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Rubrica: CULTURA


MANIFESTO

UN VIAGGIO NEI MOVIMENTI ARTISTICI DEL 900
mercoledì 27 febbraio 2019 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti


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Palazzo delle Esposizioni dal 26 febbraio al 22 aprile 2019

Dal 26 febbraio al 22 aprile l’architettura della rotonda del Palazzo delle Esposizioni viene ridisegnata da “Manifesto” la video installazione articolata in 13 grandi schermi dell’artista tedesco Julian Rosefeldt.

Sì è allestita la mostra con grande velocità, da ottobre 2018. Una mostra complessa e ambiziosa, anche dal punto di vista dell’allestimento scenico.

Una grande attenzione all’architettura dell’immagine, corpi e cose all’interno di cornici che si muovono all’interno di architetture costruite a regola d’arte. Un’attenzione di corpi in movimento nello spazio che definiscono l’immagine in movimento. Questa esposizione è composta da 13 schermi che rompono con il passato, c’è rabbia ed energia che si esprime.

L’opera è un omaggio alla pratica novecentesca dei manifesti, quei testi diffusi come proclami, con i quali gli artisti distruggevano il passato per difendere con parole incisive come quelle di una poesia, una nuova visione dell’arte, che fosse specchio di un mondo nuovo. In 13 brevi film Julian Rosenfeldt ha esposto i manifesti del ‘900 che sono anche espressioni dei movimenti artistici.

Ognuno dei quali dura 10 minuti e 30 secondi tutti interpretati magistralmente dall’attrice australiana e due volte premio Oscar Cate Blanchett.

Julian Rosefeldt nasce a Monaco nel 1965 e studia architettura a Monaco e a Barcellona; dal 2011 e docente di Digital and Time Based Media all’accademia di Belle Arti di Monaco. Artista rinomato in ambito internazionale per la ricchezza visiva delle sue opere filmiche meticolosamente coreografate, spesso presentate con complessa installazione multi schermo. Le opere di Julian Rosefeldt sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private tra cui il Moma Museum of Modern Art di New York, la Burger collection di Hong Kong, lo Sprengel Museum di Hannover e la National Gallery di Berlino.

I personaggi, ad eccezione di uno, sono tutti femminili, (una scelta nelle parole di Rosefeldt nata per contrastare lo spirito maschile dei manifesti, la maggior parte dei quali sono scritti da uomini). Le figure femminili, però, sono molto diverse tra loro e la maestria con la quale Cate Blanchett passa dall’una all’altra è prova inconfutabile della bravura e della versatilità dell’attrice.

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Video Istallazioni

Il rapporto tra la trama del film e il collage di manifesti non è sempre lo stesso, il visitatore è invitato a indagarlo e genera riflessioni e dei veri e propri salti temporali nel periodo artistico e sociale considerato.

Che cosa possiamo recuperare da quei Manifesti giovanili per questo nostro mondo in cui viviamo ? Sicuramente la ribellione contro lo stabilito, l’apertura a nuovi pensieri e strutturazioni della realtà. Una rabbia costruttiva e piena di senso.

Non è una rabbia vuota, ma piena di speranza e voglia di cambiare. Per arrivare al nucleo, all’essenziale del messaggio. Arte, Architettura e musica sono così precursori di una nuova sensibilità, anticipano i tempi e ci fanno vedere nuovi spazi e nuovi orizzonti.

Una mostra innovativa che vale la pena visitare e immergersi nella sua turbolenza ondata sensoriale.

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194 00184 Roma www.palazzoesposizioni.it