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Rubrica: EDITORIALI


CORSO FRANCIA: UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA?


domenica 22 dicembre 2019 di Silvana Carletti

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Immenso dolore, sbigottimento, tristezza abbiamo provato tutti per la tragedia che si è consumata ieri a Corso Francia con l’incidente mortale che ha ucciso due ragazze giovanissime.

Da come riferiscono le cronache, era circa mezzanotte quando le due sedicenni hanno attraversato una strada pericolosissima anche a causa di una forte pioggia, per recarsi a piedi a Ponte Milvio per raggiungere degli amici.

Mi viene in mente, allora, un’osservazione che feci l’estate scorsa, quando, sedendo per un aperitivo ad un bar della “movida” di Roma Nord, vidi passare, di continuo, ragazze giovanissime in gruppo, vestite con minigonne di jeans e t-shirt ridottissime e recarsi fin dalle ore 19 in quella piazza ormai diventata famosa, se non altro per gli schiamazzi notturni, scontri tra giovani, interventi della Polizia ed altro ancora.

Ricordo che un cameriere mi disse che la maggior parte delle ragazzine arrivavano in autobus dalle periferie romane e si trattenevano fino a notte inoltrata, accettando poi passaggi improvvisati con grande rischio di spiacevoli conseguenze….

Conosco le difficoltà che qualsiasi famiglia oggi incontra nell’ educare i propri figli, nel trasmettere loro i pericoli di una città ormai diventata violenta, nel proibire uscite serali che durano fino a notte fonda, ma dobbiamo ammettere che, alla base di questi comportamenti, c’è soprattutto una società malata, senza ideali, tutta rivolta ai media e ai social che, il più delle volte, esaltano la violenza, il bullismo, la mancanza assoluta di rispetto per il prossimo, lontani dalla benchè minima considerazione di qualsiasi valore morale.

Per non parlare della diffusione incontrollata e, ormai probabilmente incontrollabile, della droga e dell’alcol, specie tra i giovanissimi.

Le famiglie, giunte allo stremo per separazioni, divorzi, difficoltà di lavoro ed economiche, non riescono più a controllare ed educare degnamente i propri figli e a comunicare con loro per stanchezza e mancanza di dialogo; così, il più delle volte, per evitare discussioni accese, fughe da casa e altri pericoli, cedono alle insistenti richieste dei ragazzi.

Purtroppo questa è la drammatica situazione specie nelle grandi città ed è e sarà sempre più difficile porvi rimedio.

Immaginiamo tutti l’immenso dolore delle due famiglie coinvolte in questo terribile incidente con la speranza che due vite così immaturamente distrutte possano servire a responsabilizzare i giovani e a farli riflettere sulla importanza dell’esistenza che deve basarsi su altri principi e valori a cominciare dallo studio, dallo sport, dalla solidarietà e, soprattutto, dall’ascolto di chi, amandoli, vuole soltanto il loro bene.