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Rubrica: CULTURA


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George Eliot da giovane

VITA E OPERE DI GEORGE ELIOT

La condizione femminile nell’arte
giovedì 1 novembre 2018 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Letteratura e filosofia
Argomenti: Donne


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In passato per una scrittrice l’uso di uno pseudonimo maschile era un escamotage per veder le proprie opere accettate da un editoria e da un pubblico diffidenti verso gli scritti delle donne, ritenute inferiori agli uomini in diversi campi dello scibile umano, in particolare in quello dell’Arte in tutte le sue forme. Quanti talenti repressi e nascosti dalle stesse famiglie nel timore che le proprie figlie suscitassero scandalo in una società maschilista!

Diversi sono gli esempi citabili, come le sorelle Brönte (Charlotte scelse il nome di Currer Bell, Emily quello di Ellis Bell, Anne preferì Acton Bell), come Aurore Dupin, in arte George Sand, che si vestiva perfino da uomo per poter frequentare luoghi interdetti alle donne, e come tante altre delle quali non ci soffermeremo a parlare.

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G.H.Lewes

Qui ci occuperemo di George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans, una delle più importanti scrittrici inglesi dell’epoca vittoriana, la quale usò un nome maschile fin dalla sua prima opera, Scenes of Clerical Life, non solo per difendersi dai pregiudizi sulle donne in campo letterario, ma anche da quelli sulla sua vita privata per la sua convivenza con un uomo sposato, George H. Lewes filosofo e critico. Rivendicò la sua vera identità solo dopo aver raggiunto il successo, suscitando comunque scandalo nella buona società. Continuò così ad usare lo stesso pseudonimo per i suoi realistici romanzi, apprezzati soprattutto per l’approfondimento psicologico dei personaggi.

Nata a Chilvers Cotton (Warwickshire) nel 1819, Mary Anne era la terza figlia di Robert Evans, amministratore di una tenuta, e Christiana Pearson. Quando la famiglia si trasferì a Griff House, tra Nuneaton e Coventry, la giovane frequentò le scuole locali. La sua insegnante a Nuneaton, Maria Lewis, era anglicana e la scuola di Coventry era gestita da suore battiste. Notevole fu dunque l’impronta religiosa della sua formazione contro la quale in seguito si ribellò.

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Griff House

Dopo la morte della madre nel 1836, lasciò la scuola per occuparsi della famiglia e in seguito si trasferì con il padre a Foleshill, vicino Coventry, dove conobbe Charles Bray, un libero pensatore e progressista che aveva fatto della sua casa un luogo di incontro per personaggi con opinioni radicali, come Robert Owen, Herbert Spencer, Harriet Martineau e Ralph Waldo Emerson. Grazie a tali conoscenze, Mary Ann acquisì idee più liberali che accentuarono tuttavia i suoi dubbi religiosi, causando la disapprovazione della famiglia.

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George Eliot in età matura

Nel 1849 dopo la morte del padre, Mary seguì i coniugi Brays in Svizzera e si stabilì a Ginevra dove visse in modo indipendente. Tornata in patria, a Londra soggiornò per un periodo in casa di John Chapman, editore radicale della rivista “The Westminster Review” collaborando con lui e pubblicando allo stesso tempo molti articoli. Nel 1851 incontrò il filosofo e critico George Henry Lewes con il quale iniziò a convivere nel ’54, benché fosse sposato con Agnes Jervis dalla quale non riuscì mai a divorziare. Nello stesso anno Marian e Lewes partirono per la Germania dove Marion, che aveva già tradotto “L’essenza del Cristianesimo” di Ludwig Feuerbach, continuò a occuparsi di filosofia e a tradurre opere di Spinoza, lavoro pubblicato dopo la sua morte.

I rapporti extraconiugali nella rigida ed ipocrita società vittoriana non erano insoliti e venivano tollerati solo se si salvavano le apparenze. Quando al loro ritorno in Inghilterra Marian e il suo compagno non nascosero la loro relazione, furono allontanati e rifiutati dalla buona società. Mary decise comunque di continuare a scrivere, dedicandosi a romanzi e anche saggi pubblicati su Westminster Review, tra i quali Silly Novels by Lady Novelists contro la banalità di certi romanzi femminili. Adottò a quell’epoca lo pseudonimo di George Eliot, nome maschile che le servì da un lato a distanziarla dalle scrittrici di romanzi da lei definiti “ridicoli”, dall’altro a farla accettare da un più ampio pubblico, nonché a proteggerla dalle critiche per la sua relazione con un uomo sposato.

Nel 1857 il Blackwood’s Magazine pubblicò “Amos Barton”, la prima delle Scenes of Clerical Life (Scene di vita clericale) seguita poi dalle altre. Nel 1859 apparve Adam Bede, primo romanzo completo che riscosse grande successo e purtroppo un certo Joseph Liggins dichiarò di esserne lui l’autore. Fu allora che Marian ammise di essere la vera l’autrice, ma le rivelazioni sulla sua vita privata scossero molti lettori: fu solo nel 1877 che la coppia venne accettata dalla buona società con l’aiuto della duchessa di Argyll, figlia della Regina Vittoria, entrambe lettrici dei libri di George Eliot.

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Daniel Deronda
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J. Walter Cross

Marion continuò a scrivere romanzi di successo per i successivi quindici anni e dopo la pubblicazione di Daniel Deronda, nel 1876 la coppia si trasferì a Witley, nel Surrey, dove Lewes morì nel 1878. Dopo qualche anno trovò conforto in John Walter Cross, un agente d’affari scozzese che sposò nel 1880, benché egli avesse 20 anni meno di lei, sfidando così ancora una volta le convenzioni sociali. Si stabilirono in una nuova casa a Chelsea, ma qui purtroppo per un’infezione alla gola che aggravò la disfunzione renale di cui soffriva da alcuni anni, Marion morì il 22 dicembre del 1880 e fu sepolta nel cimitero di Highgate a Londra.

Profonda è l’introspezione psicologica dei personaggi in tutti gli scritti della Eliot che evidenziano anche il suo interesse per politica, problemi sociali, emarginazione dei poveri, in particolare quelli della società rurale che ella ben conosceva fin dall’infanzia. Tra le sue opera, oltre a quelle già citate, ricordiamo Middlemarch, The Mill on the Floss, Silas Marner, Felix Holt, the radical, The Legend of Jubal.

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Romola-

I suoi interessi, tuttavia, spaziarono anche oltre confine come è evidente in Romola, romanzo storica ambientato a Firenze nel XV secolo che include fra i personaggi Girolamo Savonarola, oppure The Spanish Gypsy .

Pur essendo critica nei confronti della religione, ella ebbe tuttavia sempre un atteggiamento di rispetto verso chi era un convinto credente: una donna coraggiosa che seppe sfidare la società del tempo, preservando la sua libertà. In campo letterario rimane ancora tra le scrittrici più apprezzate per la padronanza dello stile, la chiarezza del suo pensiero, l’ironia e l’humour uniti a spirito di osservazione. Chiudiamo con una sua frase spesso citata: “La vita è un dono e ogni compleanno è un nuovo inizio: fa’ sì che ogni giorno si rivesta di speranza, perché le ombre del passato non offuschino la luce del futuro”.