla mai/Non l’abbandonare/Ti mancherà./E la sera cercherà /fra le braccia tue /Tutte le promesse/Tutte le speranze/Per un mondo d’amore.

I bambini rappresentano il futuro del nostro pianeta e dovrebbero essere rispettati, compresi, amati. Quale futuro stiamo preparando per loro?

Massimo Ammaniti insegna Psicopatologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è considerato uno dei più noti psicanalisti italiani specializzati nell’età evolutiva. I suoi numerosi libri sono stati tradotti e pubblicati in molti paesi E’ membro dell’ International Psychoanalytical Association ed è nel Board of Directors della World Association of Infant Mental Health. I suoi studi si sono concentrati sull’analisi dei rapporti tra genitori e figli durante la fase dell’infanzia, i problei dell’adolescenza, il lavoro dei genitori, i ruoli della famiglia nella società moderna.Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Manuale di psicopatologia dell’infanzia (Raffaello Cortina 2001), Pensare per due. Nella mente delle madri (Laterza 2008), Noi. Perché due sono meglio di uno (Il Mulino, 2014), La nascita dell’intersoggettività. Lo sviluppo del sé tra psicodinamica e neurobiologia (Raffaello Cortina 2014), La famiglia adolescente (Laterza 2015), La curiosità non invecchia (Mondadori, 2017).

Giovanna D’Arbitrio