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Rubrica: EDITORIALI


INTERVISTA A RENATO ZERO

Un fantastico Zerovskij
giovedì 15 marzo 2018 di Silvana Carletti

Argomenti: Arte, artisti


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Ho sempre pensato che Renato Zero, più che un artista eccellente, sia un poeta le cui parole arrivano dirette all’anima.

Il suo linguaggio è ricco di allegorie e riunisce termini e concetti distanti tra di loro, ma straordinariamente efficaci.

Una carriera eccezionale fa da sfondo ad un spettacolo musicale e teatrale di vastissimo respiro. Presentato al pubblico sotto forma di “opera” dal titolo “Zerovskij” dopo lo strepitoso successo dell’Arena di Verona, ora giunge nei nostri schermi per soli tre giorni (19/20/21 Marzo) permettendo, così, di far conoscere questo capolavoro ad un numerosissimo pubblico.

Il tema di base è la lotta tra bene e male con personaggi che rappresentano la storia dell’umanità: da Adamo ed Eva, all’Amore e Odio, Al Tempo, alla Morte e alla Vita, all’N. N, con incontri e scontri appassionanti e correlati da coreografie, canzoni e dialoghi di grande impatto visivo.

Come ci dice Renato, lo spettacolo ha richiesto un impegno temporale ed economico di vastissimo respiro, tanto che i ricavi si sono rivelati minimi. Basti pensare alla presenza di 120 artisti sul palco: dall’Orchestra della Franciacorta diretta dal Maestro Renato Serio, ai ballerini, ai cori, agli artisti: un immenso cast artistico che ha saputo dare il meglio di sè in ogni performance.

Renato ci dice, poi, che a Verona si temeva per il tempo piovoso da giorni, ma, a poche ore dal debutto, il cielo si era rasserenato, quasi un presagio di un’opera che è certamente destinata a conciliare gli animi e a far riflettere su tanti errori che quotidianamente si commettono in un mondo in cui la morale sembra davvero dimenticata e messa da parte.

Una riflessione amara sulla nostra condizione di umani spesso dimentichi dei valori della vita che viene quotidianamente costellata da abbandoni, violenze, prostituzione, droga, mancanza di cultura ed altro ancora.

Zerovskij rappresenta il capostazione che regola l’andirivieni di personaggi simboleggianti i mali del mondo, dominati dalla figura della morte che, soltanto alla fine, cederà il posto alla vita.

Ma fino a quando?

https://youtu.be/mGf1XSJVMWU

Passano sulla scena, nel contempo, tutti i brani immortali del grande Renato, con una stupenda rievocazione dei primi anni di successo, come “Motel”e Marciapiede”, ma è soprattutto ai più recenti Album che l’Artista fa riferimento nel corso dei sui interventi.

Gli chiediamo se pensa di pubblicare un DVD dell’intera opera; ci risponde che, per ora, si è concentrato, soprattutto sul film che uscirà a giorni sugli schermi italiani.

Ci dice, inoltre, che tutta l’opera è stata creata in collaborazione con Vincenzo Incenso che da più di venti anni lo segue nel suo percorso artistico.

Questo immenso lavoro teatrale è tutto da vedere, da seguire con gli occhi e con l’anima. I temi trattati e magnificamente rappresentati parlano di valori perduti, ma sono anche un invito costante a non perderci nell’abisso del male, rivolgendoci a Dio che certamente, non aveva creato un mondo di odio, ma soltanto di amore.

E “Solo per amore” è il sottotitolo di questo spettacolo che Renato Zero, sempre attento ai più veri ed autentici sentimenti della vita e ad un’assoluta libertà di pensiero e di espressione ci dona, con invito esplicito a farne tesoro e a diffonderne il profondo significato racchiuso in esso.